<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080</id><updated>2011-11-18T00:23:53.365+01:00</updated><category term='Riflessione'/><category term='Cucina'/><category term='Nuova Rubrica Cinematografica'/><category term='Cinema'/><category term='Comico'/><category term='Fantastico'/><category term='Surrealismo'/><category term='Erotico'/><category term='politica'/><category term='Horror'/><category term='Thriller'/><category term='Poesia'/><category term='Frammento'/><category term='Esoterismo'/><category term='Presentazione'/><category term='Umorismo'/><category term='Drammatico'/><category term='Video'/><category term='Foto'/><category term='Favola'/><category term='Short'/><category term='Sci-fi'/><category term='Amore'/><title type='text'>PuntoeDiSeguito</title><subtitle type='html'>Solo quando vivremo in un mondo senza muri o barriere potremo veramente difinirci "al sicuro"!</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07489186721781191026</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/-YzByvJE_w88/TpRnA4hwedI/AAAAAAAAAJQ/Ev-g8jX-dlg/s220/surrealismo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>66</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-636108072851650562</id><published>2011-10-25T16:44:00.000+02:00</published><updated>2011-10-25T16:44:39.324+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Thriller'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Frammento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Drammatico'/><title type='text'>La cisterna</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-__K31OOtMVY/TqbLFf7D1YI/AAAAAAAAAKE/4AAlCI4h3v0/s1600/camion+cisterna.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="215" src="http://2.bp.blogspot.com/-__K31OOtMVY/TqbLFf7D1YI/AAAAAAAAAKE/4AAlCI4h3v0/s320/camion+cisterna.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il telefono squillò solo due volte e poi si zittì. Non avrei risposto in ogni caso. Ho ben altro da fare che ascoltare la voce monocorde di operatori sottopagati che propongono i soliti sondaggi di quartiere. Nessun altro mi chiama più, ed è meglio così. L’ultima a farlo fu mia madre: “Tuo padre è morto, sarai contento adesso”, e mise giù. Rimasi qualche istante in piedi con la cornetta poggiata all’orecchio. Avrei dovuto dirle che avrei preferito fosse toccato a lei, così la fatica di alzarmi dal tavolo da lavoro sarebbe stata ricompensata. Ma mio padre non avrebbe chiamato.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il pomeriggio era caldo e afoso. Persino i raggi di sole che filtravano dalle serrande scottavano sulla pelle. Feci il giro delle stanze per chiudere le tapparelle e tirare le tende. Dalla finestra della camera osservavo il bambino pedalare sulla sua bicicletta. Come un cane al guinzaglio, girava su se stesso senza superare i confini d’ombra della cisterna sul lato opposto della strada.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La cisterna era del sig. Toscani, il premio per aver passato quaranta anni sopra un camion. Da alcuni anni è in pensione. La motrice dovette restituirla, ma la cisterna se la tenne. Nessuno sa perché, e in fondo a nessuno importa davvero. I primi tempi alcuni genitori erano preoccupati per quel mostro di lamiere che dominava sul marciapiede: “Potrebbe essere pericoloso.” dicevano, “chissà cosa c’è dentro?”, ma presto si abituarono a vederla lì, immobile e imponente, bollente anche la sera. I bambini del quartiere, che prima si tenevano a debita distanza sotto le raccomandazioni dei genitori, ora la considerano un elemento naturale del quartiere, quasi ci sia sempre stata, al pari delle giostrine in ferro arrugginito piantate nel giardino arido in fondo alla strada.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il bambino continuava a pedalare, schiavo del suo circolo perpetuo. Ad ogni giro completo suonava il piccolo campanello come se lo aiutasse a tenere il conto. Lo abbandonai quando contai il decimo giro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scesi in salotto, nella penombra della casa e mi lasciai cadere nella poltrona. Era troppo caldo per rimettersi al lavoro e non mi sarebbe riuscito di concentrarmi abbastanza per continuare. Col telecomando, la plastica appiccicosa, accesi la radio, ma subito lo spensi in favore della televisione. Le immagini presero lentamente la forma di un documentario sugli animali. Un leone, ormai vecchio, dopo una penosa sconfitta fu costretto ad abdicare la guida del branco in favore del più giovane e forte. Esiliato dal branco, avrebbe dovuto ricominciare a cacciare da solo, ma non era più in grado di correre, abituato ad essere sfamato dalle femmine del branco che cacciavano per lui. Stanco, si accasciò all’ombra di una rupe e più che ruggire sembrò sbadigliare. Spensi la televisione e chiusi gli occhi.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dalla strada proveniva il drin drin regolare del campanello. Il bambino non era ancora stanco e nemmeno il caldo riusciva a distoglierlo dalla sua personale missione. Contai almeno altri sei giri, quando sentii la bicicletta schiantare a terra. Aprii gli occhi e feci per alzarmi. Avrà avuto un colpo di caldo, pensai. Continuare a girare intorno sotto il sole battente non era di certo una buona idea. Silenzio. Ritrovai la mia posizione appoggiandomi allo schienale, questa volta accesi la radio e richiusi gli occhi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il sonno durò pochi minuti. Venni svegliato dal bussare alla porta. “Signore è in casa?” domandava con voce rotta. Piangeva e bussò altre tre volte. Mi alzai dalla poltrona e andai in cucina. Spensi la lampada del tavolo da lavoro e lo coprii con il telo. Andai alla porta. Aspettai: forse se ne era andato. Invece picchiò con il palmo altre due volte. “Signore? E’ in casa, signore?”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scostai la tendina della porta e guardai il bambino. Con un braccio si riparava gli occhi dal riflesso del sole sul vetro della porta, mentre con l’altra mano si teneva il ginocchio sbucciato. Il sangue scivolava lungo la gamba, fino ai calzini bianchi, colorandoli di rosso.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sfilai il chiavistello, girai la chiave di cinque mandate e aprii. Il bambino fece subito per entrare ma lo bloccai. “Cosa c’è?” domandai in tono rude, anche se non se lo meritava. “Mi scusi signore, ma sono caduto con la bicicletta” e si girò ad indicarla. La piccola Graziella era accasciata a terra vicino ad una delle grosse ruote posteriori della cisterna con il manubrio storto ed un pedale rotto. Riconobbi l’immagine del leone sdraiato sotto alla rupe che, come la bicicletta, ormai era inutile per sé e per gli altri. Tornai a fissare il bambino che, sorpreso di non ricevere il trattamento che si aspettava, si fece forza e continuò: “…e mi sono fatto male.”, indicando stavolta il ginocchio sanguinante e mostrando che anche la mano che usava per ripararsi gli occhi era tutta graffiata e sporca di cemento. “Perché non vai casa, così tua mamma ti mette un cerotto?” - “Non voglio andare dalla mamma, lei mi sgriderebbe perché mi aveva detto di non uscire fino alle quattro.” e tirò forte su con il naso. Se fosse stato in grado di sopportare il dolore, il bambino non sarebbe rientrato in casa e di certo non avrebbe cercato aiuto: quando ci si sente in colpa ci si comporta da stupidi. “Va bene, entra, ma non toccare nulla, va bene?”, il bambino annuì e varcò la soglia. Dopo qualche passo si fermò in attesa di nuove istruzioni. “Adesso siediti su quella sedia vicino al telefono e aspetta. Io vado a prendere qualcosa per pulirti e vedo se ho un cerotto.”. Il bambino non fece storie e ubbidì. Andai in cucina a cercare qualcosa per la ferita. Nella scatola delle medicine trovai una confezione di garze e un disinfettante ancora da aprire. Presi dal cassetto uno strofinaccio pulito per togliere il sangue, ma lo misi giù. Tornai in soggiorno, e lo sorpresi che osservava con apprensione il ginocchio e che aveva ripreso a piangere. “Vieni con me” gli dissi. Scese lentamente dalla sedia e mi si avvicinò. Mi guardava con occhi intensi e supplichevoli. Non mi ero accorto di quanto fossero chiari, e le lacrime che li bagnavano li facevano risplendere anche nel buio della stanza. Mi prese la mano ed ebbi un tuffo al cuore. Sentii il rossore dell’imbarazzo impadronirsi del viso e cominciai a sudare. Staccai subito la mano, mi voltai e in silenzio, ma col il cuore che batteva contro il petto, cominciai a salire i gradini che conducevano al primo piano. Lungo le scale sentivo la mancanza di quel piccolo e fugace contatto, di quel semplice e innocente toccarsi, e per un brevissimo momento desiderai ardentemente che quel contatto si riconfigurasse. Mi girai verso il bambino che mi seguiva a testa bassa,qualche gradino più indietro, mi fermai e gli poggiai una mano sulla schiena spingendolo delicatamente di fronte a me. Con le dita ascoltavo le vertebre muoversi che, delicate, sembrava che mi accarezzassero i polpastrelli ad ogni impercettibile singhiozzo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Come ti chiami?” mi venne spontaneo chiedergli, senza pensare che il bambino avrebbe potuto girarsi, interrompendo nuovamente il contatto. “Giacomo” rispose, continuando a salire le scale, regalandomi la possibilità di infilare l’indice sotto la canottiera bianca e di sfiorare la pelle calda e un po’ bagnata di sudore della schiena.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Arrivati in cima svoltammo a destra verso il bagno. Superammo la mia camera da letto e notai che Giacomo lanciò un’occhiata, veloce ma incuriosita, verso l’interno. L’idea che vedesse camera mia mi emozionava. Forse un giorno, se saremmo diventati amici, gliela avrei mostrata, con ogni suo segreto e nascondiglio. Gli avrei anche mostrato la mia collezione. Adesso però dovevo prendermi cura del suo ginocchio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo accompagnai fino al bagno e lo feci entrare, stavolta solo con una leggera spintarella.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Togliti le scarpe e i calzini” gli dissi “così ti pulisco e ti passa tutto, ve bene?”. Lui annuì. Si sedette sul bordo della vasca da bagno e cominciò a slegarsi le scarpe ma poco dopo si arrese. “Mia mamma me le ha legate strette con il doppio nodo e non riesco…”. Mi chinai e mi misi in ginocchio di fronte a lui. Ora eravamo alla stessa altezza e mi guardava negli occhi. “Allora faccio io” dissi sorridendo. Comincia a sciogliere i lacci e ogni tanto alzavo lo sguardo cercando il suo, che era però concentrato sulle mie mani che si adoperavano per liberarlo dalle scarpe. Ero fiero di quello che stavo facendo, di aiutarlo. Lui mi osservava, quasi incantato e io mi impegnavo meglio che potevo. La scarpa venne via facilmente, e gli sfilai anche il calzino sporco di sangue che poggiai sul lavandino alle mie spalle. Gli disse che era meglio togliere anche l’altra scarpa così poteva entrare nella vasca e pulirsi meglio. Mentre slegavo anche il secondo nodo, ripetutamente e senza che se ne accorgesse, gli sfioravo la caviglia con il mignolo della mano. In quella posizione, così vicini, io e lui, qualcosa scattò dentro di me e sentivo un leggero rigonfiamento nel basso ventre. “Entra nella vasca adesso, così ci sciacquiamo bene.” Giacomo scavalcò il bordo della vasca ed entrò, stava in piedi, immobile e a disagio. Cercai di usare un tono amichevole e di rimediare a quello burbero di poco prima, ma nello sguardo si leggeva un po’ di apprensione: adesso bisognava intervenire sulla ferita e temeva che facesse male. “Non sentirai nulla, non preoccuparti” e così dicendo raccolsi il telefono della doccia, aprii il rubinetto e cominciai a far scorrere un po’ l’acqua fino a che fosse tiepida. “Forse è meglio se ti togli anche i pantaloncini, Giacomo, non vorrei bagnarli”. Lui pareva incerto su come comportarsi. Di sicuro richieste del genere le aveva ricevute solo da sua mamma, ma non potevo lasciarmi sfuggire quell’occasione. Sentivo che dovevo convincerlo. Volevo vederlo, stare con lui nella vasca. Volevo toccarlo e volevo che lui toccasse me. “Se fai il bravo poi ti faccio vedere la mia collezione. Sono sicuro che ti piacerebbe: a te piacciono le macchinine, non è vero?” - “Sì, mi piacciono!”, sembrava aver riacquistato un po’ di fiducia. “Allora comportati bene e fai come ti dico. Sai che ne ho più di cinquanta?” – “Davvero? Così tante ne hai?” – “Sì, ma adesso togliti i pantaloni e la canottiera, avanti!” Risposi spazientito. Convinto dalla proposta cominciò a spogliarsi. Potevo vedere le sue piccole forme in rilevo sulla stoffa gialla. Con una mano afferrai le mutandine da dietro e gliele sfilai fino alle ginocchia. Glielo toccai con il viso e glielo baciai giocosamente. Giacomo rideva, forse gli facevo il solletico con la barba. Lui cercò di coprirsi con le mani e di impedirmi di continuare. “Basta!” diceva, ma ero fuori di me e le sue parole risuonavano lontane. Mai avevo provato una sensazione del genere e sapevo come doveva finire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi alzai in piedi e cominciai a sbottonarmi frenetico i pantaloni. Lo tirai fuori, duro e pulsante . Lo strinsi con la mano destra, mentre con l’altra, senza fargli male, afferrai Giacomo per i sottili capelli biondo scuri bloccandogli la testa. Questa volta toccava a me. Volevo provare anche io quel piacere per cui avevo aspettato trentasei anni e che a lui avevo permesso di scoprire così giovane. Finì tutto in pochi istanti: appena sentii il calore della sua bocca raggiunsi un potente orgasmo. Ebbi un cedimento alle gambe, mi accasciai su di lui che, come un fantoccio di pezza, si abbandonò sul fondo della vasca facendomi inciampare sul bordo. Scivolai e gli caddi addosso. Si piegò in modo scomposto e sbatté la testa contro il rubinetto della vasca.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un rivolo di sangue gli scese dalla fronte e venne trascinato giù nel tappo dall’acqua ormai calda che piano scorreva sul fondo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giacomo giaceva immobile, in posizione fetale. Sembrava dormire, ma senza i profondi e regolari respiri che accompagnano il sonno. Lo chiamai una, due volte e lo strattonai perché riprendesse i sensi, ma non rispondeva. Lo tirai fuori dalla vasca e lo distesi a terra. Vederlo lì, sul pavimento del bagno, mi procurò disgusto e mi odiai per quel gesto tanto irriconoscente. Decisi allora di portarlo in camera mia e lasciargli il letto. Tornai in bagno, raccolsi i pantaloncini, i calzini e le scarpe. Passando davanti allo specchio mi accorsi di non essermi ancora coperto e, dolente e di nuovo moscio, lo infilai nei pantaloni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In camera lo rivestii e lo asciugai con il copriletto, macchiandolo tutto di sangue. Lo abbracciavo e accarezzavo cercando di risvegliarlo da quel terribile mutismo; speravo in un sussulto, che aprisse di nuovo gli occhi e che mi chiedesse se adesso poteva vedere le macchinine. Mi detestavo: ingrato per quel suo dono, non gli avevo nemmeno messo un cerotto al ginocchio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scesi al piano di sotto tenendolo in braccio, con le sue braccia che mi cingevano il collo e la testa appoggiata sulla spalla, come se si fosse appisolato.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Facendo attenzione a non fare movimenti bruschi, scostai il lenzuolo bianco che copriva il tavolo da lavoro e, tra gli oltre cinquanta modellini di automobili dipinti a mano della mia preziosa collezione, scelsi la più bella che avevo e, di sicuro, quella che più sarebbe piaciuta a Giacomo. Gliela infilai in tasca e gli schioccai un bacio sulla fronte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scostai la tendina della porta e guardai fuori: la strada sembrava deserta, ma per sicurezza prima di uscire aprii piano e controllai meglio. Il caldo era davvero insopportabile. Percorsi veloce il pezzo di asfalto che separava casa mia dalla bicicletta, lasciata a bruciare al sole. Sistemai il corpicino di Giacomo sul luogo della caduta e tornai in casa.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci volle ben più di un’ora perché le sirene dell’ambulanza rompessero il silenzio opprimente del quartiere. Sollevai di pochi centimetri la persiana, per riuscire ad osservare la scena senza essere visto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una volta che l’ambulanza e i paramedici se ne andarono, stavolta a sirene spente, portandosi via il corpo di Giacomo, nel quartiere rimanevano solo la grande cisterna, e alcune mamme che piangevano e si abbracciavano. Una di signora di mezza età, affacciata sulla porta di casa, teneva in braccio un neonato, anche lui in lacrime, e continuava ad accarezzargli i pochi capelli in modo isterico, cercando più di calmare se stessa che il bambino. Una bambina era seduta sul ciglio del marciapiede, vicino alla biciclettina di Giacomo e disegnava con un gesso bianco sull’asfalto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il giorno dopo il signor Toscani fece spostare la cisterna. “Ero l’unico in casa quando il bambino è caduto, se la cisterna non fosse stata di fronte la finestra, mi sarei accorto…mi sarei accorto…” rispondeva tra le lacrime a chi gli domandava dove fosse finita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-636108072851650562?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/636108072851650562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2011/10/la-cisterna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/636108072851650562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/636108072851650562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2011/10/la-cisterna.html' title='La cisterna'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07489186721781191026</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/-YzByvJE_w88/TpRnA4hwedI/AAAAAAAAAJQ/Ev-g8jX-dlg/s220/surrealismo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-__K31OOtMVY/TqbLFf7D1YI/AAAAAAAAAKE/4AAlCI4h3v0/s72-c/camion+cisterna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-5842430582410413312</id><published>2011-10-11T17:41:00.000+02:00</published><updated>2011-10-11T18:25:14.660+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comico'/><title type='text'>Batman</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-fFwEHlK0FpM/TpRjmc_Pb3I/AAAAAAAAAKA/tP-Q36CMt84/s1600/Batman_Cutout.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-fFwEHlK0FpM/TpRjmc_Pb3I/AAAAAAAAAKA/tP-Q36CMt84/s320/Batman_Cutout.jpg" width="158" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Ve lo giuro: mio papà è Batman!” ripetevo arrabbiato ai miei compagni di classe. “Perché non mi volete credere?”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scoprii tutto sabato mattina. Avevo finto un forte mal di pancia e convinto i miei a lasciarmi a casa da scuola. Di nascosto ero entrato nella loro stanza per cercare la Playstation che mi avevano sequestrato da una settimana. Mi è bastato aprire l’armadio per trovare, appesi all’attaccapanni, il lungo mantello nero, il cappuccio rinforzato con le orecchie a punta e i guanti artigliati. Non ho avuto il coraggio di toccare nulla. Le mani mi tremavano. Continuai le ricerche nelle stanza, senza sapere di cosa, ma di certo non della Play. Solo dopo un quarto d’ora lo realizzai. Da qualche parte doveva esserci l’entrata alla bat-caverna dove mio papà teneva il resto dei gadget, i computer,…la bat-mobile! Era quello il rumore metallico che sentivo ogni sera da almeno due mesi: l’accesso alla caverna che si apriva. Mio padre che scendeva nel suo covo e che si preparava per entrare in azione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tommaso mi spinse a terra. “Guardate, il figlio di Batman non riesce nemmeno a stare in piedi!”. Nascosi il &amp;nbsp;viso per la vergogna. “Dove vai, Robin, perché non usi il tuo bat-artiglio?” Corsi a casa per la vergogna con le risate dei miei amici che mi seguivano in lontananza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sapevo che non era una buona idea rivelare il segreto di mio padre, ma non potevo non confidarmi con Luigi. Speravo che lui mi avrebbe creduto e che avrebbe celato il segreto. Saremmo stati fedeli a mio padre e magari un giorno ci avrebbe assoldati entrambi come suoi alleati. Invece quello stronzo lo ha spifferato a tutti facendomi fare la figura dello scemo. Ma io gli porterò le prove, così mi tratteranno come mi merito, altrimenti mio papà li punirà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono le 11 e dovrei dormire da almeno un’ora. Non ho ancora sentito rumori provenire dalla camera dei miei. Forse stasera mio papà non ha ricevuto richieste di aiuto. Ma ecco, la caverna si sta aprendo. Mi fiondo davanti la porta dei miei, giro la maniglia ed entro. Mio padre mi da le spalle, sta in piedi vicino al letto e respira affannosamente. Indossa il mantello che però non gli nasconde le gambe nude. “Papà, tu sei…” ma appena inizio la frase, lui si gira e mi guarda inorridito, “Oh, cazzo!” esclama, e veloce si avvolge nel mantello nero, proprio come fa nei fumetti. “Oh cazzo!”, continua a ripetere coprendosi la bocca e gli occhi con le mani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io rimango lì in piedi, impalato. Mia mamma, inginocchiata sul letto, anche lei di spalle, lancia un urlo, si copre le gambe con il lenzuolo e mi guarda con un misto di apprensione e delusione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La testa mi si svuota per l’emozione, non riesco a pensare a nulla. Mio padre è Batman, ma come potevo immaginare che mia mamma fosse Wonder Woman?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-5842430582410413312?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/5842430582410413312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2011/10/batman.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/5842430582410413312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/5842430582410413312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2011/10/batman.html' title='Batman'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-fFwEHlK0FpM/TpRjmc_Pb3I/AAAAAAAAAKA/tP-Q36CMt84/s72-c/Batman_Cutout.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-7441152889615929316</id><published>2011-05-10T23:46:00.002+02:00</published><updated>2011-05-10T23:48:11.191+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Frammento'/><title type='text'>Tentativo di esaurire un tentativo di esaurimento</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-rSJUpMA2cRU/TcmyFb9JbyI/AAAAAAAAAJ4/G4rNJnhaE5o/s1600/perec.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-rSJUpMA2cRU/TcmyFb9JbyI/AAAAAAAAAJ4/G4rNJnhaE5o/s320/perec.jpg" width="217" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La data: 18 ottobre 1974&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’ora: 10h 30&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il luogo: Bar Tabacchi Saint-Sulpice&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tempo: Freddo secco. Cielo grigio. Qualche schiarita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vedo Perec seduto ad uno dei tavolini esterni. Sono cinque. Il numero di sedie per tavolino è variabile. Tovagliette color crema. Un posacenere per tavolo. Sul suo tavolo una tazzina di caffè ormai freddo. Due coppiette allegre.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La vetrata del bar riflette ciò che le passa davanti. Perec lo trascrive sul suo taccuino. Le pagine ingiallite. La stilografica scorre velocissima. Inchiostro nero, alcune macchie sui margini. La calligrafia come un encefalogramma impazzito. Sguardi che si alzano e si abbassano frenetici.&lt;/div&gt;&lt;i&gt;“Monsieur, desirez-vous?”&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;“Ce n’est pas le moment”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;Parole su parole. Frasi che si ripetono perché le scene si ripetono. Occhiate veloci e nervose: autobus, slogan, persone, borse, baguettes, giornali, veicoli a due e quattro ruote, un bassotto, turisti giapponesi. La lingua entra ed esce dalla bocca. Un massaggio al polso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Momento di calma. (Stanchezza?)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pausa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;“Garçon?”&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-7441152889615929316?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/7441152889615929316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2011/05/tentativo-di-esaurire-un-tentativo-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7441152889615929316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7441152889615929316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2011/05/tentativo-di-esaurire-un-tentativo-di.html' title='Tentativo di esaurire un tentativo di esaurimento'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-rSJUpMA2cRU/TcmyFb9JbyI/AAAAAAAAAJ4/G4rNJnhaE5o/s72-c/perec.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-1448272728993198224</id><published>2011-05-02T00:40:00.002+02:00</published><updated>2011-05-02T01:30:40.516+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Drammatico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sci-fi'/><title type='text'>Dreambox</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-o1CINca3haU/Tb3iaBiidLI/AAAAAAAAAJw/AeIUNaGgkQo/s1600/Reality_1920x1200_by_pyxelated.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="250" src="http://2.bp.blogspot.com/-o1CINca3haU/Tb3iaBiidLI/AAAAAAAAAJw/AeIUNaGgkQo/s400/Reality_1920x1200_by_pyxelated.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&amp;lt;&amp;lt; Stanchi della vostra esistenza? La realtà in cui vivete si fa ogni giorno sempre più opprimente? Quel banale ma indispensabile senso di gratitudine che provate nello svegliarvi la mattina si affievolisce sempre più? Passate ore ed ore nella più totale apatia sperando che un avvenimento improvviso vi liberi finalmente dalla frustrazione per la solita routine, alla quale ormai siete inevitabilmente sottomessi? Il malessere vi si appiccica addosso appena scendete dai vostri letti di sudore e non si stacca fino a sera, quando potete finalmente tornare a coricarvi e fuggire da questa realtà solo per rimanere intrappolati nelle vostre squallide fantasie notturne? I vostri incubi sono l’unico barlume di speranza nella vostra troppo reale sopravvivenza? Da oggi finalmente la vostra vita potrà cambiare!&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quello che fino ad oggi potevate solo immaginare, è ora realtà, e il sognare ad occhi aperti non potrà più definirsi solamente un modo di dire!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dreambox, letteralmente il “scatola dei sogni”, è l’ultimo ritrovato dalla nostra prestigiosa azienda, &lt;i&gt;Illuxion s.p.a.&lt;/i&gt; Grazie alla nostra decennale esperienza, al nostro collaudato know-how e alla nostra lunga serie di successi, &lt;i&gt;Illuxion s.p.a&lt;/i&gt;. occupa oggi porzioni di mercato sempre più grandi in numerosi campi: dall’intrattenimento e lo svago puro, alla creazione di apparecchiature mediche tra le più avanzate, oltre che in articoli sportivi e di elettronica. La passione per il nostro lavoro unita alla professionalità dei nostri esperti, ha permesso ad &lt;i&gt;Illuxion s.p.a.&lt;/i&gt; di ottenere numerosissimi riconoscimenti istituzionali, che hanno fatto del nostro marchio un sinonimo di garanzia e affidabilità riconosciuto in tutto il mondo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Dreambox &lt;/i&gt;offre la possibilità a voi, cari ascoltatori, di liberarvi del grigiore della vostra vita aprendovi le porte ad un mondo nuovo, migliore; al mondo in cui tutti vorremmo vivere: il mondo dei nostri sogni! Esatto, amici ascoltatori, una volta indossato questo elegante casco dal design innovativo, e premuto il tasto di avvio, vi basterà semplicemente iniziare ad immaginare e quelli che prima consideravate solo sciocchi sogni, diventeranno ai vostri occhi realtà. Il vostro scetticismo è intuibile, ma ascoltate le testimonianze di persone come voi e me che hanno deciso di provare &lt;i&gt;Dreambox &lt;/i&gt;e capirete che non vi sto ingannando:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“- La prima volta che ho provato &lt;i&gt;Dreambox &lt;/i&gt;ero scettico. Non potevo immaginare che un apparecchio a prima vista così semplice potesse offrirmi delle emozioni così, così…uniche! Ringrazio di cuore &lt;i&gt;Illuxion s.p.a&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Dreambox &lt;/i&gt;che mi hanno permesso di realizzare uno dei miei desideri più grandi!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- E potrebbe condividere con il nostri gentili ascoltatori il suo desiderio realizzato?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- (qualche attimo di silenzio) Ehm…sì…Mi ha permesso di riabbracciare mio figlio…&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Su non si commuova, siamo felici per lei. Tenga, si asciughi con questo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Grazie, grazie…”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“- Quando mi sono offerta di provare &lt;i&gt;Dreambox &lt;/i&gt;devo dire che ero soprattutto curiosa. Non credevo nella sua efficacia e parlando con mio figlio, sapete è psicologo, convenimmo che doveva trattarsi solo di auto convincimento o di autosuggestione insomma, mi capite? Era sicuro che siccome volevamo provare quelle cose, &lt;i&gt;Dreambox &lt;/i&gt;ci stimolasse in qualche modo affinché potessimo vederle. Sinapsi, autoinduzione, cose così. Beh, avreste dovuto vedere la faccia che ha fatto mio figlio quando gli dissi che &lt;i&gt;Dreambox &lt;/i&gt;funzionava davvero, che non era come diceva lui…che era tutto vero! Era tutto come doveva essere. Tutto! Una cosa incredibile!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Grazie signora per la sua testimonianza. Siamo felici di aver superato anche il test del figlio psicologo. Ahahahah!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Oh sì, sì! E’ stata l’esperienza più incredibile della mia vita. Sa, io non sono mai stata molto fortunata, ma provare quell’emozione mi ha fatto capire che avevo ancora una possibilità, una ragione per vivere!”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“- Può gentilmente spiegare ai nostri ascoltatori come mai anche lei ha deciso di promuovere con la sua testimonianza il nostro nuovo prodotto, &lt;i&gt;Dreambox&lt;/i&gt;?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Come può vedere sono costretto su una sedia a rotelle. Quindici anni fa sono stato coinvolto in un grave incidente automobilistico e da allora la mia vita non è stata più la stessa. Anche le azioni più banali sono diventate sfide impossibili a causa delle mie condizioni. Persino avventurarmi fuori casa da solo era impossibile perchè dovevo avere sempre al mio fianco qualcuno che mi aiutasse… &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Deve essere stato duro per lei…&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Lo è stato, ma la cosa che non riuscivo a sopportare era l’idea che nei rapporti familiari qualcosa si fosse rotto come la mia spina dorsale. Ci misi poco a capire che, dal giorno dell’incidente, mio figlio quasi non mi riconosceva. Prima ero io a correre quando mi chiamava, come è giusto che faccia un padre quando il proprio figlio ha bisogna. Ed ora, invece, ero io che avevo costantemente bisogno di lui e mi vergognavo di dover dipendere dalle sue sottili braccia. Anche se lo nega, sapevo e so che per lui ormai ero solo un padre a metà. Glielo leggevo negli occhi, mi odiavo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Eppure mi pare che lei continui a riferirsi a quei momenti come appartenenti ad un passato lontano, o comunque superato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Certo, perché ora grazie a &lt;i&gt;Dreambox &lt;/i&gt;io cammino, salgo e scendo le scale, mi inginocchio, mi siedo e mi alzo quando voglio. Gioco con mio figlio tutti i giorni, e devo confessare che spesso la notte mi defilo, anche per ore, per correre, per assaporare ancora l’aria fresca della sera, per tenermi in forma. Perchè, adesso non si vede, ma in realtà ho un fisico niente male dall’altra parte. E tutto lo devo a &lt;i&gt;Dreambox&lt;/i&gt;, che mi ha restituito ciò che la vita mi aveva ingiustamente sottratto!”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E queste, cari amici ascoltatori, erano solo alcune delle centinaia di testimonianze a sostegno del nostro prodotto. Senza contare le migliaia e migliaia di e-mail che hanno intasato i nostri server nei primi giorni del lancio sul mercato: tutte che ci si complimentavano con noi per le straordinarie prestazioni che il nostro prodotto garantisce a chi ci ha concesso la propria fiducia. E voi cosa state aspettando? I vostri sogni non vedono l’ora di divenire realtà… Con &lt;i&gt;Dreambox&lt;/i&gt;!&amp;gt;&amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-XezoKwzxOTk/Tb3iiwr6sAI/AAAAAAAAAJ0/6r6laBFBjZ4/s1600/futuristic-city-skyline-by-razer.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-XezoKwzxOTk/Tb3iiwr6sAI/AAAAAAAAAJ0/6r6laBFBjZ4/s320/futuristic-city-skyline-by-razer.jpg" width="241" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Questo, attraverso la voce accattivante del presentatore ed un imponente apparato di immagini e suoni, era l’entusiastico messaggio che migliaia di schermi e stazioni radio continuavano a trasmettere e ritrasmettere in milioni di case, strade, uffici, automobili, stadi, palestre, librerie, negozi, ambulatori, piscine, stabilimenti deserti, privati dei loro abitanti, troppo impegnati a sognare la loro vita perfetta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nell’agosto 1988 metà della popolazione mondiale aveva già fatto la propria scelta. Quando, nel 1989, solo un anno dopo dalla distribuzione su larga scala di &lt;i&gt;Dreambox&lt;/i&gt;, l’azienda &lt;i&gt;Illuxion s.p.a.&lt;/i&gt; offrì ai propri utenti, attraverso una semplice applicazione de installare gratuitamente nel proprio gioiellino metallizzato, la possibilità di connettere allo stesso sogno più persone contemporaneamente, si registrarono milioni di accessi permanenti. Si passò in pochissimo tempo di famiglie, gruppi di lavoro e di amici, per passare infine ed intere comunità e città.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel dicembre 1989 ogni individuo era in collegamento permanente con i server di &lt;i&gt;Dreambox&lt;/i&gt;, protagonista di un unico ed eterno sogno che coinvolgeva 24 ore su 24 ogni abitante del pianeta terra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un’unica cosa hanno in comune i sogni: lo skyline nero della &lt;i&gt;Illuxion s.p.a.&lt;/i&gt;, che si staglia inquietante all’orizzonte, irraggiungibile.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-1448272728993198224?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/1448272728993198224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/08/dreambox.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1448272728993198224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1448272728993198224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/08/dreambox.html' title='Dreambox'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-o1CINca3haU/Tb3iaBiidLI/AAAAAAAAAJw/AeIUNaGgkQo/s72-c/Reality_1920x1200_by_pyxelated.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-9219335932979409551</id><published>2011-05-01T22:53:00.000+02:00</published><updated>2011-05-01T22:53:13.989+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poesia'/><title type='text'>Riflessi</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-LtbKK3uWTyk/Tb3IJy6Wv4I/AAAAAAAAAJs/OUgGT-ANXB0/s1600/surrealist+photos.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-LtbKK3uWTyk/Tb3IJy6Wv4I/AAAAAAAAAJs/OUgGT-ANXB0/s1600/surrealist+photos.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Prigioniero tra infiniti specchi&lt;br /&gt;Spezzato&lt;br /&gt;Mi confondo nei loro riflessi&lt;br /&gt;Sfumato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio io tento di riconquistare&lt;br /&gt;Timoroso&lt;br /&gt;Solo sfioro le parti di me più care&lt;br /&gt;Orgoglioso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi osservo da inedite angolature&lt;br /&gt;Frammentato&lt;br /&gt;Il mio essere tra schegge e paure&lt;br /&gt;Ho sotterrato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Denudato delle certezze passate&lt;br /&gt;mi compatisco&lt;br /&gt;Riscopro antiche ombre celate&lt;br /&gt;E poi svanisco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-9219335932979409551?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/9219335932979409551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2011/05/riflessi.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/9219335932979409551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/9219335932979409551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2011/05/riflessi.html' title='Riflessi'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-LtbKK3uWTyk/Tb3IJy6Wv4I/AAAAAAAAAJs/OUgGT-ANXB0/s72-c/surrealist+photos.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-9085055811584256771</id><published>2011-05-01T22:31:00.000+02:00</published><updated>2011-05-01T22:31:35.902+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Frammento'/><title type='text'>L'estetica geometrica</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-6slFUwYaC7A/Tb3DBNZerJI/AAAAAAAAAJo/QA6wB9wS3Ic/s1600/image.jpeg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-6slFUwYaC7A/Tb3DBNZerJI/AAAAAAAAAJo/QA6wB9wS3Ic/s320/image.jpeg" width="241" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La luce contrasta dolorosamente con le zone d’ombra. La percezione della profondità è annullata. Un vaso rosso sangue, sospeso al centro del componimento, catalizza su di sé tutta l’attenzione, quasi lievitasse.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Partendo dai quattro angoli, i bracci di una croce greca attraversano l’istantanea, si sovrappongono ai rami della pianta investita dalla luce abbagliante, e fanno del vaso il loro centro matematico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La figura nera di una donna in controluce stona nella natura morta. E’ troppo impegnata a vivere la quotidianità, con i suoi gesti ordinari, per partecipare al miracolo geometrico.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-9085055811584256771?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/9085055811584256771/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2011/05/lestetica-geometrica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/9085055811584256771'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/9085055811584256771'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2011/05/lestetica-geometrica.html' title='L&apos;estetica geometrica'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-6slFUwYaC7A/Tb3DBNZerJI/AAAAAAAAAJo/QA6wB9wS3Ic/s72-c/image.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-2963187613696230835</id><published>2011-03-17T01:41:00.000+01:00</published><updated>2011-11-16T00:03:47.564+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Favola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Drammatico'/><title type='text'>Un sogno (o Incubus)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: center;"&gt;&lt;u&gt;&lt;s&gt;&lt;img border="0" height="281" src="https://lh6.googleusercontent.com/-VCpI2eZskTg/TYFTqHBYcWI/AAAAAAAAAJk/QNLFRNrElsc/s400/Incubus.jpg" width="400" /&gt;&lt;/s&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Faccio fatica ad addormentarmi. Mi capita spesso ultimamente. Sarà per il troppo caffè, ma non riesco a rinunciare a quell’aroma amaro e deciso che mi ricorda ad ogni sorso, quello che non sono.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La giornata è bellissima, carica di un’atmosfera autunnale che non si è dimenticata dell’estate appena trascorsa e che, con il suo cielo terso, ancora riscalda abbastanza da permettere ad un intero bucato di asciugarsi al sole o di abbronzarsi mentre una piacevole brezza accarezza le pagine di un libro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Santino, un nome come un altro ma che rivendica un’appartenenza cristiana, odia il proprio nome dal primo giorno di scuola, quando la maestra gli chiese di recitare una preghiera davanti ai compagni di classe prima di iniziare la lezione di religione. “Chi meglio di un Santino, può ringraziare il Signore per il cibo che ci dona?” &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Mi giro e rigiro nel letto, sento un po’ di freddo alle gambe. Provo a scaldarmi con le mani i piedi e sento che sono congelati, quasi mi fanno male le dita per quanto le tengo strette. Mi chiudo a uovo. So che stare ben disteso mi permetterebbe di scaldarmi più in fretta perché favorisce la circolazione, ma non ci riesco.  &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Santino trascorreva una così bella giornata spezzando la lettura dell’ultimo numero di Superman con l’ascolto di una canzone alla radio e qualche occhiata lanciata dalla finestra. Ha sempre avuto difficoltà di concentrazione e la lettura gli risulta essere un’attività fin troppo faticosa per essere portata avanti più di 5-6 minuti consecutivamente. Sapere poi che Superman è indistruttibile e che certamente avrebbe sconfitto anche questa volta la sua celebre nemesi, Alexander Joseph Luthor, più noto come Lex, gli consentiva di staccarsi da quella pagine colorate ancora più facilmente, senza sentirsi in colpa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Che ore sono? Perché è così difficile addormentarsi? Il sudore ha completamente inzuppato le lenzuola e le coperte e mi sembra che al freddo si siano aggiunti degli spifferi di aria che arrivano dal fondo del letto. Devo stare immobile. Ad ogni movimento una lingua fredda sembra leccarmi schiena e gambe. Come faccio a vedere che ore sono?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Suo fratello, minore per età, ma molto più maturo e intraprendente di carattere, suonava la chitarra in camera senza troppo preoccuparsi  delle note mancate e dondolando la testa su e giù, a destra e a sinistra, seguendo il ritmo dettato dal suo spartito mentale. Un giorno avrebbe sfondato, ma per ora si limitava a suonare nel piccolo coro della chiesa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così la mattina passava velocemente per entrambi. Forse un po’ meno per la madre che, poveretta, la trascorreva tra detersivi e stracci, pulendo a fondo casa, perché non c'era il tempo per farlo durante il resto della settimana. Anche nel giorno in cui il Signore si prese una piccola pausa, lei lavorava. Lavora duramente, sempre. Con tutti i suoi sforzi, lei sola regge sulle spalle l’intero carico familiare, magari non economicamente, a quello ci pensa il marito, ma tutto il resto su cui questa piccola grande società si fonda ricade su di lei.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Credo di avere la febbre, anzi ne sono certo, ma non voglio chiedere aiuto. Se lo facessi di sicuro dovrei usare il termometro, e scoprire che di febbre non ce n’è traccia mi ucciderebbe. Preferisco sopportare il male nel silenzio della mia camera e combattere questa guerra da solo, sempre che la guerra ci sia. Provo a girarmi per guardare l’ora (non lo avevo ancora fatto), ma nel voltarmi mi sembra di sprofondare, di precipitare nel vuoto. La mia testa è vuota. La mia stanza è vuota. Il mio letto è vuoto. Io sono vuoto. &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tempo sembra offuscarsi per un attimo e sbiadire come un dipinto a tempere sul quale viene versata a poco a poco l’acqua di un bicchiere. Il soggetto rimane sempre lo stesso, ma la sensazione di pace che trasmetteva prima si affievolisce: le pennellate si mischiano tra loro; i contorni, prima netti, perdono la loro linearità e il loro tratto che permetteva di distinguere le forme; i colori si fanno più freddi, e la luminosità lascia posto ad un malinconico effetto di intorpidimento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il freddo si fa strada tra le poche stanze della casa e attacca Santino costringendolo ad abbandonare la posizione da disteso. Incrociare le gambe per strofinarsi e scaldarsi&amp;nbsp;mani e piedi&amp;nbsp;e riprendere la lettura del suo Superman che per la prima volta appare davvero in difficoltà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Non ricordo dove sono. Non riconosco la stanza. Sembra capovolta. Dove sono? Le pareti mi girano intorno, o sono io a vorticare al loro interno. Non capisco. Il freddo è insopportabile.  &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche Marco comincia a sentire freddo alle dita e l’esecuzione alla chitarra si fa sempre più impacciata: non pizzica più le corde correttamente e le stonature che produce danno fastidio. Il suono prima pulito è adesso quasi distorto e, nonostante la testa perseveri nei suoi movimenti ondulatori, i lineamenti del volto che prima esprimevano armonia, ora vengono deturpati dalle strizzate d’occhi e dagli arricciamenti delle labbra per ogni errore commesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La madre è corsa fuori in cortile a raccattare stancamente i panni stesi che rischiano, a causa del repentino annuvolamento e dell’alzarsi di un vento forte, di staccarsi dagli stendini e di venire trascinati a terra dalle continue sferzate del vento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Aiuto…sto male…aiuto…perché nessuno mi sente? &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ mezzogiorno. Il pasto è servito e, come al solito, il pranzo inizierà in assenza del padrone di casa, che pranzerà un po’ più tardi una volta rientrato dal lavoro. In casa c’è pace. Si mangia e si scherza con facilità quando si è solo in tre. L’aria di complicità purifica la stanza e sostituisce la malinconia che l’autunno conduce con sé. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il rumore del motore precede il suo arrivo, ma è solo quando si sentono le chiavi girare nella serratura del portoncino che qualcosa in Santino cambia. Dentro di lui tutto si fa immobile, freddo e lucido come vetro.  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si aspetta senza sollevare le posate dal piatto e una volta varcata la soglia si sentono dei “buongiorno” quasi sussurrati, tranne quelli della madre che, con un tono leggermente più alto, rimbomba in mezzo a quel silenzio imbarazzante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lui si mette a tavola e non è più come prima: ora la tv la si ascolta per davvero, ci si finge interessati o ci si interessa sul serio. Le pietanze preparate non sono più buone come prima, ora servono solo a riempire lo stomaco. Le posate improvvisamente hanno smesso di far rumore, non si appoggiano nemmeno più, sfiorano il tavolo e infilzano delicatamente il cibo. Nemmeno i bicchieri si riempiono più fino all’orlo, si versa sola quel tanto di acqua, anche solo un goccio, che serve a togliere la sete. Ogni movimento è meccanico, ogni parola è superflua.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si concludono così i pasti di tutti i giorni. Ci si alza da tavola e si va a lavarsi i denti senza preoccuparsi se c’è chi ancora deve finire di mangiare. Una volta alzati dalla sedia si è finalmente liberi. Basterà aspettare che se ne vada di nuovo perché tutto ritorni come prima.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;… … …&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Santino si sveglia molto presto. Qualcosa lo disturba. Decide di alzarsi e andare al bagno. Sono le 5 di mattina, se si sbriga in bagno avrà ancora un paio di ore di sonno prima che la sveglia suoni. Si muove veloce verso il gabinetto, ma attraversando il corridoio dell’entrata scorge sua madre seduta sul bordo del letto, il viso nascosto tra le mani. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Mamma, che c’è? S-Stai piangendo?” – balbetta Santino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La madre alza il volto. Gli occhi rossi e lucidi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Se ne è andato!” – dice – “ora siamo solo noi tre…”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Santino si volta e torna a passi lenti verso il letto. Un sorriso si allarga sulle sue labbra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Spero che non sia un sogno” –  ripete tra sé.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;La luce del sole mi brucia negli occhi. Tenerli chiusi non serve più nulla, mia madre è entrata in camera per la seconda volta e stavolta ha tirato su le persiane e spalancato la finestra.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;“Ancora a letto sei? Dai che tuo padre ti sta già aspettando in macchina!” &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;“Mamma, mi sento la febbre…”&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;“Sicuro?”&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;“Sì…”&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;“Allora rimettiti a dormire.”&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;“Grazie…”&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-2963187613696230835?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/2963187613696230835/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2011/03/un-sogno-o-incubus.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/2963187613696230835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/2963187613696230835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2011/03/un-sogno-o-incubus.html' title='Un sogno (o Incubus)'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh6.googleusercontent.com/-VCpI2eZskTg/TYFTqHBYcWI/AAAAAAAAAJk/QNLFRNrElsc/s72-c/Incubus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-8152448875885809804</id><published>2011-02-13T18:49:00.006+01:00</published><updated>2011-02-13T19:06:40.774+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Basta!</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;u style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-8DbpwMsPKgE/TVgZOLgUcXI/AAAAAAAAAJg/bCiiiahBbHk/s1600/berlusconi.jpg" /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Non possiamo più accettare che nonostante tutti gli scandali e il ridicolo che il nostro Primo&amp;nbsp; Ministro getta sulla nostra nazione, continui imperterrito a presiedere alla Presidenza del Consiglio. È davvero il caso di dire basta, di farlo tutti e con convinzione. &lt;b&gt;&lt;i&gt;Basta!&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;I magistrati di Milano hanno chiesto che venga messo sotto processo per reati che ci si aspetterebbe da un dittatore dell’America Latina: prostituzione minorile e concussione. Il nostro Premier mantiene un &lt;b&gt;controllo totale dei media di informazione, applica politiche censorie e sfrutta il suo potere istituzionale per fini privati&lt;/b&gt; e personali, approva leggi che limitano l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, e centralizza tutto il potere nelle sue mani.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;I giudici dovranno pronunciarsi all’inizio della prossima settima, e se viene concesso il ricorso, &lt;b&gt;Berlusconi potrebbe essere messo sotto processo già in aprile&lt;/b&gt;. Sappiamo tutti che non è questa la prima volta in cui Berlusconi viene spinto all’angolo per problemi giudiziari. Come da lui spesso dichiarato, sembra che la legge lo perseguiti, ed è entrato e uscito dai tribunali tante di quelle volte che il loro numero esatto è materia di discussione, ma la relazione che intercorre tra lui e la legge assomiglia sempre più a quella che c’è tra la volpe e il cacciatore. Come una volpe è sempre sfuggito, anche se riconosciuto colpevole. Solitamente si è tenuto lontano dai tribunali fino a che non giungeva il termine della prescrizione, e quando la legge cominciava ad accorciargli i respiro, la modificava – un po’ come ha tentato di fare recentemente con il “&lt;b&gt;legittimo impedimento”&lt;/b&gt;. Il suo gioco ormai lo conosciamo, &lt;b&gt;&lt;i&gt;basta!&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Il suo controllo totale sulla televisione, in uno stato in cui &lt;b&gt;solo il 10% della popolazione compra giornali&lt;/b&gt; (di cui alcuni di sua diretta proprietà), gli ha permesso, il più delle volte, di seppellire le questioni che lo riguardavano. Persino i recenti sviluppi, che in altri stati sarebbero in cima alle agende dei telegiornali, qui da noi stanno misteriosamente a metà, o in fondo, o non vi si accenna nemmeno. &lt;i&gt;&lt;b&gt;Basta!&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Questa però volta non gli sarà tanto facile scamparla. L’incidente (se di incidente vogliamo parlare) in questione – il &lt;b&gt;presunto pagamento di una ragazza di 17 anni per ottenere da lei favori sessuali, tale Ruby Rubacuori&lt;/b&gt; alias “la nipote di Mubarak” – è avvenuto appena l’anno scorso, troppo presto perché il verdetto scada nella prescrizione. Sarebbe sbagliato pronunciarsi su questa particolare affermazione, ma è indiscutibile che Berlusconi abbia avuto “un po’ troppo a che fare” con troppe giovani ragazze di un certo tipo. Il termine “Popolo Delle Libertà” finisce per assumere connotazioni piuttosto grottesche. Ciò che sta succedendo al nostro Presidente del Consiglio può o no essere illegale (questo lo decideranno i giudici), ma è decisamente &lt;b&gt;disgustoso e sgradevole&lt;/b&gt;. E’ anche e soprattutto motivo di enorme distrazione dagli affari di governo, in un momento in cui l’Italia sta affrontando gravi problemi economici e sociali che necessito di continua attenzione. &lt;b&gt;&lt;i&gt;Basta!&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Nonostante tutto, gli italiani sembrano scivolati in uno stato di cinica rassegnazione sia per ciò che riguarda i “difetti” del nostro leader, sia per il degrado che coinvolge il nostro intero sistema politico.&amp;nbsp;Sebbene la maggioranza degli italiani pensa che Berlusconi debba dimettersi (anche le donne sono scese in piazza il 13 febbraio), &lt;b&gt;lui sta ancora lì al suo posto&lt;/b&gt;, sostenendo che tutto ciò è solo l’ennesimo tentativo di macchiare la sua reputazione da Family Day e da “ricco anziano che potrebbe passare il resto della vecchiaia a costruire ospedali per il terzo mondo”, e che i magistrati di sinistra sono armati e pronti a farlo fuori in un clima da Germania comunista. &lt;i&gt;&lt;b&gt;Basta!&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Berlusconi continua a dire che tutto questo non fa che danneggiare l’Italia, ed è vero, ma non nel senso che intende lui. Il rischio maggiore&amp;nbsp; nel quale ci sta trascinando è quello di un’elezione nella quale gli italiani dovrebbero pronunciarsi su una dannosa questione: &lt;b&gt;Sono gli elettori o i tribunali a dover scegliere la leadership politica del paese?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-8152448875885809804?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/8152448875885809804/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2011/02/basta.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/8152448875885809804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/8152448875885809804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2011/02/basta.html' title='Basta!'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-8DbpwMsPKgE/TVgZOLgUcXI/AAAAAAAAAJg/bCiiiahBbHk/s72-c/berlusconi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-7159155888925516435</id><published>2010-11-14T23:31:00.002+01:00</published><updated>2011-02-05T15:01:10.090+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessione'/><title type='text'>Piacere, sono il Male</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TOBhzL5SPNI/AAAAAAAAAJU/xs2a99pTDS8/s1600/ombra.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TOBhzL5SPNI/AAAAAAAAAJU/xs2a99pTDS8/s1600/ombra.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chiamatemi il Male.&lt;br /&gt;Sono il &lt;i&gt;villain &lt;/i&gt;del dramma teatrale.&amp;nbsp;Sono l’antieroe che dovete e volete detestare. La figura odiosa e spregevole.&amp;nbsp;Sono colui che disprezzate, colui che rappresenta tutto ciò da cui avete imparato a tenere le distanze.&amp;nbsp;Sono l’anti-modello. Sono io, il vostro capro espiatorio. Sono colui su cui puntare il dito; colui da cui distinguersi.&lt;br /&gt;Eppure senza di me, voi non sareste nulla. Vi sono indispensabile perché senza di me non sapreste definire voi stessi. Lo sapete, e non siete abbastanza forti da sopportarlo. Avete un assoluto bisogno di me, mentre io di voi posso fare a meno in qualunque momento.&lt;br /&gt;E’ per questo che sono io a sedere sul trono ed è per questo che è mio, e non vostro, il potere di controllarvi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il cammino che ho intrapreso e che mi ha condotto fino a qui è stato lungo e periglioso. Come ogni storia di successo, anche la mia è iniziata con una scelta: ho scelto di rinunciato a me stesso, alla mia coscienza, a tutto quello che avevo imparato; tutto per avere accesso ad un mondo diverso. Ho scelto di abbandonarmi, e ho dovuto perdermi per ritrovarmi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora sono qui, in una realtà così lontana e al tempo stesso così vicina alla vostra, ma che è una bestemmia definirla la stessa. E’ una realtà che ho deciso di accettare, in cui sono immerso e in cui vivo libero da tutte quelle inibizioni che fanno di voi ancora dei prigionieri. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando decisi di votare il mio essere al Male, la mia sopravvivenza è dipesa, e dipende tutt’ora, dalla costante consapevolezza di entrare in un mondo estremamente sofisticato ed intelligente. E’ un mondo che annienta l’individualità e che attacca, come un antibiotico fa con un semplice raffreddore, chiunque tra noi sia percepito come un elemento destabilizzante. E’ un mondo che brama sempre maggiore potere e che non ammette lotte e limitazioni intestine. Un mondo che ha sedato ogni suo istinto e forzato la sua indole, sottomettendoli ad una logica razionale che lo protegge dalla sua stessa natura. Un mondo che domina se stesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un mondo al quale sono orgoglioso di appartenere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sapevo che una volta che avrei superato il limite non sarebbe stato possibile tornare indietro, ma non mi importava. Chiedevo di essere libero e in caso contrario avrei preferito la morte. Sono stato spogliato, messo a nudo da chi mi circondava e insieme abbiamo condiviso la nostra forza e la nostra fragilità. A nudo è stato messo il mio passato e con esso il mio futuro. Ogni cosa di me è stata rivelata. Di me hanno appreso tutto, e così io di loro. Sì, perché esporre ogni cosa del proprio essere, anche la più insignificante, significa offrire a chiunque la possibilità di farti fuori. Di manipolarti. Di far leva sui tuoi punti deboli per piegarti e spezzarti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qui, nell’aldilà, ciascuno di noi è un cannibale: ci sfamiamo delle debolezze altrui e con le nostre debolezze spegniamo la fame degli altri. Così facendo diamo inizio ad una catena di ricatti e favoritismi che ci legherà tutti e in cui nessuno di noi permetterà la presenza di un anello debole. Impedire che la catena si spezzi diventa la nostra principale preoccupazione e spesso una vera e propria ossessione. E’ indispensabile proteggere noi stessi e gli altri e, quando dovesse presentarsene l’occasione, eliminare qualunque minaccia mini alla solidità della catena, sia che abbia origine esterna che interna.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io appartengo al Male e il Male, fin dall’alba dei tempi, quando si calò nei panni del serpente tentatore e destinò l’umanità alla sofferenza, ha amato la finzione. Così anche io. Tutti ci consideriamo grandi attori nel teatro della vita. Io in particolare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Adoro camuffarmi di ideali mercificati. Falsi ideali in cui il pubblico si riconosce a tal punto che gli riesce spontaneo identificarcisi: identificarsi con me. Il solo pensiero mi fa impazzire. L’idea di assumere sembianze sempre diverse ed apparire credibile in ogni occasione mi procura una scarica di adrenalina che percorre fibra del mio corpo. Certo, nel teatro l’interpretazione non è tutto, e devo ammettere che il pubblico si lascia catturare e coinvolgere con estrema facilità. Gli spettatori si lasciano facilmente distrarre dal gigantesco sipario rosso che si alza in alto sulle loro teste; dai fatiscenti fondali animati che compongono la scenografia del palco; dagli splendidi oggetti di scena che, sotto l’accecante luce dei riflettori, risplendono d’oro e d’argento; dalla musica dell’orchestra che, assordante, risuona in tutto il teatro coprendo le battute.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia mi delizia pensare che molto del successo dell’opera si debba alle mie capacità, alla mia sensibilità e alla mia empatia. Io so cosa vuole il pubblico e so come offrirglielo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi sono sempre considerato un attore polimorfico; un artista a cui non piace inscatolare il proprio talento sempre nello stesso ruolo; ma devo ammettere che ultimamente quella che preferisco interpretare è la parte dell’eroe. Il Male che si fa Bene. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Strappo sorrisi. Incontro sguardi di approvazione che ammiccano maliziosi. Rubo gli applausi di un pubblico ormai creta nella mie mani. Il mio carisma è un’arma sufficiente ad abbattere in voi ogni difesa emotiva. Per tutta l’interpretazione non aspetto altro che giunga l’atto finale, quando trafiggerò il cuore dell’Eroe da voi schernito e abbandonato. Allora calerà il sipario sul mio trionfo. Vi avrò trascinato verso la perdizione, e voi mi acclamerete per questo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con me, siete in pericolo. Voglio mettervi in guardia perché tengo a voi. In un certo senso mi piacete. Se voi avete bisogno di me, altrettanto io ne ho di voi. Voi siete i miei mandanti e le mie vittime. Non avete modo di sconfiggermi. Sapete che ci sono perché così io desidero, eppure non sapete chi io sia; e se anche lo sapete, non sapete dove trovarmi, e nel caso mi trovaste, non sapreste come fermarmi, perché in realtà non vi interessa. Lo stato di pericolo in cui vi mantengo è diventato per voi talmente ordinario da mescolarsi al vostro DNA. Siete cloroformizzati. Anche gli affronti più clamorosi li reputate ordinari. Ho instillato nelle vostre menti, goccia dopo goccia, l’idea che indignarsi è sbagliato e che scandalizzarsi, anche per le azioni più efferate, è una reazione spropositata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho avvilito la vostra realtà e&amp;nbsp; ne ho succhiato via ogni linfa vitale. Ormai vi accontentate di ammirare le maestose rovine di una società che si stende ai vostri piedi sempre più martoriata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siete e sarete per sempre i perenni esclusi perché, a differenza mia, non avete il coraggio di scegliere. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo sono io e&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;voi, chi siete?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-7159155888925516435?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/7159155888925516435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/11/piacere-sono-il-male.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7159155888925516435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7159155888925516435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/11/piacere-sono-il-male.html' title='Piacere, sono il Male'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TOBhzL5SPNI/AAAAAAAAAJU/xs2a99pTDS8/s72-c/ombra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-1727561237018915244</id><published>2010-10-05T13:53:00.004+02:00</published><updated>2010-10-05T13:56:57.477+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><title type='text'>Trova le differenze II</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TKsRu17AKbI/AAAAAAAAAIc/00mw8jUw4ss/s1600/katy-perry.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 234px; height: 234px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TKsRu17AKbI/AAAAAAAAAIc/00mw8jUw4ss/s320/katy-perry.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5524528864346253746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Katy Perry&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TKsSTAVsLqI/AAAAAAAAAIs/NRSgT86QJEo/s1600/zooey-deschanel.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 180px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TKsSTAVsLqI/AAAAAAAAAIs/NRSgT86QJEo/s320/zooey-deschanel.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5524529485617835682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Zooey Deschanel&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-1727561237018915244?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/1727561237018915244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/10/trova-le-differenze-ii.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1727561237018915244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1727561237018915244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/10/trova-le-differenze-ii.html' title='Trova le differenze II'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TKsRu17AKbI/AAAAAAAAAIc/00mw8jUw4ss/s72-c/katy-perry.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-1664337400420155511</id><published>2010-09-29T01:37:00.004+02:00</published><updated>2010-11-14T23:32:02.674+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Drammatico'/><title type='text'>La sveglia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TKJ9GgV9vjI/AAAAAAAAAIM/yqsAOTK_GjE/s1600/sveglia.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" height="320" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522113643824397874" src="http://4.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TKJ9GgV9vjI/AAAAAAAAAIM/yqsAOTK_GjE/s320/sveglia.jpg" style="float: left; height: 348px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 290px;" width="266" /&gt;&lt;/a&gt;Esattamente alla solita ora da cinque anni a questa parte, la sveglia si scatena. Ogni santo giorno mi tormenta con quel suo fastidiosissimo trillo, ed ogni santo giorno mi riprometto di disfarmene. Arrivo persino a minacciarla verbalmente: “Questa me la paghi, stronza!” le urlo contro, ma lei resta lì, immobile ed insofferente ad ogni lamentela ed insulto. Sembra quasi fissarmi con aria di sfida. So che ci prova gusto e per questo la odio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;LA ODIO. Odio con tutto me stesso ogni singolo ingranaggio che compone i suoi diabolici meccanismi.&lt;br /&gt;Il quadrante è insignificante: completamente bianco, non presenta traccia di un qualunque, anche del più misero, tentativo di abbellirlo. Non un disegno, una scritta. Niente. Non riporta nemmeno i giorni della settimana. Ci sono solo le lancette. Come due sottili frecce nere impegnate nel perenne inseguimento di una dell’altra e destinate a vedersi beffare ogni volta che si sovrappongono solo per riallontanarsi, la lancetta dei minuti e quella dei secondi quasi non si distinguono l’una dall’altra. Quella delle ore, invece, è tozza e rossa come il sangue. Tronfia si muove in circolo senza badare alle altre due, consapevole che è lei a fare la differenza: è da lei che l’allarme riceve ordini ed attende un suo segnale per scattare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Eppure quella sveglia non posso buttarla, né sostituirla. Non posso fingere di colpirla accidentalmente e farla cadere a terra in pezzi. Non posso evitare di cambiarle le batterie quando si scaricano, e nemmeno chiuderla in un baule aspettando che si ossidino irrimediabilmente. So che non possederò mai una sveglia che si connette ad una stazione radio e che mi svegli con della buona musica, e tantomeno una di quelle digitali così comode da regolare e che funzionano allacciando la spina alla presa elettrica.&lt;br /&gt;Lei resterà la mia sveglia per sempre e farò di tutto perché il suo soltanto resti il trillo che mi sveglia ogni mattina, per quanto possa odiarlo.&lt;br /&gt;Presi la sveglia ad un mercatino dell’usato che alcuni bambini della strada in cui vivo avevano allestito. Passavo con la macchina e le bancarelle sfilavano riflesse su entrambi i finestrini.&lt;br /&gt;Ad un tratto, inaspettata, sbucò una bambina che, nel tentativo di farmi accostare, si lanciò in mezzo alla strada agitando le braccia. Chiusi gli occhi ed affondai i piedi sul freno. Inchiodai. Quando riaprii gli cocchi lei stava in piedi di fronte a me. Era incolume. Sorrideva. Non si era nemmeno resa conto dell’accaduto. Fu un miracolo.&lt;br /&gt;Io rimanevo nell’abitacolo, paralizzato: stringevo il volante e trattenevo il fiato.&lt;br /&gt;La bambina bussava al finestrino, mi chiamava, voleva che scendessi assolutamente. Quasi automaticamente smontai dalla macchina. Non sapevo se darle uno schiaffo o stringermela forte al petto. Ero sotto shock.&lt;br /&gt;La piccolina mi afferrò per la giacca e mi trascinò verso la sua bancarella. “Venga a vedere, signore! Guardi che belle cose! La prego, compri qualcosa, costa tutto pochissimo! Guardi, guardi! La preeeego!”.&lt;br /&gt;Non riuscivo a parlare. Vedevo e rivedevo, come al rallentatore, quel suo dolce viso avvicinarsi fino a sfondare il parabrezza, per poi bloccarsi sanguinante a pochi centimetri da me. Il suo volto sfigurato in una maschera di dolore: gli incisivi superiori erano rotti e l’occhio sinistro penzolava fuori dalla sua sede naturale. Una ciocca bionda, raschiata via, sanguinava incollata ad un frammento di vetro ancora attaccato del parabrezza. Le scarpette, sfilatesi per l’impatto, atterravano ad alcuni metri di distanza dall’auto.&lt;br /&gt;Tremavo.&lt;br /&gt;A distogliermi da quell’orribile visione fu proprio la bambina. Mi chiamava “Ehi, Signore! Allora? Compra qualcosa o no?”&lt;br /&gt;Insisteva così tanto che non potei rifiutare. Glielo dovevo.&lt;br /&gt;La bambina, tutta emozionata, mi elencava uno per uno gli oggetti del suo mercatino, ma io non l’ascoltavo, non la sentivo nemmeno. Il pensiero che la frenata potesse arrivare con un secondo di ritardo ne annullava ogni altro. E’ stato un attimo. Un attimo ha permesso che quella terribile tragedia venisse evitata. E fu quell’attimo che volli celebrare comprando dalla bambina la sveglia bianca, con le lancette dei minuti e dei secondi che non si distinguevano e che produceva un terribile trillo quando regolavi il timer. Quella sveglia mi avrebbe ricordato quanto ogni singolo momento, ogni istante della vita possa fare la differenza.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-1664337400420155511?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/1664337400420155511/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/09/la-sveglia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1664337400420155511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1664337400420155511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/09/la-sveglia.html' title='La sveglia'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TKJ9GgV9vjI/AAAAAAAAAIM/yqsAOTK_GjE/s72-c/sveglia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-3237709718603394605</id><published>2010-09-20T22:44:00.007+02:00</published><updated>2010-09-20T22:55:24.363+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><title type='text'>Trova le differenze</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TJfI_GEyjCI/AAAAAAAAAH8/TUBRNAgwsOk/s1600/apollinaire.jpeg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 189px; height: 294px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TJfI_GEyjCI/AAAAAAAAAH8/TUBRNAgwsOk/s320/apollinaire.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5519100854653848610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Guillaume Apollinaire&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TJfI3XgX1LI/AAAAAAAAAH0/ndwbbHkTPys/s1600/borsellino.jpeg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 212px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TJfJnryGoPI/AAAAAAAAAIE/Stz2yxskHTk/s320/paolo-borsellino.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5519101551970787570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Paolo Borsellino&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-3237709718603394605?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/3237709718603394605/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/09/trova-le-differenze.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3237709718603394605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3237709718603394605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/09/trova-le-differenze.html' title='Trova le differenze'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TJfI_GEyjCI/AAAAAAAAAH8/TUBRNAgwsOk/s72-c/apollinaire.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-3383561096954932068</id><published>2010-09-20T01:11:00.006+02:00</published><updated>2010-11-14T23:32:43.467+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Horror'/><title type='text'>La scatola</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TJaZ19e7_cI/AAAAAAAAAHE/3YIOQj0lcqw/s1600/Cubo.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5518767545705561538" src="http://3.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TJaZ19e7_cI/AAAAAAAAAHE/3YIOQj0lcqw/s320/Cubo.jpg" style="cursor: pointer; float: right; height: 320px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 317px;" /&gt;&lt;/a&gt;Tobia, il cagnolino di Eli, di certo non brillava per intelligenza. Basta pensare a come perde subito di vista la pallina che gli si lancia a pochi centimetri dal muso o a come si ferisca continuamente cercando di azzannare i ricci che trova nel giardino. Stavolta però aveva dimostrato la sua utilità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giampi ed Eli, esasperati dal continuo, decisero di abbandonare per un po’ il loro nuovo album da colorare ed uscire a vedere chi o cosa attirava così insistentemente l’attenzione del cucciolo.&lt;br /&gt;Sarebbe più corretto ammettere che solamente Eli colorasse, per altro con poca cura per l’estetica, il suo album, attribuendo a se stessa, e non alla chimica delle pagine, le doti magiche che facevano cambiare inchiostro al pennarello a seconda della porzione di disegno su cui faceva scorrere freneticamente la punta. Intanto Giampi aspettava impaziente il suo turno per esercitarsi nelle sue abilità magiche con il pennarello. Turno che sospettava non sarebbe mai arrivato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo per Giampi, Eli era più grande di ben 11 mesi e ciò lo rendeva indiscutibilmente il “fratellino minore” con tutte le conseguenze che tale status comportava. Dopo 8 lunghi anni, Giampi aveva concluso che l’aspetto peggiore era il dover fare tutto quello che Eli gli ordinava, in caso contrario la padroncina avrebbe raccontato qualche bugia a papà che, quanto a punizioni, ci sapeva indubbiamente fare. Era il suo schiavetto e non poteva farci niente.&lt;br /&gt;Usciti di casa raggiunsero con Tobia che abbaiava, tutto euforico e scodinzolante, alle radici della vecchia quercia.&lt;br /&gt;“Avrà visto uno scoiattolo!”&lt;br /&gt;“Scemo, gli scoiattoli stanno sui rami, mica sottoterra. Deve esserci qualcosa qui sotto!” – Come sempre Eli aveva ragione ed andava assecondata, sia si trattasse della scelta al gioco in cui cimentarsi, sia che si trattasse dell’operazione che un problema di matematica richiedeva per essere risolto, anche se questo per Giampi significava noia nel primo caso ed un pessimo voto nel secondo. Tuttavia era indubbio che l’attenzione del cagnolino era calamitata su qualcosa che stava nascosta sotto terra e che voleva essere riportata alla luce.&lt;br /&gt;“Dai, scava!” – ordinò Eli. Giampi scavò.&lt;br /&gt;Non ci volle molto perchè l’oggetto di qualche sforzo e un paio di piccoli tagli alle mani di Giampi, si mostrasse ai due bambini.&lt;br /&gt;“Che cos’è? Dai, fammi vedere! Cos’è?” – la voce rotta dall’emozione. Con difficoltà Giampi cercava una chiara visione della ricompensa per i suoi sforzi, ora gelosamente nascosta tra le mani di Eli, dopo che lei gliela ebbe strappata di mano con arroganza. Come sempre faceva.&lt;br /&gt;“Aspetta, lasciami guardare!” – anche nella voce di Eli si riconoscevano note di emozione dovute allo stupore per quella strano oggetto.&lt;br /&gt;La reliquia si presentava come una comunissima scatola rettangolare, ricoperta di finissime incisioni in rilievo e con l’intera superficie che emanava ipnotici riflessi dorati. Stranamente essa non presentava serrature o lucchetti e nemmeno dei cardini che lasciavano ipotizzare la presenza di un coperchio. Era un corpo unico. Dal peso però sembrava che non fosse vuota all’interno e che scuotendola si sentisse un leggero tintinnio metallico.&lt;br /&gt;“E’ di certo una scatola, anche se…” – azzardò Giampi incerto.&lt;br /&gt;“Scemo, se fosse una scatola si dovrebbe aprire, invece qui non c’è nemmeno un coperchio!”&lt;br /&gt;“E allora dimmi te che cos’è visto che sei così intelligente!”. Eli raccolse la palla al balzo. Se era più grande un motivo c’era e anche Giampi lo capiva.&lt;br /&gt;“Secondo me, è il regalo che mamma ha comprato per il mio compleanno e che ha nascosto qui così che io non lo trovassi prima di dopodomani. Contiene di certo una bambola super bella, ne ho visto anche la pubblicità in tv oggi e Cinzia ne ha una identica!”&lt;br /&gt;“Non è vero, ti stai inventando tutto!” – ribattè Giampi, stanco di dover sopportare le bugie della sorella e vergognandosi allo stesso tempo di non averne ideata una altrettanto valida per primo. Subiva profondamente il confronto con la sorella e l’idea che con lei non l'avrebbe mai avuta vinta gli stringeva il cuore.&lt;br /&gt;“Ti dico di no e in ogni caso la scatola è mia e me la tengo io! Se davvero ti interessa tanto, trovati la tua così ci fai quello che vuoi!”&lt;br /&gt;Lacrime di rabbia velavano gli occhi di Giampi.&lt;br /&gt;“Non dirmi che adesso ti metti pure a piangere? Sei davvero una femminuccia!”&lt;br /&gt;Giampi non riusciva più a trattenere le lacrime che ora fluivano copiosamente lungo le guance arrossate. Vedendole Eli lanciò una violenta risata. E’ vero che Eli è sempre stata prepotente nei confronti del fratellino, ma poi, alle prime lacrime, lei si dispiaceva, si sedeva al suo fianco e scherzava di nuovo fino a che tornava calmo. “Fai un sorriso!” diceva pregandolo. Giampi tirava un po’ su col naso, si faceva forza e ne abbozzava uno, che non era mai all’altezza di quelli veri, ma era il massimo che gli veniva. Lei allora per ricompensa gli schioccava un forte bacio sulla guancia e Giampi tornava a sorridere di nuovo. Quei baci gli facevano dimenticare ogni cosa e mai si sentiva felice come in quei piccoli ma significativi momenti: erano la prova che in fondo Eli gli voleva bene e lui si ricordava di volergliene un sacco. Questa volta però, per quante lacrime avrebbe versato, comprese che Eli non gli avrebbe chiesto di sorridere, né gli avrebbe schioccato alcun bacio.&lt;br /&gt;“Che ti prende Eli?” – Solo dopo aver concluso, Giampi si rese conto di avere quasi urlato la domanda.&lt;br /&gt;Eli era in preda ad una risata isterica, una risata che veniva da molto lontano che riconduceva a civiltà antiche ora sepolte dal tempo.&lt;br /&gt;Tobia, che fino a poco prima abbaiava, ora guaiva intimorito del comportamento dei due padroncini. Il suo istinto registrava la paura nel cuore di Giampi, mentre non riconosceva più la padroncina, come se si fosse sostituito a lei un essere antico, un essere di puro odio.  Anche la scatola sembrava risentire dello stato d’animo di Eli ed i riflessi, prima dorati, ora emanavano sfumature rossastre. In poco tempo un colore rosso sangue ricoprì completamente la superficie e un alito di fumo cominciò ad uscire da tanti minuscoli forellini. La scatola bruciava tra le mani della bambina che, nonostante il dolore, non smetteva con quella sua spaventosa risata. Tobia si rifugiò sotto le scale dell’ingresso.&lt;br /&gt;Giampi era terrorizzato. Perché Eli continuava a ridere di lui? Perché non la smetteva con quella risata?&lt;br /&gt;“Ti prego Eli, basta! Mi fai paura!” – fu allora che si accorse dei mutamenti della scatola e del sangue che scendeva, copioso, dalle mani di Eli. Era la scatola!&lt;br /&gt;“Eli, è la scatola!” – urlò Giampi. – “Guarda le tue mani!” - se così si potevano ancora chiamare. Le mani, infatti, ora sembravano sparire all’interno della scatola, diventando una cosa sola con essa. Le strane incisioni si allungavano lungo le piccole dita e scavavano dei profondi tagli nella pelle. Come radici che traevano linfa dalla terra, le incisioni alimentate dal sangue di Eli, inesorabili avanzavano fino ai polsi.&lt;br /&gt;“Vuoi la mia scatola?”&lt;br /&gt;“No, Eli, non la voglio! Voglio che la butti! Ti prego!” – implorava Giampi disperato.&lt;br /&gt;“Ho capito! Tu vuoi la mia scatola, il regalo che mamma mi ha fatto per il mio compleanno, perché sei invidioso!”&lt;br /&gt;“NO!”&lt;br /&gt;“Solo perché sei più piccolo, credi di poter avere tutto quanto? Pensi che ti basti frignare perché tutti facciano quello che vuoi tu?”&lt;br /&gt;“TI PREGO, Eli!”&lt;br /&gt;Una luce del colore del sangue investì Eli e lei urlò. Giampi le si buttò contro nel tentativo di strapparle dalle mani la scatola, ma lei la alzò al cielo e la scagliò con forza contro di lui. Giampi cadde senza vita ai suoi piedi. Non un gemito uscì dalla sua bocca. Il sangue intrise i capelli biondi e cominciò a scendere copioso lungo la fronte.&lt;br /&gt;La scatola brillò incandescente. Un secondo lampo, più forte del primo, circondò Eli. Questa volta, quando si spense, della scatola e di Eli non rimasero tracce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passato il pericolo, Tobia lasciò il suo nascondiglio. Lentamente, scodinzolando, si avvicinò al padroncino steso a terra. Con il musetto gli sfiorava il volto, i capelli smossi dal suo fiutare. Tentò di svegliarlo leccandogli prima il viso, poi le mani, ma invano. Si sdraiò vicino al corpo immobile ed aspettò.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-3383561096954932068?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/3383561096954932068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/09/la-scatola.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3383561096954932068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3383561096954932068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/09/la-scatola.html' title='La scatola'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TJaZ19e7_cI/AAAAAAAAAHE/3YIOQj0lcqw/s72-c/Cubo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-8908668565264606238</id><published>2010-09-15T22:23:00.011+02:00</published><updated>2010-11-14T23:33:24.430+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Favola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fantastico'/><title type='text'>Un'insolita classica storia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TJaboz4TRTI/AAAAAAAAAHM/O4tUUn7h1SQ/s1600/castello.jpeg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5518769518812546354" src="http://3.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TJaboz4TRTI/AAAAAAAAAHM/O4tUUn7h1SQ/s320/castello.jpeg" style="cursor: pointer; float: left; height: 323px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 271px;" /&gt;&lt;/a&gt;Infuriato il Re percorreva a passi veloci l’immenso atrio del palazzo. La Regina cercava di mantenersi al suo fianco, ma invano, e affannata pregava il marito perchè ritrovasse la calma.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Mi dispiace cara, ma stavolta ha oltrepassato ogni limite e non riuscirai a portarmi dalla sua parte, non questa volta! Sono stanco dei suoi capricci e della sua insolenza!” – diceva il Re tirando a sé il mantello che lo rallentava strisciando a terra.&lt;br /&gt;“Ma, mio Signore asc…” – aveva iniziato a dire la Regina prima che il Re raggiungesse la sala Consigliare e si sbattesse la porta alle spalle, lasciandola fuori. “Non può continuare a trattarmi come una serva!” pensò tra sé la Regina tornando sui suoi passi, ma ripensando alla figlia e alla terribile discussione che aveva avuto con il padre, tornò a bussare alla porta. “Mio Signore, Ti prego, cerca di ragionare…” – Non ottenne risposta. Sapeva che per qualche ora il Re non sarebbe uscito da quella stanza e, arrabbiata a sua volta per il modo in cui era stata trattata, decise che per il momento la cosa migliore era ritirarsi nelle proprie stanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il Re scaricava tutto il peso del corpo sulle mani appoggiate al grande tavolo.  Era quella la posizione che assumeva quando perdeva la calma. Sentì un rumore di passi allontanarsi della porta. Sbuffò: nonostante tutti quegli anni di matrimonio, la Regina non aveva ancora capito che le sarebbe bastato insistere un po’ di più perché lui facesse qualunque cosa lei desiderasse. Non si poteva di certo dire che fosse un debole (alleati e nemici lo sapevano bene), o che la sua sovranità soffrisse di una qualsivoglia fragilità politica, ma si sarebbe facilmente piegato alla volontà della sua Regina. L’amava. Questa volta però non era disposto ad ascoltarla, conscio del fatto che avrebbe ceduto e non poteva permetterlo a se stesso.&lt;br /&gt;Sua figlia ha sempre avuto un carattere molto difficile e ogni volta che si discute con lei, quale che sia l’argomento, la discussione degenera in litigio, e tocca sempre a lui, convinto dalla moglie, acconsentire a tutto e ripresentarsi a tavola come se nulla fosse, subendo le occhiate supponenti della figlia che ormai lo guarda dall’alto in basso. Staccò i palmi dalla superficie di legno massiccio del tavolo lasciando le impronte di sudore che osservò rimpicciolirsi fino a svanire, e si diresse stancamente alla sedia a capotavola dentro la quale sprofondò. Prese tra le mani alcuni fogli sparsi sul tavolo dal giorno prima, per la maggior parte resoconti feudali, e fece scorrere lo sguardo tra quelle righe fingendo un qualche interesse. Non riusciva a togliersi dalla mente ciò che sua figlia gli aveva detto poche ore prima e il sangue tornava a ribollirgli nelle vene. “Sposerò Lucio, lo scudiero di Heric; sono ormai molti mesi che il mio cuore gli appartiene e ho deciso di passare con lui la mia vita.”, queste parole continuavano a vorticargli in mente e non gli davano tregua. “Mia figlia, la Principessa, non sposerà mai uno scudiero! Mettitelo bene in testa!” gli aveva urlato in faccia, senza che lei facesse una piega, ma sostenendo il suo sguardo con fierezza; una fierezza che avrebbe preferito scorgere negli occhi di un figlio maschio. Purtroppo ogni progetto dinastico era svanito con la nascita d'Isabela, avvenuta dopo numerosi tentativi fallimentari, e con sua moglie che non sarebbe mai più riuscita a rimanere incinta. Di questo però non ha mai fatto una colpa alla moglie e non vi è stato mai un momento in cui non si sentisse orgoglioso della figlia. Orgoglioso di lei lo era anche in quel momento, ma non poteva accettare una simile decisione. “Ritirati nelle tue stanze, e rifletti su ciò che hai detto. Potrai uscire una volta che avrai scacciato queste tue offensive fantasie e avrai compreso le responsabilità che il tuo ruolo t’impone, ora va’!”, e lei se ne andò, ma vincitrice. Decise che avrebbe rimandato gli impegni amministrativi una volta sistemata la faccenda e chiamò uno dei domestici, che convocasse Lucio a palazzo, lo avrebbe accolto nella sala del trono chiarendo subito quale potere credeva di poter umiliare: gli avrebbe fatto capire che sua figlia non avrebbe mai sposato uno del suo rango e se il suo volere non sarebbe stato esaudito, lo avrebbe fatto punire. Questo era ciò che andava fatto, anche se la sua bontà di cuore mai gli avrebbe permesso ricorrere a quest’ultima possibilità.&lt;br /&gt;Nemmeno la regina riusciva a darsi pace. Conosceva bene i sentimenti della figlia. Ella infatti si era confidata con la madre riguardo a ciò che provava per quel giovane scudiero. Gli aveva raccontato molto, anche se non tutto. Lo aveva conosciuto un paio di mesi prima durante una delle sue uscite a cavallo fuori del castello. Passando di fronte alle stalle reali era rimasta colpita dalla dolcezza con cui si prendeva cura degli animali. Spazzolava con delicatezza l’elegante manto bianco dei uno degli stalloni reali e intento gli sussurrava qualcosa nell’orecchio che sembrava avere un effetto tranquillizzante nell’animale. Incantata dalla tenera scena, la Principessa si era avvicinata di nascosto all’entrata della stalla, ma il giovane, accortosi della sua presenza si scostò dall’animale e cominciò a spostare il fieno facendo dei mucchi ordinati. “Non dite al mio maestro che mi sono avvicinato ai cavalli, vi prego!” – implorò il giovane. Lei gli si avvicinò e chiese cosa sussurrasse al cavallo, promettendogli che se glielo avesse rivelato non avrebbe avvisato nessuno. Era evidente che lui non avesse riconosciuto in lei la principessa Isabella, scambiandola probabilmente per una delle domestiche, forse per via del vestito non particolarmente elegante e privo di fronzoli. Lui sembrò rasserenarsi alle sue parole e le disse che se voleva sapere cosa avesse sussurrato nell’orecchia del cavallo, avrebbe dovuto sussurrarlo anche a lei. Isabela si lasciò convincere, soprattutto perché il giovane era davvero di bel aspetto; certamente migliore di tutti i pretendenti che da quando aveva 10 anni frequentavano il palazzo affinché i suoi genitori accondiscendessero a darla in sposa ad uno dei principi dei regni vicini . Lui si era avvicinato e accarezzandole il collo con una mano aveva posato le labbra sulle sue e, in pochi secondi, era sparito verso il mercato. Quando la Regina udì queste parole rimase scioccata e diede una forte sberla alla figlia, vietandole di scendere ancora alle stalle e giurandole che se l’avesse scoperta a disobbedire avrebbe ricevuto una punizione esemplare. Inutile dire che la principessa invece di rispettare il volere della madre, cominciò a frequentare sempre più assiduamente le stalle. In poco tempo tra la servitù si sparsero delle voci, e numerose erano le malelingue che sparlavano sui facili comportamenti di Isabela. Alcune delle giovani serve a palazzo, dichiaravano di avere intravisto lei e Lucio in atteggiamenti inequivocabili. Una di loro confidò alla governante che, mentre lucidava una delle vetrate al primo piano, aveva scorto vicino alla fontana del giardino interno, la principessina in ginocchio ai piedi al giovane scudiero, nudo dalla vita in giù. Per l’imbarazzo, la domestica fece sbattere l’anta della finestra e, nonostante i due clandestini si fossero palesemente accorti di lei, questo non impedì loro di concludere l’atto in cui erano impegnati. Un’altra li aveva sorpresi una sull’altro nascosti dietro una siepe, e c’era persino chi giurava di aver ricevuto delle proposte indecenti dai due che invitavano a prendere parte ai loro rapporti. Nessuno partecipò, anche se dei dubbi aleggiavano intorno a Lucille, la damigella coetanea di Isabela e che, per la pesantezza dell’aria che si respirava ormai irrespirabile, decise di ritirarsi nella vita monastica. A 16 anni.&lt;br /&gt;Ovviamente queste voci non tardarono a giungere alle orecchie della regina, che nulla rivelò al Re, poiché se notizie del genere fossero trapelate tra i loro sudditi, o non sia mai, nei regni limitrofi avrebbero procurato un grande imbarazzo politico, se non addirittura, qualche incidente diplomatico. Così la regina, madre di una figlia che stentava a riconoscere, si limitava a sperare che la sbandata della figlia si risolvesse in un breve periodo di transizione adolescenziale e che si limitasse a qualche incontro clandestino, consumato contro un muro, magari lontano da altri occhi indiscreti, e che presto quell’incubo finisse.&lt;br /&gt;Mai avrebbe immaginato che la figlia confessasse il suo “amore” per lo scudiero, e che lo facesse con quella faccia tosta. Conscia che il marito non le perdonava il fatto di non avergli dato un figlio maschio, nonostante lui facesse di tutto per nasconderlo (con Isabela come unica discendente, infatti, il Re avrebbe perso il suo regno) adesso egli avrebbe dovuto subire quest’ennesimo affronto. Doveva assolutamente parlare con Isabella e sistemare la questione. Ordinò ad una delle sue damigelle che condusse subito da lei la Principessa.&lt;br /&gt;Grande fu la sorpresa per i due regnanti, quando giunse loro la notizia che Lucio non era rintracciabile e che la principessa non era nelle sue stanze.&lt;br /&gt;Erano scappati, la principessa legando a mo’ di fune le lenzuola del letto e lo scudiero rubando al suo padrone due spade e un bellissimo cavallo (inutile dire che si trattava di quello che aveva permesso quel fatale primo bacio). Erano fuggiti, già concordi nel farlo nel caso la reazione dei due sovrani avesse ostacolato i loro piani amorosi. Nessuno dei due fuggiaschi avrebbe mai immaginato una reazione diversa da quella ricevuta. Tutto si riduceva ad una scusa per scaricare sui due sovrani le responsabilità della loro fuga. In questo modo avrebbero intrapreso il loro cammino sollevati dai sensi di colpa. Ipocriti.&lt;br /&gt;Il Re e la Regina passarono insieme la serata, interrogandosi sul perché Isabela anvesse compiuto un tale gesto. Nonostante nessuno dei due potesse rimproverarsi di nulla, entrambi arrivarono ad incolpare se stessi per la scelta della figlia. Lui definì se stesso un padre assente, sempre e solo impegnato nei suoi incarichi istituzionali, e lei una madre fin troppo presente, che non ha fatto altro che viziare la figlia e permetterle di fare tutto ciò che voleva. Sempre, soprattutto negli ultimi mesi. I due genitori si abbracciarono forte e piansero assieme, si astrinsero saldi. Lei spinse il viso contro il petto di lui bagnandole delle sue lacrime. Si accarezzarono e si baciarono. Sapevano che la loro vita non sarebbe stata mai più la stessa. Quella notte, per la prima volta dopo anni, dormirono assieme e non solamente l’uno accanto all’altra. Si amarono dolcemente e quando i primi raggi del sole fecero capolino dietro le grandi tende rosse, li sorpresero ancora abbracciati.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-8908668565264606238?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/8908668565264606238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/09/uninsolita-classica-storia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/8908668565264606238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/8908668565264606238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/09/uninsolita-classica-storia.html' title='Un&apos;insolita classica storia'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TJaboz4TRTI/AAAAAAAAAHM/O4tUUn7h1SQ/s72-c/castello.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-8051399154121804094</id><published>2010-03-12T22:49:00.004+01:00</published><updated>2010-11-14T23:34:05.919+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Thriller'/><title type='text'>La Voce</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TJc49adeH8I/AAAAAAAAAHU/CzpneOR-rXA/s1600/insonnia.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5518942496091938754" src="http://1.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TJc49adeH8I/AAAAAAAAAHU/CzpneOR-rXA/s320/insonnia.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 240px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 365px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mercoledì 2 Giugno 2004&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Un fastidioso rumore non mi lascia chiudere occhio. Comincia a ronzarmi nelle orecchie nel dormiveglia, quando sono ancora sufficientemente suscettibile agli avvenimenti esterni da infastidirmi, ma troppo annebbiato per  intervenire a farlo tacere. Lo strano biascicare mi intrattiene con la sua spiacevole compagnia tutta la notte, consapevole che mai lo ostacolerei nel suo incessante lavorio notturno. Senza accorgermene poi, verso le ore mattutine, mi addormento, ma quella presenza non abbandona mai completamente i miei pensieri e la sensazione di dover fare qualcosa per scacciarla scava come un tarlo nel mio inconscio...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Credo sia ora che stacchi per un po' dal lavoro, mi stressa un sacco…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giovedì 4 Giugno 2004&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho fatto richiesta al capo perché mi concedesse una piccola vacanza. All’inizio quel gran bastardo non voleva darmi più di due giorni: ho dovuto ricordargli quanto le mie capacità siano state  indispensabili e che senza di me la sua cazzo di azienda sarebbe fallita da 2 anni. Ho anche aggiunto che se non mi concedeva almeno un mese sarei passato alla concorrenza portando con me tutti i nostri comuni segreti. Dalla faccia che ha fatto deve essersi pisciato sotto. Non immaginavo che sarebbe bastato così poco, lo terrò a mente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ronzio è tornato anche stanotte, ma è durato meno del solito…spero mi lasci trascorrere in pace questo mesetto di totale relax!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Domenica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel fottuto rumore era insopportabile! Era come se un treno merci mi attraversasse il cervello, un treno merci con infinite carrozze…Che mi sta succedendo? Non è normale una cosa del genere, per niente…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;16.30&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho chiamato Max e mi ha detto che è la prima volta che sente parlare di questi sintomi e che non se la sente di prescrivermi nulla prima di avermi fatto fare una tac completa. Quando gli ho urlato alla cornetta che come medico faceva cagare non l’ha presa tanto bene - "Se non ti va di sentire la mia opinione, perché cazzo me la chiedi?” – ha detto – “Come medico una tac è quello che consiglierei ad ogni paziente e bla bla bla, ma siccome sei uno stronzo – Stronzo? – posso consigliarti un mio ex collega…E’ uno psicologo e… - Gli ho chiuso la cornetta in faccia. Non sono mica un demente, non ho bisogno di confessarmi da uno psicologo! Volevo solo che mi prescrivesse delle pillole, e quello mi spedisce dritto dritto da uno strizzacervelli…vaffanculo Max…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Venerdì 5.00&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ce la faccio, non ce la faccio, non ce la faccio…lasciami in pace!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;… Settembre…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E’ tutto normale, vedrà che le passerà, è solo una fase della sua vita, una cosa transitoria.” - continuano a ripetere distaccati quegli psicologi, spillandomi euro su euro - “Adesso abbiamo del nuovo materiale su cui lavorare nella nostra prossima seduta. A presto e vedrà che risolveremo ogni cosa!”.&lt;br /&gt;Passo giornate intere sdraiato su quella maledetta poltrona mentre quegli incompetenti scarabocchiano sulla quella cartellina che hanno loro e che usano per darsi quel tono professionale di cui vanno tanto fieri…&lt;br /&gt;Io so, l’ho già capito che in realtà non vogliono aiutarmi, non vogliono farlo smettere,  non vogliono liberarmi da questa maledizione. A loro importa solo della parcella. Che si fottano tutti!&lt;br /&gt;E’ due mesi che cerco di far capire a queste teste di cazzo che la mia situazione si aggrava di giorno in giorno, che ho una paura fottuta…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ho paura…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;[Pagine mancanti]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;???&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L avv oce…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;14 settembre 2004&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ascolto, mi concentro…&lt;br /&gt;Quello che un paio di mesi fa percepivo solo come un ronzio ora ha assunto una dimensione completamente diversa. Adesso mi mostra la sua vera natura. Ho capito finalmente che il frastuono aumentava più io cercavo di allontanarlo, quando in realtà avrei dovuto dall’inizio accoglierlo e cercare di capire…&lt;br /&gt;Ora la sento. La Voce mi parla, mi dice quello che devo fare. In principio erano solo bisbigli, ma stanca di essere ignorata cominciò con le urla.&lt;br /&gt;Oggi i messaggi sono chiari e distinti. Io e la Voce abbiamo finalmente deposto le armi e ci siamo alleate. In fondo era per il bene di entrambi.&lt;br /&gt;Adesso mi limito a fare qualunque cosa la voce mi dica, senza discutere…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' 1 anno, 7 mesi e 29 giorni che non dormo…&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e le mie mani sono macchiate di sangue&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-8051399154121804094?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/8051399154121804094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/03/la-voce.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/8051399154121804094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/8051399154121804094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/03/la-voce.html' title='La Voce'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TJc49adeH8I/AAAAAAAAAHU/CzpneOR-rXA/s72-c/insonnia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-6482003372017192025</id><published>2010-03-02T17:04:00.002+01:00</published><updated>2010-03-02T17:11:01.717+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessione'/><title type='text'>Commento al post "Spezzare gli equilibri" di Chiara</title><content type='html'>&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CADMINI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;link rel="Edit-Time-Data" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CADMINI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_editdata.mso"&gt;&lt;!--[if !mso]&gt; 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Pubblico allora qui di sotto il suo lavoro, sperando di guidarvi in una lettura più critica del post, e perché ricevere trattamenti del genere fa sempre piacere!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Per prima cosa, Chiara ripropone il testo con delle piccole modifiche di sintassi e nuovi dislocamenti per alcune parti del pezzo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;ANALISI DEL TESTO&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 4.15pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 4.15pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;[a]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; Eravamo al cinema quando per la prima volta ci esaminammo senza particolare simpatia, ma provando uno strano senso di solidarietà; fu in quel momento che registrammo, attraverso una breve occhiata, la nostra rispettiva solitudine. In fila tutti stavano &lt;span style="background: lime none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;a due a due&lt;/span&gt;&lt;span style="background: lime none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;. Coppie felici di giovani amanti, sposini, genitori con i bambini, nonni con i nipoti. Tutti, chi per mano, chi a braccetto, si stringevano gli uni agli altri.&lt;/span&gt; Solo le nostre mani erano libere, sciolte da qualunque legame, da sempre estranee al contatto fisico al punto di smettere di bramarlo, preferendo rifugiarsi nelle tasche. &lt;b style=""&gt;[a]&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 4.15pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Eravamo soli, consapevoli della nostra solitudine. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 4.15pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;[*]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Bastò una seconda rapida occhiata, un incrocio di sguardi, &lt;span style="background: fuchsia none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;per percepire che in quell’attimo le nostre vite venivano intrecciate&lt;/span&gt; dalla mano di uno scrittore impacciato, &lt;span style="background: fuchsia none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;il quale&lt;/span&gt;, smosso forse da compassione, stava donando ai suoi personaggi, quell’unica opportunità di risollevarsi dal piattume&lt;span style="background: fuchsia none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;. &lt;/span&gt;In quel momento di eternità le nostre vite ci apparvero nella loro interezza e banalità, annientarono la distanza che ci separava e ci legarono l’uno all’altra in un modo completamente diverso rispetto agli altri.// &lt;span style="background: yellow none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;Nei suoi spenti occhi, come in un libro aperto, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="background: aqua none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;potevo leggere&lt;/span&gt;&lt;span style="background: yellow none repeat scroll 0% 0%; color: black; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt; la storia della sua e della mia vita.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;b style=""&gt;[*]&lt;/b&gt; &lt;span style="background: aqua none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;Potevo scrutare la sua anima&lt;/span&gt; ad un livello così intimo che mi sentii colpevole per aver profanato alcuni di quei fragili territori che tutti celiamo nel profondo e ai quali impediamo a chiunque di accedere. &lt;span style="background: aqua none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;Sapevo&lt;/span&gt; dell’inesistente rapporto con i suoi genitori e di come non si accorgessero di lei, se non quando necessitavano di qualcuno su cui scaricare addosso i problemi della famiglia. &lt;b style=""&gt;[b]&lt;/b&gt;&lt;span style="background: aqua none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;Sapevo&lt;/span&gt; che ogni notte prima di addormentarsi desiderava svegliarsi altrove, in un mondo sconosciuto, diverso dal suo, e che invece il disgusto si impadroniva di lei quando, appena sveglia, riconosceva il soffitto della camera &lt;span style="background: lime none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;ed in preda al senso di nausea vomita nel secchio posto di fianco al letto&lt;/span&gt;. &lt;span style="background: aqua none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;Sapevo&lt;/span&gt; di quello che provava quando, entrando in classe, osservava dalla porta il suo banco, &lt;span style="background: lime none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;isolato in fondo alla stanza senza nessuno vicino&lt;/span&gt; e dell’imbarazzo di dover passare in mezzo ai suoi compagni senza &lt;span style="background: fuchsia none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;essere degnata&lt;/span&gt; di uno sguardo. &lt;span style="background: aqua none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;Sapevo&lt;/span&gt; infine che aveva smesso di guardarsi allo specchio per paura che anche la sua immagine riflessa potesse un giorno voltarle le spalle e sfumare nel vetro, lasciandola completamente sola. Sola come ero io. &lt;b style=""&gt;[b]&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 4.15pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 4.15pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background: aqua none repeat scroll 0% 0%; color: black; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;Vivere la sua vita, percepirne il dolore come se fosse il mio,stabilì un collegamento al quale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;span style="background: aqua none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;nessuno dei due poteva più sottrarsi&lt;/span&gt;&lt;span style="background: fuchsia none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;:&lt;/span&gt; &lt;span style="background: aqua none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;eravamo in balia di noi stessi e dell’altro senza poter fare nulla per svincolarsi. Allo stesso tempo però percepivamo&lt;/span&gt; un senso di sicurezza mai provato prima. &lt;span style="background: aqua none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;Capire&lt;/span&gt; che esisteva nel mondo una persona alla quale affidare completamente ogni particella del proprio essere ci dava una nuova speranza.//&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 4.15pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;***&lt;span style="background: yellow none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 4.15pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background: yellow none repeat scroll 0% 0%; color: black; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;Non riuscivo più a respirare. Le mani mi sudavano e stringevano con forza la stoffa interna delle tasche, compulsivamente. Mi sentivo svenire e le orecchie mi ronzavano come se la testa mi si fosse completamente svuotata.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 4.15pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shape id="_x0000_s1026" style="'position:absolute;left:0;text-align:left;margin-left:-24pt;" coordsize="21600,21600" spt="100" adj="17694720,,5400" path="wr,,21600,21600@3@1@7@5nsl10800,10800xewr,,21600,21600@3@1@7@5nfe" filled="f" strokeweight=".26mm"&gt;  &lt;v:stroke joinstyle="miter"&gt;  &lt;v:formulas&gt;   &lt;v:f eqn="sin 10800 #0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 10800 0"&gt;   &lt;v:f eqn="cos 10800 #0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @2 10800 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sin 10800 #1"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @4 10800 0"&gt;   &lt;v:f eqn="cos 10800 #1"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @6 10800 0"&gt;  &lt;/v:formulas&gt;  &lt;v:path connecttype="segments" textboxrect="10799,0,21599,10799"&gt;  &lt;v:handles&gt;   &lt;v:h position="center,#0" polar="10800,10800" radiusrange="10800,10800"&gt;   &lt;v:h position="center,#1" polar="10800,10800" radiusrange="10800,10800"&gt;  &lt;/v:handles&gt; &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;span style="position: absolute; z-index: 1; left: 0px; margin-left: -33px; margin-top: 1449px; width: 26px; height: 242px;"&gt;&lt;img src="file:///C:/DOCUME%7E1/ADMINI%7E1/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image001.gif" shapes="_x0000_s1026" height="242" width="26" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Improvvisamente tutto, all’interno del cinema, si immobilizzò. Un silenzio mortifero dissolse in un istante ogni suono e rumore. Le risa della gente che poco prima risuonavano come trombe nella hall si spensero completamente. Le voci si ammutolirono&lt;span style="background: fuchsia none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background: aqua none repeat scroll 0% 0%; color: black; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;Come parte di un unico essere, tutti si voltarono verso di noi con occhi accusatori. Il legame che io e lei avevamo con arroganza stabilito, metteva il loro, fatto di strette di mano e abbracci, su un piano inferiore. Tutti quei gesti di affetto si indignavano di fronte alla nostra sfrontatezza. Ogni coppia si lanciava sguardi di intesa e tornava a rivolgersi a noi con via via maggiore severità. Dovevamo essere puniti. Voci di bambini sussurravano ad orecchie paterne o materne che non dovevamo fare così, che i loro gesti innocenti dovevano valere di più. Coppie di anziani spifferavano tra i denti ingialliti che il loro amore, duraturo da moltissimi anni, non doveva assolutamente subire il confronto con il nostro. Giovani coppiette ci squadravano con disprezzo mentre si prodigavano in volgari baci sul collo, abbracci e palpate di ogni genere per accogliere il favore di chi la pensava come loro e mostrarci come si doveva fare. Dal corteo si levavano voci urlanti: “Chi vi credete di essere voi?”, “Voi non sapete un cazzo!”, “Sì! Siete solo due sfacciati!”, “Chi vi da il diritto di metterci in ridicolo?”.Non sapevo che fare e rimanevo fermo, immobile, mentre venivamo circondati. Le urla si facevano sempre più forti, e gli animi si scaldavano. La nostra offesa metteva in crisi un sistema di equilibri troppo radicato nei rapporti e che non ammetteva di essere messo in discussione per un unico caso, per quanto eccezionale. Era necessario estirpare il problema alla radice.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background: aqua none repeat scroll 0% 0%; color: black; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Mi sentii, per la prima volta nella mia inutile vita, disposto a combattere per essa&lt;span style="background: fuchsia none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;;&lt;/span&gt; //ma quando mi voltai verso di lei&lt;span style="background: fuchsia none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;,&lt;/span&gt; le forze e tutta quella nuova determinazione, mi abbandonarono.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Se ne stava immobile, scura in volto, mentre lo sguardo basso fissava il suolo. Le mani erano strette in saldi pugni e le braccia in tensione tremavano parallele ai fianchi. &lt;b style=""&gt;[c]&lt;/b&gt;&lt;span style="background: lime none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;Singhiozzava e le lacrime le rigavano il viso rosso per la vergogna.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background: lime none repeat scroll 0% 0%; color: black; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;"&gt;In un lampo mi si avvicinò a pochi centimetri e mio fissò con gli occhi ancora lacrimanti, ma che bruciavano dentro – “Perché mi fai questo? Ti prego, lasciami sola…” – “Mi dispiace,” – dissi con voce rotta – “ma non posso…” – “Perché? Cosa ti ho fatto?” – “Io ti amo…”. Sentendomi pronunciare quelle parole esitò: per un attimo i suoi occhi assunsero l’espressione più dolce che avessi mai visto e le labbra sottili le disegnarono sul viso un fragile sorriso. Distolse dai miei i suoi occhi e mi colpì al volto con uno schiaffo. Solo allora mi baciò.&lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;[c]&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;***&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 4.15pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Quando riaprimmo gli occhi tutto era tornato alla normalità. Ci guardammo intensamente e, mentre ci scambiavamo quel secondo ed intenso bacio, di una cosa eravamo certi: non saremmo mai più stati soli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;COMMENTO&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Ciao Mattia!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;intanto scusa il ritardo: finalmente ho messo le mani su un computer degno di questo nome! ;) Premetto che tutto, critiche commenti modifiche, sono impressioni dettate solo dal mio modo di sentire e che quindi sono sostanzialmente relative.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Inoltre, nel momento in cui si parla d’amore, tendo a diventare più scettica e pignola. Siamo costantemente drogati d’amore: canzoni, libri, film trovano in questo argomento universale e bistrattato la loro ragione d’essere e, soprattutto, di essere venduti. Tutti pretendono di saperne parlare, ma troppo spesso il risultato è solo un amore con la a minuscola, anonimo, superficiale, banale, che si muove su schemi predefiniti o comunque prevedibili, patetici e rassicuranti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Quindi non te la prendere se sono ipercritica, è anche l’argomento che aiuta..;)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Cominciamo col dare un senso ai colori: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;          &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style=""&gt;di fucsia ho evidenziato le frasi che ho modificato leggermente (punteggiatura, sintassi..) &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;          &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style=""&gt;di giallo quelle che ho spostato;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;In particolare nel punto * mi sembrava che anticipassi un concetto creando un leggero “disordine logico” . Mi spiego meglio: la successione logica sarebbe: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;sguardo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Wingdings;"&gt;à&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; mescolamento vite/annientamento distanze&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Wingdings;"&gt;à &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;lettura attraverso gli occhi di lei della vita di lei (o di lui).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;nell’originale invece sembrava:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;sguardo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Wingdings;"&gt;à&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; lettura nei suoi occhi della vita di lei (di lui)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Wingdings;"&gt;à&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; mescolamento vite/annientamento distanze.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;(…..dettagli!)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;          &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style=""&gt;di verde ho evidenziato le frasi che ho trovato ridondanti, che tendono a calcare troppo concetti che ottengono unicamente un effetto di pateticità….diciamo un “effetto Moccia”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Il “punto a” insiste esageratamente sul contrasto compagnia/solitudine.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Il “punto b” esaspera la situazione della ragazza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Il “punto c” è la tipica scena da romanzetto rosa, è la parte in cui mandi definitivamente a puttane un’idea che potrebbe essere sostanzialmente buona.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt;-&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;          &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style=""&gt;di azzurro ho sottolineato la parte che mi ha dato più problemi dal punto di vista dei contenuti e che quindi non ho ritoccato a livello formale per paura di alterarne il senso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Il testo perde progressivamente di credibilità: da una prima parte realistica e verosimile - parte1 - (due ragazzi soli al cinema, un incrocio di sguardi, la consapevolezza di essere nella stessa dolorosa situazione, e quindi la solidarietà, il sentirsi vicini, uniti) si arriva ad una situazione sempre più onirica - parte 2 e 3 - (la dichiarazione del ragazzo di poter leggere nella mente di lei, l’attacco da parte della gente del cinema). Poi, in un bacio, l’incubo finisce: il protagonista chiude gli occhi e tutto torna alla normalità – parte 4 – &lt;i style=""&gt;[le diverse parti a cui Chiara si riferisce si riconoscono visivamente guardando il post originale N.d.a.]&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;L’idea di fondo potrebbe essere sostanzialmente buona ma il modo in cui la sviluppi, lascia spazio a diversi aspetti problematici. Una prima ambiguità – vedi parte 2 - è legata al fatto che il protagonista parla in prima persona: il lettore è quindi portato a presuppone che il ragazzo, non potendo realisticamente vedere nella mente di lei, riporti semplicemente delle impressione, delle fantasticherie. D’altro canto, il testo suggerisce la sensazione di essere di fronte ad avvenimenti concretamente avvenuti e non solo frutto della mente del protagonista, quasi come se quest’ultimo fosse dotato di poteri paranormali (cosa non esplicitata). In altri termini: di fatto non ci sono elementi, aldilà della parola del narratore stesso, che assicurano la biunivocità di questo legame e la fondatezza di ciò che viene identificato come “pensieri della ragazza”. Infatti non c’è la certezza di poter escludere di essere di fronte a un trip mentale del protagonista e che quindi egli stesso stia proiettando nella vita di lei la &lt;i&gt;sua&lt;/i&gt; vita, i &lt;i&gt;suoi&lt;/i&gt; problemi, la &lt;i&gt;sua &lt;/i&gt;solitudine.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Il punto è che non riesci a gestire al meglio l’ambiguità, potenziale elemento di forza che finisce invece per ritorcertisi contro, mantenendo il racconto in un limbo informe che non trova il punto di svolta: non intraprendi nettamente la strada del surrealismo (perché letto in questo senso, il testo mancherebbe di scopo –non si regge in piedi infatti la critica alla società-), né quella del trip mentale (perché sviluppi troppe pretese di realismo), né del realismo (perché è troppo elevata la carica onirica). Insomma, il testo non lascia nulla in mano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Potresti ottenere una maggiore verosimiglianza sostituendo al narratore in prima persona, uno in terza persona, esterno e super partes, che avrebbe quindi il pieno diritto di indagare la mente dei personaggi e potrebbe pretendere di conoscerla a fondo; ma anche in questo caso ti scontreresti con il vuoto di senso generale e in particolare relativo alla terza parte. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Se invece, calcassi maggiormente l'idea del viaggio mentale, arriveresti a un ritratto psicologico del protagonista ben più definito e daresti un senso alla terza parte. Mi sto ri-immaginando tutto così: il ragazzo, solo, insicuro, fragile, abituato all'invisibilità, vede minacciato quell'unico attimo di serenità che lui stesso ha creato. La gente del cinema (simbolo degli Altri, che, per esperienza, il protagonista sa essere spesso causa della sua infelicità -vedi parte2-), come un branco di belve senza volto, lo accerchia con l’intenzione di distruggere il suo attimo immenso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Ma perché questo silenzioso e discreto contatto dovrebbe risultare al resto del mondo così evidente, così palese e così disturbante da convogliare su se stesso l’attenzione degli Altri solitamente storditi dal menefreghismo? Semplicemente perché è tutto un gioco della/nella mente del protagonista: desideri e paure si mescolano, fondono i lori contorni, diventano le mille facce di una realtà non più univocamente definibile. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Innanzi tutto, questo legame rappresenta per il ragazzo un’illusione di felicità così grande e così fragile da volerla custodire, nascondendola ai suoi nemici. Freudianamente però il terrore di non riuscire nell’impresa lo attanaglia e ciò che ha creato con la ragazza finisce per risultare tanto sfolgorante da non poter non essere notato…un incubo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Se da un lato quindi questa visibilità è involontaria, dall’altro, però, è il protagonista stesso a voler che la gente noti questo momento, quasi si trattasse di una sfida alla società. Egli infatti sente il suo legame con la ragazza &lt;i&gt;diverso&lt;/i&gt; da quelli intrecciati dalle altre persone, più profondo e più vero. In questo attimo trova una sua forma di realizzazione e di riscatto, mettendo in discussione i valori della società da cui si sente messo da parte; valori che da escluso ha sempre e solo visto come superficiali e falsi, quasi a voler sopravvivere al suo isolamento. Una critica sostanzialmente relativa, quindi, e dettata da una profonda frustrazione. Risulterebbe altrimenti superficiale e non ben motivata un’invettiva generalizzata contro la società, banalmente ritenuta incapace di provare affetto sincero. È in questa forma di ribellione che il protagonista trova quasi lo slancio per affrontare gli Altri e combattere per la vita. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Ma poi di nuovo fa capolino la paura – parte 4-, il terrore di vedere negli occhi di lei il rifiuto e la conseguente vittoria dei suoi “nemici”. La conclusione è resa ancora più onirica dal fatto (desiderio?) che sia lei, avvicinandosi, a sbloccare la situazione. Non mi convince assolutamente, però, il dialogo, lo schiaffo e il bacio, schema sentito già troppe volte e sostanzialmente banale. Si arriva quindi al finale e definitivo ritorno alla realtà: le persone spariscono, riassorbite dalle rispettive esistenze, e….loro vissero a lungo,insieme, felici e contenti..sinceramente? ..naaaaaa!!!!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;……..nota positiva: l’incipit è spettacolare! Immagino sia la parte più curata…=P Incisivo, diretto, essenziale. In appena due frasi immergi chi lo legge nel pieno dell’azione e soprattutto delle emozioni!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Appena ho un attimo commento qualcos’altro!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Per ora passo e chiudo…=) &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-6482003372017192025?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/6482003372017192025/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/03/commento-al-post-spezzare-gli-equilibri.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/6482003372017192025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/6482003372017192025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/03/commento-al-post-spezzare-gli-equilibri.html' title='Commento al post &quot;Spezzare gli equilibri&quot; di Chiara'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-8067491570680575173</id><published>2010-02-28T17:29:00.007+01:00</published><updated>2010-11-14T23:37:37.935+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Presentazione'/><title type='text'>Fermarsi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A un certo punto bisogna fermarsi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' il corpo affaticato che lo richiede.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si può scappare per molto tempo - spesso per troppo tempo - ma non indefinitamente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fermarsi non è un atto di coraggio. E' spossatezza. Ma nella tua mente lo puoi trasformare in eroismo. Per farti tenere compagnia da questo pensiero, per infonderti forza, per convincerti che non sei poi così indifesa di fronte a ciò da cui scappi, e che ora si avvicina. Sempre di più. Il tempo di pensarlo, un lampo, e ti sono addosso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' tempo di farlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di affrontare ciò che ti riempie l'anima, e che hai insabbiato. Illudendoti che sarebbe rimasto inerte per sempre - e al contempo terrorizzata a questo pensiero. Non poteva succedere, lo sai. Era un sonno da cui prima o poi mi sarei svegliato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le parole ti escono a fatica, all'inizio, e incespichi spesso sulla tastiera. Torna indietro, correggi le lettere invertite, non "teemre" ma "temere", non "lav oce" ma "la voce". Piccoli errori che denotano un lungo sonno delle dita e del cuore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anni ed anni sono passati, giorno dopo giorno inghiottiti dall'oblio. La carta che in passato riempivi di parole non fermava il tempo, ma riusciva ad impigliarlo, a volte. Brandelli preziosissimi di tempo passato fissati su un foglio con frasi appuntate velocemente, comprensibili solo a te. Una volta era così. Avevi l'impressione che il tempo non passasse, perché avevi i tuoi modi per trattenerlo. E poi lo rileggevi. Il tuo tempo. Ti era amico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricordi le volte in cui avevi l'impressione che qualcosa ti guidasse? Come se qualcuno ti prendesse la mano nella sua e ti dettasse frasi che all'inizio ti stupivano, ti suonavano estranee. Poi ti accorgevi che erano profondamente giuste. Che ti rispecchiavano da dentro. E che ti sentivi più leggera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per me era bello liberarti poco a poco l'anima dai troppi pensieri rinchiusi. Erano ancora caldi e vivi quando finivano sulla carta, e tu li guardavi e sorridevi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sai di avermi svegliato tu?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sì, lo sai. Non potevi lasciarmi dormire per sempre. Sei nauseata quanto me da tutti i ricordi marciti che ti si stipano nella mente, di tutto il tempo che non hai impigliato con i tuoi puntelli di parole. La confusione che hai dentro ti mangia pian piano. Hai smesso di fare qualcosa che ti è necessario. E' un pensiero che non ti ha mai abbandonata. Per qualcuno è necessario suonare una chitarra facendole sputare fuori la propria anima. Per altri è scrivere racconti in cui lasciar trasparire il proprio cuore. Tu devi semplicemente raccontarti a te stessa. Per non perderti nulla di te e del tuo tempo. Quando lo facevi riuscivi a sciogliere l'interiorità contorta che a volte di te ti spaventa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cos'è rimasto sotto la cenere con cui mi hai coperto? Posso ancora aiutarti a sbrogliare il tuo cuore?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fissi la frase che ti ho dettato da almeno cinque minuti e temi di andare avanti. Di andare avanti e di vedere che la risposta è no. Che sei prolissa, irrigidita, che a chi legge non trasmetti nulla se non confusione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sì, è possibile. E' stato un lungo sonno, a conti fatti. E io sono una voce invisibile come tante, non così speciale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma so che c'è un piccolo guizzo di gioia nel tuo cuore, un minuscolo moto d'orgoglio, perché ti sei fermata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Senti il familiare e ormai quasi dimenticato sollievo di un tempo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Hai lasciato che di nuovo prendessi la tua mano nella mia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;---------------&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono Rosmarina, e finalmente ho scritto. Spesso intrattengo lunghe conversazioni con me stessa.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-8067491570680575173?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/8067491570680575173/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/02/fermarsi.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/8067491570680575173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/8067491570680575173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/02/fermarsi.html' title='Fermarsi'/><author><name>Rosmarina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16279846493288149395</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/-Bem7D6cPneo/Tftfm4IibFI/AAAAAAAAA9Q/3PahN_DraXM/s220/41121_149715368372972_100000035290997_446587_6275256_n.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-5417346568956659309</id><published>2010-02-14T01:36:00.011+01:00</published><updated>2010-11-14T23:35:58.281+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Surrealismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fantastico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amore'/><title type='text'>Spezzare gli equilibri</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TJc-U8yaPAI/AAAAAAAAAHc/xyOwD-Wh4nM/s1600/equilibrio.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5518948398001699842" src="http://3.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TJc-U8yaPAI/AAAAAAAAAHc/xyOwD-Wh4nM/s320/equilibrio.jpg" style="cursor: pointer; float: right; height: 348px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 222px;" /&gt;&lt;/a&gt;Fu al cinema quando per la prima volta ci esaminammo senza particolare simpatia, ma provando uno strano senso di solidarietà: in quel momento registrammo la nostra rispettiva solitudine.&lt;br /&gt;In fila, tutti stavano a due a due. Coppie di giovani amanti, sposini, genitori figli, nonni con nipoti. Tutti, chi per mano, chi a braccetto, si stringevano gli uni agli altri in quel comune, ma indispensabile contatto. Solo le nostre mani erano libere, sciolte da qualunque legame. Mani da sempre estranee al contatto fisico al punto di rinunciarvi per sempre, preferendo trovar rifugio nelle tasche.&lt;br /&gt;Eravamo soli, consapevoli della nostra solitudine. Fu sofficiente una seconda fugace occhiata, un incrocio di sguardi. Nei suoi spenti occhi, come tra le pagine di un libro, potevo leggere la storia della sua e della mia vita miscelate insieme da una penna impacciata che, mossa da compassione, donava ai suoi personaggi l’unica opportunità di guadagnare spessore.  La distanza che seperava le nostre banali vite, venne annientata . Ci legammo l’uno all’altra. Eravamo un tutt'uno.&lt;br /&gt;Attraverso quel contatto seppi tutto di lei. Potei scrutare la sua anima ad un livello così intimo che mi sentii colpevole per aver profanato quei fragili territori che tutti celiamo nel profondo e ai quali impediamo a chiunque di accedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Appresi dell’inesistente rapporto con i suoi genitori: di come non si accorgessero di lei, se non quando la incolpavano  di tutti i loro problemi familiari. Appresi che ogni notte desiderava di risvegliarsi altrove l'indomani, ovunque purchè fosse altrove, in un altro mondo, e di come il disgusto si impadroniva di lei quando, di nuovo sveglia, riconosceva la sua solita camera. Appresi ciò che provava entrando in classe, quando osservava il suo banco isolato in fondo all'aula. Quanto imbarazzo gli costava il passare tra i suoi compagni senza che questi la degnassero di uno sguardo. Appresi che aveva smesso di osservarsi allo specchio per paura che persino la sua immagine riflessa potesse un giorno voltarle le spalle e sfumare nel vetro. Appresi tutto questo. Era sola come lo ero io.&lt;br /&gt;Faticavo a respirare. Le mani sudavano e stringevano con forza la stoffa interna delle tasche. Mi sentivo svenire e le orecchie mi fischiavano come se la testa mi si fosse completamente svuotata.&lt;br /&gt;Vivere la sua vita, percepirne il dolore come fosse il mio, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fu il mio&lt;/span&gt;, stabilì tra noi due un collegamento al quale nessuno poteva sottrarsi. Eravamo in balìa di noi stessi e dell’altro senza potersi liberare, ma, allo stesso tempo, percependo un senso di sicurezza mai provato prima. Scoprire che esisteva nel mondo una persona a cui affidare completamente ogni particella del proprio essere ci donava una nuova speranza.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;***&lt;/div&gt;Improvvisamente tutto fu fermo, come fossilizzato nel tempo e nello spazio. Il silenzio, come una lama che fende il vuoto, dissolse in un istante ogni suono e rumore. Le risa che risuonavano come trombe nella hall si spensero. Le voci ammutolirono. Tutto si fece immobile.&lt;br /&gt;Come un unico essere, centinaia di volti si girarono verso di noi con occhi  indignati ed accusatori. Tutta l'attenzione dei presenti era catalizzata su noi due e tutto tornava immobile come il soggetto di un'istantanea.&lt;br /&gt;Quell'intimo legame che avevamo stabilito in quell'eterno momento, poneva il loro su un piano inferiore. Tutti i  loro gesti di affetto parevano indignarsi di fronte alla nostra arroganza. Ogni coppia si riconosceva in cenni d'intesa e tornava a rivolgersi a noi con nuova e maggiore severità. Dovevamo essere puniti. Voci di bambini sussurravano ad orecchie materne che non potevamo fare così, che i loro gesti innocenti, le loro carezze, i baci, i buffetti, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dovevano &lt;/span&gt;valere di più. Coppie di anziani spifferavano tra denti ingialliti che il loro amore, duraturo da moltissimi anni, non poteva assolutamente essere ridicolizzato dal nostro così giovane ed inesperto. Le coppiette ci squadravano con disprezzo mentre si prodigavano in volgari baci sul collo, abbracci e palpate di ogni genere per mostrarci come si &lt;span style="font-style: italic;"&gt;doveva &lt;/span&gt;fare.&lt;br /&gt;Dal corteo si levavano ora voci urlanti: “Chi credete di essere per arrogarvi un tale diritto?”, “Voi non sapete un cazzo!”, “Come vi permettete di screditare la nostra scala di valori, voi che siete solo una misera accezione?”, "Dovrete anche voi adeguarvi!", “Come osate metterci in ridicolo?”&lt;br /&gt;La nostra offesa metteva in crisi un sistema di equilibrio nei rapporti troppo radicato e che non accettava di essere messo in discussione da un unico caso, il nostro, per quanto eccezionale. Mantenere quell'equilibrio richiedeva un'unica soluzione: annullare gli elementi di disturbo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sapevo che fare e rimasi fermo, come paralizzato, mentre venivamo circondati.&lt;br /&gt;Chiusi gli occhi e la mia mente mi ricondusse a tutto il nostro dolore, il mio dolore. Per la prima volta però, dall'oceano di questa malincona, affiorava la possibilità di riscattarmi. Riassaporai  il calore che mi offriva la certezza di non essere più solo. Mi sentii, per la prima volta nella vita, disposto a combattere per essa, e non in nome di un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;io&lt;/span&gt;, ma di un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;noi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Quando mi voltai verso di lei, immancabilmente sentii che le forze, e tutta la mia  determinazione, mi abbandonarono.&lt;br /&gt;Stava immobile, con lo sguardo basso fisso a terra. Le mani si chiudevano in pugni e le braccia in tensione le tremavano parallele ai fianchi. Singhiozzava e le lacrime le rigavano il viso, rosso per la vergogna. La odiai per avermi tradito.&lt;br /&gt;In un lampo mi fu a pochi centimetri e mio fissò con occhi lacrimanti, ma che bruciavano dentro – “Perché mi fai questo? Ti prego, lasciami…” – “Mi dispiace,” – dissi con voce rotta – “ma non posso…” – “Perché?” – “Io ho bisogno di te. Come tu ne hai di me.”. Alle mie parole  esitò: per un attimo i suoi occhi assunsero l’espressione più dolce che avessi mai visto e le labbra sottili le disegnarono sul viso un fragile sorriso.&lt;br /&gt;Tutti gli sguardi che ci circondavano, ci forono sopra. Ci ricoprirono come una valanga. Non ci difendemmo nemmeno.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;***&lt;/div&gt;Quando riaprii gli occhi tutto era tornato al suo posto. Mi guardai intorno. Ancora qualche persona e avrei raggiunto la biglietteria. Uscii dalla fila ricevendo l'occhiata stupefatta del bambino dietro di me che ora vedeva ancora più vicino il suo traguardo. Non dovetti nemmeno cercarla, sapevo già che direzione prendere.&lt;br /&gt;Deciso, mi avvicinai a lei.&lt;br /&gt;Con delicatezza le sfiorai la mano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-5417346568956659309?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/5417346568956659309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/02/spezzare-gli-equilibri.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/5417346568956659309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/5417346568956659309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/02/spezzare-gli-equilibri.html' title='Spezzare gli equilibri'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TJc-U8yaPAI/AAAAAAAAAHc/xyOwD-Wh4nM/s72-c/equilibrio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-8966331852378186534</id><published>2010-02-01T02:16:00.005+01:00</published><updated>2010-11-14T23:38:28.493+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Thriller'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Frammento'/><title type='text'>Il rapimento</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TKSxQeAjkxI/AAAAAAAAAIU/JL7ttXUIKL8/s1600/ragazza+legata.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522733939554489106" src="http://3.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TKSxQeAjkxI/AAAAAAAAAIU/JL7ttXUIKL8/s320/ragazza+legata.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 233px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 348px;" /&gt;&lt;/a&gt;La spia rossa sopra l’obiettivo era accesa, la videocamera stava riprendendo: inquadrava una sedia vuota sistemata davanti al letto di una angusta e sporca camera di motel. La debole luce di  una abat-jour posta sul comodino di fianco al letto matrimoniale, ancora perfettamente rifatto, si diffondeva fiocamente nella parte nord della stanza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Passarono solo pochi secondi quando una seconda luce, più forte, investì la camera illuminando completamente il letto e la sedia. Una mano poggiò una valigetta 24h in pelle nera ed una giacca elegante, appendendola allo schienale. Nulla più si mosse e la totale assenza di rumore la faceva ora apparire completamente deserta la stanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dovettero passare pochi minuti ancora prima che la telecamera fosse sollevata e allontanata dalla sua posizione almeno di 2 metri. Ora che la panoramica era più vasta si scorgeva un fagotto avvolto in un lenzuolo bianco disteso a terra vicino al letto, immobile. Proprio verso il fagotto venne rivolto l’obiettivo e grazie ad un veloce zoom fu immediatamente chiaro che questo si gonfiava e sgonfiava, anche se quasi impercettibilmente, come respirasse.&lt;br /&gt;Un’ombra balenò tra la telecamera e il soggetto inquadrato, avvicinandosi ad esso senza che il microfono direzionale registrasse alcun rumore di passi. L’ombra stava ora in piedi vicino al muro e fissava il lenzuolo che, indifferente, continuava ad alimentare i suoi polmoni. Improvvisamente la figura nera tornò sui suoi passi, afferrò la telecamera, attenta a non farsi inquadrare, e la avvicinò manualmente al lenzuolo. La teneva molto vicina al volto, perché il microfono registrava ora suo il respiro ossessivo e profondo, sempre più frenetico man mano che con la mano libera scopriva un lembo del lenzuolo mostrando una forma dapprima indefinita (la vicinanza dell’obiettivo impediva una buona messa a fuoco), ma che con un movimento spontaneo verso il caldo della coperta si rivelò in tutto il suo orrore: la forma indistinta era quella di un piede.&lt;br /&gt;La videocamera girò vorticosamente su se stessa, distolse il suo occhio elettronico da quel  piede, piccolo e delicato, venne piazzata nuovamente sul ripiano e spenta.&lt;br /&gt;Lo scenario su cui l’occhio si riaprì era aberrante: una ragazzina, giaceva nuda distesa sul letto con le mani bloccate da due manette alla spalliera. Con il volto rigato dalle lacrime, che avevano trascinato con sè il trucco nero lungo le guance, e gli occhi arrossati per la stanchezza e il pianto, la poveretta fissava la luce rossa interrogandola sul perché si trovasse legata a quel letto, mentre con la bocca, rotta sul labbro superiore e tappata da uno straccio, implorava pietà puntando alternativamente il suo sguardo terrorizzato, ora oltre l’inquadratura, ora alla videocamera.&lt;br /&gt;L’apparecchio venne impugnato e avvicinato insistentemente alla prigioniera. Con il suo occhio insensibile, l’obiettivo seguiva a volo di uccello la mano tremante del carceriere che, partendo dai piedi, cominciava ad accarezzarle la delicata pelle che, forse per la prima volta, sentiva il contatto di una mano estranea. Come una tarantola, la mano incedeva con tocco leggero e, lenta, scivolava lungo le sottili gambe, nude e tremanti, si spingeva verso l’interno coscia e sostava un poco in mezzo alle gambe, non senza approfittare dell’occasione di infilarvisi qualche istante, per poi riprendere veloce il suo cammino fino all’ombelico che, in preda a violenti spasmi, saliva e scendeva a ritmo col respiro affannato e rotto dal pianto della giovane vittima. Il dito medio accarezzava in bordi di quella piccola fossetta, compiendo prima un paio di giri in senso orario e poi altri due in senso antiorario. L’attenzione della tarantola fu attirata dal piercing metallico al centro della pancia piatta che, come un oltraggioso intervento umano, deturpava irreversibilmente quello che era uno splendido paesaggio naturale incontaminato. La mano studiò la piccola pallina argentea passandosela tra pollice ed indice e cominciò a giocherellarci: inizialmente si divertiva a stuzzicarlo colpendolo ad ogni sussulto provocato dal respiro, ma il gioco gli venne presto a noia: le due dita afferrarono saldamente il gioiello come una tenaglia. La ragazza in preda al panico, lanciò un urlo appena le intenzione dell'aracnida le furono chiare, mal l'urlo venne immadiatatamente soffocato dal dolore. La mano stringeva tra le dita macchiate di sangue il piccolo gioiello argenteo. Una lacrima rigava il ventre nudo della ragazza intingendo  di rosso alcuni biondi peletti pubici mentre l’indifesa ragazza urlava, più per paura che per il dolore. La mano portò il piercing ancora sanguinate di fronte all’obiettivo esibendolo come un trofeo.&lt;br /&gt;Su questa macabra scena la videocamera richiuse il suo occhio e questa volta per sempre.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-8966331852378186534?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/8966331852378186534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/02/il-rapimento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/8966331852378186534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/8966331852378186534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2010/02/il-rapimento.html' title='Il rapimento'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TKSxQeAjkxI/AAAAAAAAAIU/JL7ttXUIKL8/s72-c/ragazza+legata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-1336748794337889058</id><published>2009-12-12T16:30:00.005+01:00</published><updated>2010-02-18T16:43:58.422+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Frammento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessione'/><title type='text'>Oggi - La vita vissuta in pochi istanti mattutini</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Appena aperti gli occhi e passati quei primi istanti in cui si fatica a mettere a fuoco e in cui gli occhi, che ancora confondono la realtà con il sogno, un poco bruciano; dopo aver girato più volte la testa strofinandomi delicatamente la faccia sui dolci risvolti della fodera del cuscino ancora caldo, mentre con i piedi in fondo alle coperte cerco di raggiungere quelle piccole zone fresche agli angoli del materasso; dopo essermi girato sulla schiena facendo leva sulle braccia riposate ed essermi massaggiato il viso disteso con entrambe le mani per ristabile la sensibilità delle dita; dopo aver respirato, per la prima volta dopo tutta la notte, in modo irregolare con un grande sbadiglio che in pochissimo tempo mi riempie e svuota i polmoni; dopo un primo fallito tentativo di spingere fuori dal suo habit un piede per valutare la temperatura dell'esterno ed averlo immediatamente ritratto avvicinandolo all'altro per riscaldarlo; dopo che  anche le braccia, instancabili pendolari, impegnate fuori dalle coperte nel massaggio al viso sentono di nuovo il bisogno della loro protezione; dopo che gli occhi finalmente riaperti a poco a poco cominciano ad abituarsi a quello spiraglio di luce mattutina che fa capolino da una crepa nella persiana e che disegna una retta luminosa sulla tenda immobile; dopo che anche le orecchie cominiciano ad abituarsi al silenzio della realtà; dopo tutte queste apparentemente insignificanti piccole cose, finalmente capisco:&lt;br /&gt;capisco che un nuovo giorno ha inizio e che la notte l'ho ormai vissuta nell'irrealtà di un sogno dimenticato; capisco che ancora una volta torno a vivere, ad affacciarmi al mondo con i suoi problemi e le sue soluzioni; capisco che quell'avventura che chiamiamo Vita deve riprendere esattamente da dove l'avevo interrotta poche ore prima e che ancora una volta devo impugnare saldamente quell'arma che è il coraggio; capisco che dovrò ascoltare, capire, ignorare, stuzzicare, baciare, toccare persone e cose anche oggi.&lt;br /&gt;Capisco di essere finalmente tornato, consapevole che, di nuovo, oggi vorrò andarmene...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-1336748794337889058?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/1336748794337889058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/12/appena-aperti-gli-occhi-e-passato-quei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1336748794337889058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1336748794337889058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/12/appena-aperti-gli-occhi-e-passato-quei.html' title='Oggi - La vita vissuta in pochi istanti mattutini'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-4555465059417188855</id><published>2009-12-06T15:02:00.003+01:00</published><updated>2010-09-23T16:48:01.487+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Video'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Frammento'/><title type='text'>La società dei consumi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pubblico questo video perchè voglio qualcosa di estremamente profondo e culturale in questa pagina. Il video è l'espressione più profonda di un sentimento di abbattimento. Le parole di questo grandissimo intellettuale sono un pugno nello stomaco poichè, anche con la più grande faccia tosta, è impossibile non pesarle e rendersi conto di quanto esse vere siano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/e6ki-p1eW2o&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/e6ki-p1eW2o&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-4555465059417188855?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/4555465059417188855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/12/la-societa-dei-consumi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/4555465059417188855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/4555465059417188855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/12/la-societa-dei-consumi.html' title='La società dei consumi'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-1786631808529157088</id><published>2009-12-04T22:37:00.003+01:00</published><updated>2009-12-04T23:16:14.120+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Frammento'/><title type='text'>Atto ultimo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi hai rotto le palle, hai capito! Non ne posso più di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;te&lt;/span&gt;, davvero non &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ti &lt;/span&gt;sopporto! Mi stai sul cazzo, dove sei sempre stata per quanto mi riguarda. Mai una volta, dico una SOLA volta che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tu &lt;/span&gt;sia stata carina con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;me&lt;/span&gt;! E &lt;span style="font-style: italic;"&gt;io &lt;/span&gt;che ci tenevo a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;te&lt;/span&gt;, lo giuro, ma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tu&lt;/span&gt;, no...&lt;span style="font-style: italic;"&gt;tu &lt;/span&gt;e quella tua fottutissima indifferenza, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tu &lt;/span&gt;mi hai rovinato! Mi hai tolto ogni gioia, non c'è stato un attimo in cui con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;te &lt;/span&gt;sia stato almeno un poco bene, mai, MAI! Ti odio, cazzo! Ti odio! Vaffanculo a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;te&lt;/span&gt;, e a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;me &lt;/span&gt;che sono stato così coglione da crederci anche per solo 10 secondi! Perchè &lt;span style="font-style: italic;"&gt;io &lt;/span&gt;mi fido, mi fidavo, lo hai capito? &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Io &lt;/span&gt;mi fidavo, ma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tu&lt;/span&gt; hai dovuto rovinare tutto, cazzo, come sempre. E adesso che dovrei fare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;io&lt;/span&gt;? Eh? Te lo dico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;io &lt;/span&gt;che cosa devo fare, che cosa farò: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Io &lt;/span&gt;mi libererò di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;te&lt;/span&gt;! Addio, vaffanculo puttana!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La uccise, si uccise...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-1786631808529157088?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/1786631808529157088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/12/atto-ultimo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1786631808529157088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1786631808529157088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/12/atto-ultimo.html' title='Atto ultimo'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-8967348663657519188</id><published>2009-12-03T17:10:00.000+01:00</published><updated>2009-12-03T17:11:37.819+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Frammento'/><title type='text'>Vuoto</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-8967348663657519188?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/8967348663657519188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/12/vuoto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/8967348663657519188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/8967348663657519188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/12/vuoto.html' title='Vuoto'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-3667339798523274919</id><published>2009-11-30T22:20:00.006+01:00</published><updated>2009-12-02T00:50:41.552+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Drammatico'/><title type='text'>La vita dentro</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lentamente, nascondendo il volto fino al naso sotto a questa sciarpa rude, ma comunque eccellente schermo contro il freddo pungente di questo dicembre che pare infinito, sfilo dalla giacca interna il porta sigarette. Ci sono estremamente affezionato: custodendolo vicino al cuore ho viaggiato per il mondo, ho stretto mani di persone che mi sono diventate amiche e colpito al volto altre a cui ora sarei disposto a chiedere perdono; sempre insieme a lui sono riuscito ad affrontare questa terribile prigionia che è la vita. Tenendolo in mano posso accarezzarlo e toccare le amorevoli lettere incise sul suo dorso metallizzato, "Per Sempre" dicono.&lt;br /&gt;Lo possiedo da anni ed ancora oggi, dopo tutto quello che abbiamo passato, la chiusura tiene ancora perfettamente. Solo un click secco, ma perfetto, deciso come una sentenza, ed è aperto.&lt;br /&gt;12 sigarette, disposte ordinate come proiettili in un caricatore, sono tenute strette all'interno del coperchio da una striscia elasticizzata che le riga di rosso come una lacrima di sangue. Sangue...&lt;br /&gt;Le scorro con lo sguardo, contemporaneamente tutte e ciascuna, mentre con delicatezza ne sfilo una, quella centrale, quella che mi sembra la più bella forse. Chiudo, click.&lt;br /&gt;Mi rigiro la sigaretta tra le dita, la stringo e la strofino come fosse il dito di una bella donna, e la intrappolo tra le labbra, come baciassi un capezzolo. Sto facendo l'amore e lo faccio per l'ultima volta.&lt;br /&gt;Mi guardo intorno con la sigaretta in bocca. Attraverso il filtro posso già sentire il sapore del tabacco penetrare con il suo forte aroma, impregnando la saliva e dandole un nuovo gusto. Finalmente riesco a deglutire; che sensazione liberatoria!&lt;br /&gt;Il giovane in uniforme mi si avvicina: sembra un po' imbarazzato e impaccia in movimenti che l'addestramento avrebbe dovuto rendere fluidi ed impeccapibili in ogni circostanza. Cerco di non metterlo a disagio. Mi parla in quella maledetta lingua di cui ho sempre detestato ogni singolo fono: mi vuole far accendere. Il mio sguardo fermo incrocia il suo e per un attimo lo fa vacillare. Il fiammifero non si illumina al primo tentativo e questo mette il giovane ufficiale in una maggiore agitazione. Dal modo in cui le mani gli tremano avrebbe spezzato tutti quelli della scatola. Allungo una mano che nel movimento si trascina dietro l'altra, inscindibilmente legata ad essa da un vincolo fatto di manette fredde e serrature inviolabili. Addolcendo lo sguardo, con un cenno del capo così trasparente e puro per cui ogni parola sarebbe stata superflua, mi faccio consegnare il nuovo fiammifero che tiene in mano. Il giovanotto con una ritrovata serenità me lo porge, fa due passi indietro e mi saluta come farebbe con un suo superiore. Io ancora non distolgo lo sguardo dai suoi dolci lineamenti: è giovane, lo è davvero! Prego con forza affinché possa vivere felice e nelle mie religiose suppliche  auguro a quel bel giovane tutto il bene che avrei voluto per la mia gente, e per cui così tanto ho lottato. Lui sembra aver sentito tutto, come avessi parlato a voce alta, e due lacrime scendono ora dai suoi occhi rigandogli il viso, ma non di rosso come l'elastico del mio porta sigarette, le sue sono lacrime sapide, non dal sapore metallico del sangue. Sono le lacrime che la generazione di domani versa per la mia, quella di ieri; l'oggi è il giorno dedicato a questa sublime cerimonia che ne celebra la sacra unione; unione che non sarà più...&lt;br /&gt;Sfrego il cappello azzurro zolfo del fiammifero con il pollice e contemplo per pochi istanti la fiamma che permetterà alla vita di scorrermi dentro per l'ultima volta. Avvicino quel fuoco alla sigaretta proteggendolo con l'altra mano dalle sferzate gelide di questo terribile dicembre, inverno anche della mia vita.&lt;br /&gt;Brucio la punta.&lt;br /&gt;Aspiro.&lt;br /&gt;Trattengo il fiato.&lt;br /&gt;Alzo lo sguardo: 5 fucili puntano le loro bocche verso di me pronti a ruggire dalle loro canne nere di morte. L'ordine viene dato, una mano di colonnello cala con vigore sferzando l'aria, tagliente come una lama.&lt;br /&gt;Quelle bocche urlano. Il giovane uficiale serra gli occhi.&lt;br /&gt;Per l'unica volta nella mia vita non ho espirato...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-3667339798523274919?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/3667339798523274919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/11/la-vita-dentro.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3667339798523274919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3667339798523274919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/11/la-vita-dentro.html' title='La vita dentro'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-7097323014978201562</id><published>2009-11-12T16:31:00.006+01:00</published><updated>2009-11-12T19:04:17.424+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessione'/><title type='text'>Quando l'interesse e l'impegno sociale sono una colpa...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://storage.msn.com/x1pwXtlE9yc32ZuUqMiL39UqGeHa-hXHd5HLxRxNXcIZkfH_93wL4gp91ON5zD-JKSBLCUg92YlUr9srD7HkAbZLbgYGfOSSPFPRpl4xPcZjRMxqdcDohS667iL8RzxTi9wGdb2LMWlq_A"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 279px; height: 223px;" src="http://storage.msn.com/x1pwXtlE9yc32ZuUqMiL39UqGeHa-hXHd5HLxRxNXcIZkfH_93wL4gp91ON5zD-JKSBLCUg92YlUr9srD7HkAbZLbgYGfOSSPFPRpl4xPcZjRMxqdcDohS667iL8RzxTi9wGdb2LMWlq_A" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mettiamo il caso che un giovane, di età compresa tra i 19 e 27 anni, oggi decida che forse la società e l'ambiente in cui vive, per un motivo o per l'altro, non gli va a genio e decida di impegnare il proprio tempo libero, e pure un po' di quello che già dedica ad altro che ritiene importante (magari gli studi, il lavoretto per mantenerli o quello stabile che gli garantisce un fututo, le compagnie e gli amicizie sempre importanti a questa età, la fidanzata del momento o quella con cui forse passerà il resto della vita), per partecipare e collaborare ad iniziative collettive o individuali, per migliorli.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo, il contributo che potrà offrire nell'immediato non sarà sufficiente abbastanza da portare chissà che modifiche profonde, ma intanto nel suo piccolo lui ci prova, che intanto qualcosa fa e questo basta per sentirsi soddisfatto, lui che fino ad ora non ha mai fatto molto.&lt;br /&gt;Questo nostro eroe ora inizia la sua avventura!&lt;br /&gt;"Che posso fare?" è la sua prima domanda. Apparentemente un ostacolo insormontabile, ma che non solo non lo demoralizza, ma lo sprona, perché, guardiamoci intorno, di cose da fare ce ne sono come vedete un sacco, basta fare due passi per il proprio paese, chiccherare un attimo con un amico, che anche lui qualcosa sì come farla e c'ha pure qualche idea non male, un'occhiata di intesa e la collaborazione è stretta, ci troviamo carta e penna, e buttiamo giù due idee, ok? Ok!&lt;br /&gt;Riunione: Cosa non funziona? Beh, questo e quello, lo sai anche tu che così le cose non vanno bene e me piacerebbe così, anche a me, hai scritto? sì; cosa manca? Beh ti ricordi quando siamo andati a vedere quella cosa, non sarebbe male averla anche qui, no? no, anzi, allora scrivo, scrivi, e se pensassimo anche di fare questo? tizio mi ha detto che lì da lui, prima non c'era niente e adesso lo vedi che funziona bene che ci mettono l'anima, già anche noi ci mettiamo tutto, e allora facciamolo.&lt;br /&gt;Insomma come vedete le idee non mancano, anzi, ora i due sono carichi coma mai prima, stanno finalemente partecipando a qualcosa che è un po' più grande di loro, e ciò li entusiasma, forse anche troppo, di sicuro abbastanza da sparare fin troppo in alto, ma sognare non costa nulla ed immaginando si parte già bene.&lt;br /&gt;I due, a questo punto, eroi sanno di sapere dove è giusto intervenire, forse alcuni aspetti fondamenteali un po' gli mancano, magari qualcosa se la perdono per strada (anche volutamente per non rovinare la gioia del momento) e tirano dritto, avanti per la loro strada, come un treno che dopo anni di stazionamento finalmente si lancia nel binario giusto.&lt;br /&gt;Forse la cosa sta acquistando, più o meno, forma, no? sì, e parlarne con gli altri, lo abbiamo visto, ha fatto bene, tanti si sono pure coinvolti attivamente, gli amici ora non sono solo la compagnia con cui impegnare le serate, ma anche nuove forze che si uniscono, come piccole gocce che diventano mare, perché in fondo le cose le vedono un po' tutti allo stesso modo e da sempre; sono cresciuti assieme e insieme continueranno, è questa la realtà del paese.&lt;br /&gt;Poco a poco, quello che partiva così, con la semplicità dell'igenuità, se vogliamo, comincia a giocare un brutto scherzo alla nostra compagnia di eroi, che si convince sempre più (osservando meglio le cose e cogliendo piccoli segnali intorno a loro) che la loro generazione farà la rivoluzione, ci vuole solo ancora un po' di tempo e forse la cuasa per cui si combatte potrebbe non rimanere un'utopica speranza, ma diventare qualcosa di più.&lt;br /&gt;La percezione della loro inaspettata presenza nel bucolico paese, che inizialmente aveva suscitato interesse curiosità tra la loro gente, presenza a volte vista con sincera ammirazione, altre volte per forza non ben accetta, ora sembra essersi un pochino modificata, alterando un po' la sua forma e passando prima dal disinteresse (che magari abbassano i toni, o si stancano e insomma la smettono) al bisogna intervenire e "fare qualcosa".&lt;br /&gt;La partecipazione, scoprono i nostro novelli, forse inevitabilmente finisce per pestare qualche piede e comunque, meglio prevenire e non darne l'occasione, ché farsi beccare con le brache calate non piace a nessuno, soprattutto se poi bisogn dire si sta più comodi senza. Prova te a far capire loro che no, non sono interessato a soffiarti il posto, a screditare te e la tua politica; che no, non voglio nemmno fare quello che faccio per ottenere un riconoscimento che vada oltre l'apprezzamento per l'impegno che ci metto e cazzo, stai sicuro che ce ne metto un sacco, cazzo; che puoi pure stare tranquillo che non ti remo contro come pensi, ma tanto è inutile. E non pensate invece voi altri che quello per cui combatto debba in qualche modo favorirvi mettendovi belli belli sotto un riflettore; non voglio seguirvi, non l'ho mai fatto, chi o cosa vi ha indotto a pensarlo? vuol dire che non mi avete capito dall'inizio, o che non ci avete nemmeno voluto provare!&lt;br /&gt;Ecco, gli eroi sono costretti a subire quel processo che prima o poi tocca a tutti quelli che in qualche modo lasciano intendere di non voler essere addestrati, che non c'è un bastone che faccio meno male di un altro, e che nemmno dipende dalla mano del proprietario che lo impugna; e così la causa ha inizio come pure la messa a morte.&lt;br /&gt;In fondo la colpa è stata di quel giovane, ma che ci può fare se ogni tanto anche a lui piace sognare, e quanto bello è pensare di poter svegliarsi e sapere che non solo è reale, ma che se lo è lo è anche per merito proprio! Forse è stato il suo egoismo, la sua integrità che non gli ha permesso di sporcarsi almeno un po' le mani con il marcio che c'è e che tutti si aspettano uno condivida con loro, a rovinare tutto, ma che volete, a lui piace essere libero, non migliore, ma libero di adattarsi all'ambiente che preferisce o di modellarlo per stare almeno un po' più comodo. Purtroppo però oggi è tutto etichettato o etichettabile, e di conseguenza strumentalizzabile, anche la libera espressione, e se questa malauguratamente non coincide con la loro, la colpa è solo chi la professa, perchè forse non ha capito come vanno le cose, e se lo ha capito e ha combattutto per cambiarle, è sicuro che lo ha fatto per i suoi interessi e non per i nostri o per i loro.&lt;br /&gt;L'unica cosa che resta è il sogno, almeno in quello non solo si può partecipare, ma si è chiamati a farlo!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-7097323014978201562?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/7097323014978201562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/11/quando-linteresse-e-limpegno-sociale.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7097323014978201562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7097323014978201562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/11/quando-linteresse-e-limpegno-sociale.html' title='Quando l&apos;interesse e l&apos;impegno sociale sono una colpa...'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-6597216450318786669</id><published>2009-11-08T17:13:00.008+01:00</published><updated>2010-02-13T22:16:24.090+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comico'/><title type='text'>Io, Il Giongo, Lapis, una minestra ed un gatto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò che mi accadde quel giorno ha qualcosa di incredibile e devo dire che ancora adesso mi tremano le sopracciglia, ma cominciamo dall'inizio...&lt;br /&gt;Quella maledetta minestra pronta in 5 minuti, con i suoi pezzetti di verdura ancora bollenti, mi ustionò completamente lingua e palato: sarà stata una cosa da quarto o quinto grado minimo! Urlante Il Giongo e Lapis mi spallozzarono fino alla macchina, solo dopo però avermi infilato in bocca un pezzo della gamba della sedia, staccato con un calcio di taglio assassino, incastrandomelo con mano chirurgica (Giongo è becchino!) in modo da impedirmi di chiudere la mandibola, e garantendomi così una completa aereazione dell'intero apparato masticatorio.&lt;br /&gt;Ricordo ancora perfettamente la corsa in ospedale. Lapis, dopo aver avviato con una testata al cofano della macchina, la sua Ape 5 posti (aveva saldato un portapacchi in amianto sul tettuccio per efficentare il trasporto delle zucchine), ingranò la retro e partì in quarta (?) verso il "San Gabriele Apostolo Caduto Nella Guerra Infernale Evidentemente Persa", mentre Il Giongo, una volta estrattili dal portaoggetti, mi ingozzava, infilandomeli con la mano intera nelle aperture laterali tra la ex gamba della sedia, ora crick infernale, e le mie labbra sempre più sottili, con quei cubetti di ghiaccio (garantivano la freschezza delle zucchine) che si scioglievano al minimo contatto con la mia lingua ardente, evaporando all'istante. Non riuscivo nemmeno ad urlare poiché la bocca mi si riempiva immadiatamente di acqua, e intanto i vetri della macchina si appannavano sempre di più per la condensa, tant'é che Lapis fu costretto a ricorrere ad una seconda testata per sfondare il parabrezza che, ormai completamente appannato, impediva di vedere qualcunque cosa.&lt;br /&gt;La corsa fu sfrenata: ad ogni curva, per la velocità sostenuta, Lapis finiva per occupare la corsia opposta, sicché alla fine decise di correre sulla corsia che lui definiva "di emergenza", ma che altro non era che il marciapiede. Per evitare continue tragedie familiari investendo mamme, papà, nonni, bambini o animali da passeggio, Il Giongo dovette ricorrere al suo poderoso fischio, decisamente fastidioso e potente, che dai e dai, a forza di produrlo, lo meccanicizzò e ritmicò inconsapevolmente, facendolo corrispondere ad ogni manciata di ghiaccio che mi spingeva in bocca. Tale richiamo Tarzanesco stordiva per pochi istanti i passanti paralizzandoli per quei pochi istanti che permettevano a Lapis di schivarli con manovre a zig-zag e, dalle successive interviste televisive fatte ai malcapitati è emerso che non solo cadevano in una sorta di coma apparente, ma dimenticavano addirittura quello che stavano facendo collezionando piccoli vuoti di memoria ad intervalli regolari (come pure era il fischio)!&lt;br /&gt;Problematica si rivelò la necessità di trovare parcheggio una volta giunti a destinazione. Fu così che quei due improvvisati paramedici decisero di parcheggiare direttamente in sala operatoria, sfruttando un marciapiede scosceso come rampa di lancio, per proiettarsi direttamente al primo piano, sfondando le vetrate e risvegliando dal coma 2 terzi dei pazienti in sala, facendo gridare al miracolo i medici che da anni li tenevano in cura (purtroppo per l'altro terzo si ottenne invece l'effetto contrario...).&lt;br /&gt;Ancora urlante, e con entrambe le mani spezzate (Il Giongo dovette intervenire quando cercai di sfilarmi di bocca il crick infernale), fui deposto sul lettino e scortato d'urgenza nel reparto grandi ustionati dell'ospedale. Sfortunamente nonostante tutta la fatica fatta, a Lapis e a Il Giongo non fu permesso di assistere durante l'operazione, ma in compenso molte famiglie chiesero la loro collaborazione per convincere alcuni capi-reparto restii ad assicurare le cure a certi pazienti. Inutile dire che il loro aiuto si rivelò efficacissimo e ancora oggi ricevono a casa omaggi floreali, scatole di cioccalatini e biglietti per entrate gratuite ad importanti eventi mondini, dai familiari dei pazienti o dagli ex-pazienti stessi.&lt;br /&gt;19 ore dopo finalmente fui dimesso. Venni accolto con entusiasmo, pacche sulle spalle, colorosi abbracci, baci e manette.&lt;br /&gt;Fui arrestato per i danni creati alle infrastrutture stradali e persi qualche causa a fovore di alcuni passanti che, privati di quei pochi secondi di memoria durante il mio trasporto in ospedale, subirono un qualche danno morale (D.L. che dimenticò l'appuntamente tanto sofferto con quella che lui definisce "la più bella donna al mondo" e che ora non lo vuole più vedere: 4.500 €) o materiale (M.P. in particolare dimenticò, a causa del fischio, di ritirare una schedina vincente da 23.865 euro, che inutile dire, quando ricordò di aver avuto in tasca era già stata lavatricizzata e resa illeggibile).&lt;br /&gt;Quanto e me devo dire che i medici hanno fatto un ottimo lavoro: solo la mia sensibilità percettiva è rimasta un po' alterata ed ora ho qualche difficoltà nel distinguere il gusto umami, ogni volta che mastico, la mandimola emette un rumoroso clack, forse a causa del gamba di sedia e forse non suonerò più il piano, ma i medici assicurano che in un paio d'anni le cose dovrebbero sistemarsi completamente.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma tutto a posto...e invece no, manca ancora il gatto! Sì, esatto, manca quell'animale infernale da 13 chili, senza contare i baffi. Mentre tornavamo al quartier generale, dopo aver spinto faticosamente a mano giù dalla finestra del primo piano l'Ape, dato che per quanto insistente Lapis non riuscì a convincere il direttore a farci usare l'ascensore, ridavamo dell'accaduto, anzi, loro direvano, perchè io non riuscivo nemmeno ad articolare la lingua.&lt;br /&gt;Parcheggiammo e ridavamo, salivamo le scale e ridavamo, aprivamo la porta e stavamo in silenzio (non so perché), la chiudavamo e ridavamo. Ridavamo così spensierati che non ci rendavamo conto che qualcosa di terribile stava per accadere. Entrammo in cucina e ce ne rendemmo conto.&lt;br /&gt;Era lì, ci osservava con i suoi occhi diabolici e con i suoi baffi criminali, mentre noi, immobili, ancora non riuscivamo a concepire come una cosa del genere potesse essere possibile: il gatto stava scaldando con una fiamma ossidrica di origine gattesca (come portachiavi aveva un piccolo gomitolo di lana. N.d.r.) la mia minestra ancora intatta dal pranzo, e noi avevamo appena rovinato il suo piano.&lt;br /&gt;Smise di puntare la fiamma contro la minestra, e la sfruttò per accendersi una sigaretta, sfilata con cura dal pacchetto di Lucky Strike che era sul tavolo. Fece un tiro, ed espirò facendo uscire lentamente il fumo attraverso le zanne, tenendo chiusi gli occhietti come se si godesse l'aroma del tabacco, poi si rigirò la sigaretta tra le dita e la spense sul tavolo.&lt;br /&gt;Noi lo osservavamo e intanto nelle nostre menti le domande si accestallavano una sull'altra, ma tra tutte solo una venne contemporaneamente espressa a voce alta da tutti e tre: "Dove hai trovato quel portachiavi" (anche se io in realtà avevo mugugnato qualcosa del tipo: 'Ove hai trofato huel portahiavi?).&lt;br /&gt;Il gatto ci osservò con disprezzo e rigirò il mozzicone spento spremendolo sul tavolo come un'arancia, se lo gettò dietro con fare di sfida, poi si girò e si accinse a saltare sul balcone della finestra. Contemporaneamente Lapis fece per fare uno scatto verso il felino per ucciderlo con una testata (eh lo so, ma Lapis è uno che le cose le fa ragionate), ma il gatto voltò il volto  (scusate la ridondanza) e lanciò uno sguardo che lasciò Lapis interdetto, fece una risata e spiccò un agile balzo. Stava per atterrare silensiosamente quando io mi voltai verso Il Giongo e, con un cenno di intesa, quasi un lampo, gli comunicai telepaticamente che forse un nuovo taglio di capelli non avrebbe guastato e che era il momento di usare il suo super potere. Il Giongo colse, come sempre, e arricciando le labbra per inumidirle con la lingua, e divaricando le narici per tirare il fiato, rimpì i polmoni, che per la quantità d'aria inspirata diventarono 4, e la scaricò in un fischio tale che la città si ammutolì per 2 minuti e 17 secondi (fu allora che "Il Millennium Bug" smise di essere considerata una stupida psicosi). Il fischio raggiunse alla velocità della luce le sensibili orecchie del gatto, penetrò nel corpo dell'animale e in un istante lo disintegrò facendolo esplodere con un simpatico "Puf"!&lt;br /&gt;Tutto era finito. Ci guardammo e scoppiammo in una fragorosa risata.&lt;br /&gt;- Che cavolo ti è successo? Perchè cavolo sei ridotto così? - Fece Lapis piegato dalle risate. Io che non ricordavo nemmeno l'ustione alla lingua rimpiansi immediatamente di aver esclamato - Hè ne fò!&lt;br /&gt;Il Giongo, intanto, si era avvicinato alla tavola e aveva preso posto di fronte al piatto. - Ragazzi, qui è pronto il pranzo! - Impugnò saldamente il cucchiaio storzandolo come sempre faceva senza riuscire a controllare la sua forza ditale, lo immerse nel liquido che ancora ribolliva, lo riempì completamente, lentamente se lo appoggiò alle labbra, lo osservò dubbioso come se qualcosa da lontano gli dicesse che quello che stava per fare era sbagliato, ma era un qualcosa di troppo lontano; e fu allora, guardando dei peli neri che ancora fluttuavano in aria per adagiarsi al pavimento formando una macchia nera, che ricordai tutto, come un lampo: l'ustione, la corsa in Ape, l'operazione, il gatto, il gatto con la fiamma ossidrica, il gatto che fumava, il gatto che esplodeva; ricordai ogni minimo dettaglio, ma ormai era troppo tardi: Il Giongo aveva ingoiato. Il Gongio era spacciato!&lt;br /&gt;Io caddi in ginocchio...&lt;br /&gt;Il Giongo chiuse gli occhi. Pensai alla sua trachea sciolta che gocciolava lentamente nello stomaco mentre come un acido la minestra lo corrodeva dall'interno, fino a sbucare a mo' di fontanella dalla pancia e bagnare il pavimento, solo per continuare ancora a scavare fino al piano di sotto.&lt;br /&gt;Accadde invece qualcosa di inaspettato: Il Giongo si alzò, sbarrò gli occhi, li puntò su di me e disse - Questa minestra è...eccezionale! - Ma è ovvio, - gli fece subito eco Lapis - è fatta con le mie zucchine!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-6597216450318786669?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/6597216450318786669/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/11/io-il-giongo-lapis-una-minestra-ed-un.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/6597216450318786669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/6597216450318786669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/11/io-il-giongo-lapis-una-minestra-ed-un.html' title='Io, Il Giongo, Lapis, una minestra ed un gatto'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-2802751520133188355</id><published>2009-11-05T19:08:00.001+01:00</published><updated>2009-11-05T19:26:18.403+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Short'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessione'/><title type='text'>L'unica scelta</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Immaginate ora un uomo vittima del Pensiero; di un quell’unico irresistibile pensiero che giorno dopo giorno si fa sempre più insistente; pensiero che muta in ossessione e che si sostituisce ad ogni altro; pensiero che si fa carnefice e che concede alla sua vittima la sola consolazione di non essere più lasciata sola; pensiero che come un cancro si impadronisce della mente del pensatore, ed insieme ad essa del suo corpo e della sua vita…&lt;br /&gt;Ma se ora, quell’uomo, compisse l’unica scelta possibile: deporre le armi ed inginocchiarsi davanti al suo terribile avversario, decidendo di rimettersi al suo volere; se questo uomo si immolasse come l’agnello sacrificale conscio della sua scelta; se fosse lui ad imboccare quella strada verso la perdizione; non manterrebbe forse quel piccolo dominio su se stesso, ed insieme ad esso la possibilità di salvarsi?&lt;br /&gt;Immaginate…”&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-2802751520133188355?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/2802751520133188355/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/11/lunica-scelta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/2802751520133188355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/2802751520133188355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/11/lunica-scelta.html' title='L&apos;unica scelta'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-1486026438696178411</id><published>2009-10-23T11:41:00.002+02:00</published><updated>2009-10-23T12:00:21.169+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessione'/><title type='text'>Scrittura non creativa</title><content type='html'>Oggi... sempre... mai... quando... voglia... attengo... persone... parlano... fumano... vivono... scopano... briciole... vento... polvere... partire... lasciare... spesso... fino... magro... anoressia... malattia... cancro... polmoni... sigaretta... cartine... fumo... rollare... canna... droga... legalizzazione... leggi... parlamento... sovranità... democrazia... regime... regno... sudditi... rabbia... rivoluzione... guerra... dolore... ingiustizia... princìpi... idee... pace... meditazione... riflessione... pensiero... poesia... armonia... perfezione... ottimo... valutazione... esame... studio... conoscenza... sforzo... riposo... letto... calore... sogno... incubo... paura... angoscia... disturbante... rumore... lavoro... stress... fatica... soddisfazione... serenità... gioco... regole... impegno... squadra... amici... sostegno... scoglio... mare... onde... infinito... spazio... costellazioni... stelle... vip... banalità... fastidio... televisione... accesa... spenta... nero... umore... animo... spirito... alcool... fuoco... passione... amore... sesso...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-1486026438696178411?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/1486026438696178411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/10/scrittura-non-creativa.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1486026438696178411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1486026438696178411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/10/scrittura-non-creativa.html' title='Scrittura non creativa'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-5713825435755263085</id><published>2009-10-17T16:50:00.002+02:00</published><updated>2009-10-17T16:51:42.935+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Short'/><title type='text'>Aforisma 1</title><content type='html'>Se tutti la pensassero come me, avrei molto da ridire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-5713825435755263085?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/5713825435755263085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/10/aforisma-1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/5713825435755263085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/5713825435755263085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/10/aforisma-1.html' title='Aforisma 1'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-1968699901342093520</id><published>2009-10-17T16:27:00.003+02:00</published><updated>2009-10-17T16:47:04.843+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessione'/><title type='text'>Due chiacchere</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciao, come va?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A cosa ti riferisci?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Niente in particolare, era solo un modo per buttare lì una cosa, per fare due chiacchere...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Adesso sei contento?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dico, adesso che possiamo dire di aver fatto due chiacchere, ti senti contento? Sei soddisfatto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;S-sì, credo...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quindi tutta questa conversazione è stata inutile?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Perchè devi fare così?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Così come?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Così!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ah, intendi dire perchè devo dimastrare quanto sia patetico il silenzio tra due persone e di quanto lo sia altrettanto ogni futile tentativo di venire fuori dall'imbarazzo di quel silenzio? Intendevi chiedermi che senso aveva rispondere "così", al tuo sensato tentativo di dimostrare che è impossibile per due persone sentirsi sole quando si sta a 2 metri di distanza?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cercavi forse, con parole così vaghe, di intavolare un qualsiasi discorso superficiale che ci avrebbe inevitabilemente condotto a riflettere su questioni più profonde del "quanto sopportiamo le nostre vite in questo momento", mettendo a nudo i nostri pensieri più intimi e riflettere sulle nostre esistenze?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;B-beh...io...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Perchè se era questo che intendevi...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;?&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;...non mi va tanto bene...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-1968699901342093520?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/1968699901342093520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/10/due-chiacchere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1968699901342093520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1968699901342093520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/10/due-chiacchere.html' title='Due chiacchere'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-1695477414330509083</id><published>2009-10-15T17:42:00.003+02:00</published><updated>2009-10-15T18:19:00.350+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amore'/><title type='text'>Memoria</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi manca il cielo, chi lo avrebbe mai detto.&lt;br /&gt;Mi manca la palla infuocata che sprigionava tutto intorno a sè il suo animo luminoso in grado di scaldarmi la pelle e il cuore.&lt;br /&gt;Mi manca la nuvola che quando alzo lo sguardo per quel singolo istante, nasconde il sole dietro lo schermo dei suoi sbuffetti dolci per il tempo necessario a distogliere lo sguardo per non rimanere abbagliato.&lt;br /&gt;La nostalgia che ho della pioggia e del vento umido mi paralizza al solo pensiero: è un'estasi inginocchiarsi in mezzo al nulla, spalancare la bocca e placare la mia sete, goccia  dopo goccia,  con quell'acqua che cade, un po' dolce e poi più forte fino a pungermi la pelle come milioni di agni freddi, mentre il vento mi culla e mi scompiglia i capelli affettuosamente.&lt;br /&gt;Non trattengo le lacrime se riporto alla memoria il morbidìo dei fili d'erba su cui amo giacere e che giocano ad entrare in ogni minima fessura, solleticandomi e prudendomi, ma senza procurarmi il minimo disturbo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Muoio se penso a lei...&lt;br /&gt;l'infinito dei suoi occhi è il mio cielo, il tepore del suo corpo il mio sole&lt;br /&gt;I suoi capelli le dolci nuvole che nell'abbraccio nascondono i miei occhi sopra le sue spalle&lt;br /&gt;La sua saliva è la mia acqua e le sue mani il vento benefico che mi accarezzano come un'amante&lt;br /&gt;I suoi baci ogni filo d'erba del giardino fatato in cui non sono più solo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto posso perdere perchè tutto la memoria mi riporta alla mente, ma lei mi è indispensabile e se la perdessi diverrebbe la memoria la mia peggior nemica, aguzzina e torturatrice...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-1695477414330509083?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/1695477414330509083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/10/memoria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1695477414330509083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1695477414330509083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/10/memoria.html' title='Memoria'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-2440984167851234567</id><published>2009-10-13T23:12:00.003+02:00</published><updated>2009-10-13T23:13:09.494+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Short'/><title type='text'>Nella coppia</title><content type='html'>Curiosa spontaneità nella sicurezza,&lt;br /&gt;intima complicità nel Gioco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-2440984167851234567?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/2440984167851234567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/10/nella-coppia.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/2440984167851234567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/2440984167851234567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/10/nella-coppia.html' title='Nella coppia'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-98240617993715341</id><published>2009-10-12T18:25:00.000+02:00</published><updated>2009-10-12T18:27:08.207+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessione'/><title type='text'>Un sogno...</title><content type='html'>Stanotte ho fatto un sogno triste. Mi capita spesso ultimamente. Sarà per il troppo caffè, ma non riesco a rinunciare a quell’aroma amaro e deciso che mi ricorda, ad ogni breve sorso caldo, quello che non sono.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La giornata era bellissima, una di quelle giornate autunnali che non si sono dimenticate dell’estate appena trascorsa e che, con il loro cielo terso sgombro di qualunque nuvola, ancora riscaldano abbastanza da permettere ad un intero bucato di asciugarsi al sole, risparmiando una notevole fatica ad ogni brava madre o single che abbia l’iniziativa di stendere i panni la domenica.&lt;br /&gt;Santino, un nome come un altro per ogni buon cristiano, ma dal primo giorno di scuola elementare profondamente odiato dal suo proprietario, trascorreva questa bella giornata seduto al computer, concentrato nel destreggiarsi abilmente al videogioco del momento. Vinceva, si divertiva, ma sentiva freddo.&lt;br /&gt;Suo fratello, minore per età, ma molto più maturo e intraprendente di carattere, suonava la chitarra in camera senza troppo preoccuparsi  delle note mancate e dondolando su e giù, a destra e a sinistra, la testa, seguendo il ritmo del suo spartito mentale.&lt;br /&gt;E così la mattina passava velocemente per entrambi. Forse un po’ meno per la madre che, poveretta, la trascorreva tra detersivi e stracci, pulendo a fondo casa, non avendo il tempo per farlo durante il resto della settimana. Anche nel giorno in cui il Signore si prese una piccola pausa, lei lavora. Lavora duramente lei, sempre. Lavora per se stessa, per i figli e per tutta la famiglia. Fa tutto e non esagero nel dire che con tutti i suoi sforzi, lei sola regge sulle spalle l’intera famiglia, magari non economicamente, a quello ci pensa il marito, ma tutto il resto su cui questa piccola grande società si basa.&lt;br /&gt;Il sogno ora sembra un attimo offuscarsi e sbiadire come un dipinto a tempere sul quale viene lentamente versata a poco a poco l’acqua di un bicchiere. Il soggetto rimane sempre lo stesso, ma la sensazione di pace che trasmetteva prima si affievolisce: le pennellate un poco si mischiano tra loro, i contorni, non più tanto netti, perdono la loro linearità e contemporaneamente la loro capacità di distinguere le forme, i colori sono ora un po’ più freddi e anche la luminosità lascia posto ad un più malinconico effetto di intorpidimento.&lt;br /&gt;Ora la famiglia non sembra più così felice. Il freddo si fa sempre più strada e attacca Santino alle mani e ai piedi costringendolo ad abbandonare più volte il suo gioco per strofinarseli e scaldarseli solo per soffrirne ancora di più una volta terminato il breve trattamento. Anche Marco sente freddo alle dita e questo lo impaccia nell’esecuzione: le corde non sono più pizzicate bene come prima e l’effetto non è più così piacevole a sentirsi e, nonostante la testa perseveri nei suoi movimenti ondulatori, i lineamenti del volto che prima esprimevano armonia, ora vengono deturpati dalle strizzate d’occhi e dagli arricciamenti delle labbra ad ogni errore commesso. La madre invece è fuori in cortile a raccattare stancamente i panni stesi, che rischiano, per la troppa umidità e l’improvvisa sparizione del sole dietro a qualche nuova nuvola, di dover subire un nuovo lavaggio.&lt;br /&gt;Ora siamo nella cucina, all’ora di pranzo. Il pasto è servito e, come al solito, inizierà in assenza del padrone di casa, che pranzerà un po’ più tardi dopo essere rientrato dal lavoro. In casa c’è di nuovo pace. Si mangia e si scherza con facilità quando si è solo noi tre. L’aria di complicità purifica la stanza e sostituisce la malinconia che ti assale se provi a guardare il cielo troppo bianco.&lt;br /&gt;Il rumore del motore, ormai immediatamente riconoscibile, precede il suo arrivo, ma questa strana nuova sensazione si fa più pesante una volta che dalla finestra si vede arrivare la macchina che entra direttamente dal cancello, precedentemente aperto, e imboccare il vialetto di casa.&lt;br /&gt;Si aspetta ancora un poco, senza sollevare le posate dal piatto e una volta che lui entra si sentono mormorare dei tenui “buongiorno”, tranne la mamma che tiene un tono leggermente più alto, e che sembra quasi troppo forte in mezzo a quel silenzio imbarazzante.&lt;br /&gt;E poi succede, lui si mette a tavola e non è più come prima. Ora si ascolta per davvero la tv, ci si finge interessati o ci si interessa sul serio. Le pietanze preparate non sono più buone come prima, ora servono solo a riempire lo stomaco. Le posate improvvisamente hanno smesso di far rumore, non si appoggiano nemmeno più, sfiorano il tavolo e infilzano delicatamente il cibo. Nemmeno i bicchieri si riempiono più fino all’orlo, ci si limita a versare quel tanto di acqua, anche solo un goccio, che ti serve per toglierti la sete, nonostante il palato rimanga asciutto.&lt;br /&gt;E finiscono così il pranzo, la cena, tutti i pasti di tutti i giorni. Ci si alza da tavola e si va a lavarsi i denti, senza preoccuparsi se c’è chi ancora deve finire. Una volta alzati dalla sedia si è finalmente liberi e basta solo aspettare che anche lui finisca, perché una volta finito, si alzerà e si andrà a chiudere nel salotto o in camera per i fatti suoi, e allora si potrà ricreare nuovamente l’atmosfera andata perduta per quei 20 minuti, e che durerà tra noi tre nonostante le immancabili sue incursioni in cui ci intima di abbassare il tono della voce, o di ridere più piano, perché non riesce a seguire la tv e se ne andrà sbattendo tutte le porte che lo separano da noi…ma in fondo questo ci allieta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ così che il sogno finisce.&lt;br /&gt;Decido che posso finalmente alzarmi dal letto su cui ho passato disteso tutto il pomeriggio cercando di distrarmi e pensando ad altro per non sentire loro che parlavano a voce troppo alta, perché la cosa potesse sembrare solamente quotidiana. Devo essermi addormentato…&lt;br /&gt;Vado in cucina e trovo la mamma che piange, “se ne è andato!”, mi dice, “ora siamo solo noi tre…!”.&lt;br /&gt;Io mi volto, un sorriso si allarga sulla mie labbra.&lt;br /&gt;“Spero che questo non sia un sogno”, ripeto tra me.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-98240617993715341?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/98240617993715341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/10/un-sogno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/98240617993715341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/98240617993715341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/10/un-sogno.html' title='Un sogno...'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-5465968182716284021</id><published>2009-10-12T18:18:00.002+02:00</published><updated>2009-10-12T18:24:17.163+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessione'/><title type='text'>Confessioni di una mente ingannata</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che gioia…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lo dico davvero e lo ripeto: Che Gioia!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;E invece no…&lt;br /&gt;Ormai non riesco più a capire nulla. Qualunque stimolo mi è completamente indifferente e niente, proprio niente è più in grado di tirarmi fuori da questo pozzo nero nel quale spanna dopo spanna mi sono calato…&lt;br /&gt;Sto male, sto bene; non riesco più a capirlo. La mia mente è vittima di una confusione che neanche la stanza di un adolescente disordinato: è piena di oggetti, di ricordi, di sogni, di aspirazioni, di dolori…&lt;span style="font-style: italic;"&gt;soprattutto di dolori&lt;/span&gt;…ma non è più possibile riordinarla, ormai tutto è fissato, bloccato nel suo spazio e ricoperto dal proprio strato di polvere; e io non me la sento di spostare nulla, anche solo di spolverare, perché so che mettere le mani in certi posti può rivelarsi molo doloroso.&lt;br /&gt;Non riesco a spiegarmi, non so nemmeno cosa voglio dire. Quello che so però è che non posso fare altro che continuare, continuare a farmi del male.&lt;br /&gt;Devo essere scemo, non ci sono altre spiegazioni! Devo essere uno scemo per non riuscire a comprendere anche io quello che così istintivamente hanno capito tutti gli altri per essere così diversi da me…&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Perché&lt;/span&gt; non posso essere anche io come loro? &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Perché&lt;/span&gt; per una volta non posso stare come stanno gli altri e smettere di essere me stesso?&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Perché?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Odio il modo in cui questa terribile domanda “Perché?” possa essere posta all’infinito!&lt;br /&gt;So benissimo che tutti hanno i loro problemi, i loro momenti bui, eppure sono convinto che nessuno li viva come li vivo io, e allora perché io non posso soffrire come loro?&lt;br /&gt;Devo essere di certo impazzito! Questo continuo e terribile sentimento di frustrazione deve aver condotto la mia mente in un luogo malsano, in una zona paludosa, ed ora non sono più in grado di ritrovare la strada che mi ci ha condotto, perché da persona stupida quale sono non ho prestato attenzione nell’individuare o nel lasciare lungo il triste cammino dei punti di riferimento (chessò, magari seminando briciole  di pane, oppure incidendo la corteccia di qualche albero). Sempre più oggi invece mi sto convincendo di non aver intenzionalmente prestato attenzione, perché inconsciamente io volevo perdermi, raggiungendo ad occhi serrati un luogo dal quale difficilmente sarei riuscito ad uscire…e devo dire di esserci riuscito: missione compiuta?&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right; font-style: italic;"&gt;Ma chi voglio prendere in giro? La risposta la conosco: Me stesso!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;E’ tutta la vita che lo faccio, da sempre l’unico obiettivo che la mia mente, aiutata dall’immaginazione, si è proposta, è stato quello di mentire, di mentire a l’unico essere al mondo che conosceva la verità: Io. E’ un concetto estremamente difficile da spiegare ma cercherò di farlo, e forse questo mi aiuterà a migliorare la mia situazione, o a peggiorarla ulteriormente, a seconda di chi io sia in questo momento…&lt;br /&gt;Io non esisto più, di questo sono convinto (lo so!); forse un tempo sì, magari fino ai 10 anni, ovvero di quel periodo di cui ormai, lo giuro, non ricordo quasi nulla: a voi sembrerà incredibile, ma io se provo a pensarci, anche intensamente, non ho praticamente nessun ricordo del mio io fisico ed emotivo, a parte qualche flash! Lo so, vi sembrerà assurdo, ma ogni volta che penso a me da piccolo mi vengono in mente solamente le parole con cui i miei familiari mi descrivono o le solite 3 o 4 foto che vedo costantemente girovagando per le stanze di casa mia; per il resto sono solo istanti, piccoli estratti emotivi, sensazioni legate a qualche cosa che mi è capitato di cui mi sono oscure le dinamiche. Mi rendo conto che questa possa ricordarvi la trama di un banale film, e di certo il cinema ha influenzato non poco la mia vita, forse più di quanto io (?) non sia disposto ad ammettere, ma quello che provo ora è come fosse in risultato di un tentativo di intrusione da parte di una qualche forza, che ha rimaneggiato con i miei ricordi e che ha fatto casino; solo che mentre il cinema ci ha abituato, con le sue trame fantascientifiche, all’idea che queste intrusioni fossero opera di altri, magari camici bianchi senza scrupoli, demoni infernali o chissà che altro, nel mio caso, sono convinto di conoscere l’identità di questo maledetto invasore: un tale che risponde al nome di Mattia Gazziero.&lt;br /&gt;Sono stato io che con la mia immaginazione sono arrivato a scavare così a fondo dentro di me per capirmi e comprendermi, da realizzare di non piacermi, e che poi, come un restauratore senza scrupoli, o uno speleologo che dopo aver fatto la scoperta del secolo la vuole tenere solo per se privandola a tutti gli altri, quando è arrivato il momento di tornare in superficie ha preferito modificare la conformazione naturale delle mie celluline cerebrali a suo piacimento e diletto.&lt;br /&gt;Sono sicuro che deve essere stato un lavoro piuttosto duro (anzi, sono convinto di non aver mai lavorato tanto in vita mia), in quanto in questa opera di ristrutturazione ho compreso come non fosse sufficiente semplicemente modificare le cose, ma fosse altresì allo stesso tempo necessario fare in modo che il processo non si esaurisse lì, ma continuasse indipendentemente per il resto della mia esistenza…&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;…e così è stato!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ha funzionato: io che non volevo più vestire i miei panni ho trovato il modo di ingannarmi, di prendermi gioco di me stesso consapevolmente (come se fosse possibile) e di costruirmi da zero un nuovo modo di pensare (perché cosa siamo noi se non pure pensiero e la considerazione che abbiamo del nostro io interiore?). Il risultato è che ora in qualunque ambiente io mi trovi, qualunque scelta io mi trovi ad affrontare, qualunque situazione mi si pari davanti, il mio modo di agire è finto, falso ed è, per concludere, sempre il risultato di una decisione finto-istintiva, subordinata a quella che mi piace identificare come una magnifica cattedrale di bugie autoimposte, sorretta da solidissime fondamenta che poggiano su quello che forse un tempo ero Io e che ora è “nulla”…ecco come mi immagino: come cattedrale, una gigantesca cattedrale, realizzata dal miglior architetto del mondo, la mia immaginazione, che soddisfa tutte le possibilità (materiali di costruzione, stili architettonici, decorazioni, stucchi, ecc), ma che galleggia, come sospesa, in uno spazio infinitamente vuoto, orbitando intorno ai numerosi villaggi-persone che le capita di incontrare sul proprio cammino, magari decidendo ogni tanto se diventare o meno la cattedrale di qualcuno di quei regni, ma senza offrire nulla di più che la sua presenza aleatoria ed inutile…&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;…questo io sono, e nulla più.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Penso che questo viaggio alla ricerca di me stesso in qualche modo possa avermi aiutato: capire di essere così è un primo passo verso…verso cosa? L’ennesima bugia o finalmente la verità? Questo non lo so, ma ho capito che nel profondo la mia più grande paura ormai è solo questa domanda:&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-style: italic;"&gt;Come posso riconoscermi?...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;…alla quale subito ne è legata una seconda:&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E se tutto questo viaggio interiore in realtà non fosse solo che un altro tentativo di inventarmi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-5465968182716284021?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/5465968182716284021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/10/confessioni-di-una-mente-ingannata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/5465968182716284021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/5465968182716284021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/10/confessioni-di-una-mente-ingannata.html' title='Confessioni di una mente ingannata'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-9024416162752540144</id><published>2009-09-17T13:31:00.002+02:00</published><updated>2009-09-17T13:53:34.486+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuova Rubrica Cinematografica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><title type='text'>Pulp Fiction</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi non conosce il celeberrimo capolavoro tarintiniano?&lt;br /&gt;Di certo una della pietre miliari della storia del cinema, eppure anche lui vittima, purtroppo, dell'ignoranza cinematografica. Eh sì, anche una pellicola di cotale importanza è stata snobbata alla consegna degli oscar, anche se, nel suo sfortunato caso, non lo è stata del tutto in effetti, dato che un oscar se l'è pure portato a casa e ad altri è stato pure nominata... MA NON E' ABBASTANZA!&lt;br /&gt;E allora eccomi, paladino indomito che spada in pugno, giungo a portare giustizia dove la giustizia non c'è, cancellando quest'onta e consegnando una volta per tutte l'opera tarantiniana all'Olimpo del cinema.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Pulp Fiction (1994)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oscar per il miglior nome americano che non signafica un cazzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oscar per la più dolorosa fucilata al cattivo di The Mask&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oscar per il portafolgio originale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oscar per la barzelletta più divertente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oscar per la storia più commuovente vissuta da un orologio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un piccolo regalino...&lt;br /&gt;Ecco la strabiliante performance di Mia (Uma Thurman) durante la scena che ha valso l'oscar al film. Da notare la reazione estemamente travolgente di Vincent Vega (John Travolta), memorabile!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Q_96ajXhqAo&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x3a3a3a&amp;amp;color2=0x999999"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Q_96ajXhqAo&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x3a3a3a&amp;amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-9024416162752540144?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/9024416162752540144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/09/pulp-fiction.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/9024416162752540144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/9024416162752540144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/09/pulp-fiction.html' title='Pulp Fiction'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-7577588635015362752</id><published>2009-09-14T20:03:00.003+02:00</published><updated>2009-09-14T20:08:24.249+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Short'/><title type='text'>Sforzo mentale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Devo passarlo! Devo passarlo! Devo passarlo! Devo passarlo! Devo passarlo! Devo passarlo! Devo passarlo! Devo passarlo! Devo passarlo! Devo passarlo! Devo passarlo! Devo passarlo! Devo passarlo! Devo passarlo! Devo passarlo!&lt;br /&gt;Devo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-7577588635015362752?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/7577588635015362752/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/09/sforzo-mentale.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7577588635015362752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7577588635015362752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/09/sforzo-mentale.html' title='Sforzo mentale'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-6973960609137660529</id><published>2009-09-11T12:35:00.008+02:00</published><updated>2009-09-11T12:49:15.674+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Foto'/><title type='text'>Vivere il cambiamento</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/Sqopv7RkmXI/AAAAAAAAAFQ/CTiJSv79Fh4/s1600-h/IMG_2115.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 200px; height: 149px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/Sqopv7RkmXI/AAAAAAAAAFQ/CTiJSv79Fh4/s200/IMG_2115.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380158608189462898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/Sqop4iaW2MI/AAAAAAAAAFY/4vKAN_GlGS8/s1600-h/IMG_2123.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 200px; height: 148px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/Sqop4iaW2MI/AAAAAAAAAFY/4vKAN_GlGS8/s200/IMG_2123.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380158756134246594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/SqoqFuadtmI/AAAAAAAAAFg/FBmPx8qx0iI/s1600-h/IMG_2429.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/SqoqFuadtmI/AAAAAAAAAFg/FBmPx8qx0iI/s200/IMG_2429.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380158982694221410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/SqoqjvbHJ_I/AAAAAAAAAFw/nO-cFWfvz4U/s1600-h/IMG_2787.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/SqoqjvbHJ_I/AAAAAAAAAFw/nO-cFWfvz4U/s200/IMG_2787.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380159498361448434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-6973960609137660529?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/6973960609137660529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/09/vivere-il-cambiamento.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/6973960609137660529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/6973960609137660529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/09/vivere-il-cambiamento.html' title='Vivere il cambiamento'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/Sqopv7RkmXI/AAAAAAAAAFQ/CTiJSv79Fh4/s72-c/IMG_2115.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-427972090479786394</id><published>2009-09-11T11:15:00.006+02:00</published><updated>2009-09-11T12:25:02.787+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuova Rubrica Cinematografica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Presentazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><title type='text'>Giustizia sarà fatta! (Nuova Rubrica Cinematografica)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/NkDHeTCRzgE&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/NkDHeTCRzgE&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;PAPPARAPAPPARAPAPPAPAPAAAA!&lt;br /&gt;E' con immenso piacere, e anche con un pizzico di commozione (direi cerebrale) che vi dò il benvenuto in questa nuova ed esaltante rubrica cinematografica; a mio avviso la migliore in assoluto! Ma bando alle ciance e passiamo subito a spiegare in cosa consisterà questo nuovo spazio ludico.&lt;br /&gt;Dovete sapere che da sempre sono un appasionato di cinema.&lt;br /&gt;Ecco, fine...&lt;br /&gt;No dai, scherzo. Sono un grande appassionato si cinema, ma se c'è una cosa che difficilmente comprendo è l'assegnazione degli Oscar. Perché ci sono film che personalmente ritengo insopportabili che, solo perchè escono in un anno sfigato di cinema, fanno collezione di omini dorati, mentre film che io ritongo dei  Capolavori (con la "C" maiuscola) vengono completamente snobbati e, ancora più di frequente, nemmeno candidati alle liste di assegnazione della statuetta? Proprio non lo capisco...&lt;br /&gt;Mi sono chiesto allora come mai nessuno è mai stato così coraggioso da esporsi agli occhi della gente per condannare tutti quegli atti di ingiustizia di cui da sempre siamo testimoni e che quotidianamente distruggono il cinema? Perchè nessuno ha mai alzato la testa ed urlato con quanto fiato aveva in gola "Col cazzo che Titanic si merita 11 Oscar!". Perché nessuno ancora si ribella di fronte a tutta quella serie di abominii che le grandi majors americane sputano fuori a mo' di catena di montaggio e che non lasciano spazio per nessun altro (Vedi American Pie &amp;amp; CO)?&lt;br /&gt;Stanco di vedere la settimana arte smaltellata da cima a fondo ho preso infine la  decisione di combattere questi sopprusi con tutte le mie forze. Sono cosciente di correre enormi rischi, legati soprattutto all'incolumità fisica dalla mia persona, perchè tutti sappiamo dove le grandi case cinematografiche possono e sanno arrivare:chi non ricorda l'attentato a JFK  perpetrato solo perchè il celeberrimo presidente americano aveva palesato qualche dubbio di fronte alle capacità attorali di Marylin Monroe (una delle attrici più in voga al tempo).&lt;br /&gt;E' cosiì che io mi sento pronto, mi sento pronto di giurare di fronte a tutti voi ,cineasti frustrati e maltrattati, che mi impegnarò nell'intraprendere questo arduo cammino. Che sarò disposto a sacrificare tutte me stesso  pur di raggiungere il mio obiettivo. Io vi prometto che risolleverò, con la mia coraggiosa voce, non priva di una punta di provocazione, le sorti della cinematografica stirpe, denunciando quelli che avrebbero dovuto essere i veri Oscar vinti da questo o da quel film, e che invece le solite lobby del potere industriale hanno impedito di asseganre, manipolando a loro favore  le giurie, l'informazione ed i concorsi, solo per garantirsi un guadagno economico immenso, a discapito del vero cinema, quello che Io intendo riscattare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Grazie!&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;Partiamo subito con le prime meritate assegnazioni degli Oscar!&lt;br /&gt;Il film in carica, non eccezionale in effetti, ma comunque meritevole di vedersi con consegnare nelle mani ben 3 dei tanto ambiti trofei è:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;L'incredibile Hulk (2008)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oscar per la miglior battuta di una comparsa alla consegna di una pizza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oscar per il miglior calcio&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oscar per la miglior apparizione di Iron Man alla fine del Film&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assolutamente meritati direi!&lt;br /&gt;Complimenti ad Hulk. Un applauso, Grazie!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-427972090479786394?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/427972090479786394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/09/giustizia-sara-fatta-nuova-rubrica.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/427972090479786394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/427972090479786394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/09/giustizia-sara-fatta-nuova-rubrica.html' title='Giustizia sarà fatta! (Nuova Rubrica Cinematografica)'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-3114560720545724661</id><published>2009-09-08T12:12:00.002+02:00</published><updated>2009-09-08T12:14:02.054+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Short'/><title type='text'>Sicurezze</title><content type='html'>Se fossi nato femmina a quest'ora vorrei di certo essere maschio...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-3114560720545724661?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/3114560720545724661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/09/sicurezze.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3114560720545724661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3114560720545724661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/09/sicurezze.html' title='Sicurezze'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-5734905392000707225</id><published>2009-09-06T15:15:00.006+02:00</published><updated>2009-12-03T17:09:24.353+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Foto'/><title type='text'>Possibilità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/SqO2nrWGsUI/AAAAAAAAAE4/fOorYdlgT1s/s1600-h/IMG_2976.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/SqO2nrWGsUI/AAAAAAAAAE4/fOorYdlgT1s/s200/IMG_2976.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378343172777095490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/SqO3hQrsVDI/AAAAAAAAAFA/DSamFJSkjbM/s1600-h/IMG_2978.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/SqO3hQrsVDI/AAAAAAAAAFA/DSamFJSkjbM/s200/IMG_2978.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378344162052297778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/SqO3-lybfYI/AAAAAAAAAFI/SGZ0kpATvbk/s1600-h/IMG_2974.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/SqO3-lybfYI/AAAAAAAAAFI/SGZ0kpATvbk/s200/IMG_2974.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378344665933905282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-5734905392000707225?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/5734905392000707225/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/09/possibilita.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/5734905392000707225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/5734905392000707225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/09/possibilita.html' title='Possibilità'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/SqO2nrWGsUI/AAAAAAAAAE4/fOorYdlgT1s/s72-c/IMG_2976.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-7024582045104516644</id><published>2009-09-02T17:02:00.004+02:00</published><updated>2009-09-08T12:17:37.765+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comico'/><title type='text'>Lo strappo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il calore è davvero insopportabile. Cerco di alzarmi dalla poltrona in pelle sulla quale,stranamente mi ero assopito mentre leggevo, ma la mia pelle sudata e scoperta (mi ero tolto la maglietta per beneficiare della lieve corrente di aria fredda prodotta dalle indistinguibili pale del ventilatore che vorticavano instancabili), si era praticamente saldata allo schienale. La sensazione è fastidiosa.  Provo un attimo a staccarmi, no meglio di no. Mi appoggio nuovamente allo schienale, sistemo il libro nel tavolinetto a fianco e decido di dare un colpo secco...&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;SLAP!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Sono in ospedale: Ho da poco privato la schiena della sua amata epidermide!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-7024582045104516644?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/7024582045104516644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/09/lo-strappo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7024582045104516644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7024582045104516644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/09/lo-strappo.html' title='Lo strappo'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-1133202193779695624</id><published>2009-08-27T15:26:00.001+02:00</published><updated>2009-08-27T15:28:08.178+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Short'/><title type='text'>Make a wish!</title><content type='html'>Mi piacerebbe avere qualcosa da dire...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-1133202193779695624?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/1133202193779695624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/08/make-wish.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1133202193779695624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1133202193779695624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/08/make-wish.html' title='Make a wish!'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-6092023451139720769</id><published>2009-08-26T11:40:00.011+02:00</published><updated>2009-09-03T18:12:58.731+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Thriller'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Surrealismo'/><title type='text'>Numan - Uomo Nuovo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Numan&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Pronto?&lt;br /&gt;Si, si...sono io...&lt;br /&gt;no, non credo di...&lt;br /&gt;si mi dica, pure...&lt;br /&gt;no, veramente...&lt;br /&gt;mmm...&lt;br /&gt;Cos?&lt;br /&gt;Questa è...!&lt;br /&gt;I-io...?&lt;br /&gt;... ... ...&lt;br /&gt;La prego, la smetta di di...&lt;br /&gt;U-un fallito?&lt;br /&gt;?&lt;br /&gt;P-pu...&lt;br /&gt;no, questo no, non penso che ne saraei in...&lt;br /&gt;NO, non volevo dire...&lt;br /&gt;si certo...&lt;br /&gt;N-no, non vi deluderò!&lt;br /&gt;Un momento, posso sapere con chi parlo?&lt;br /&gt;Io?...Sì, ha ragione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Uomo Nuovo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Parlo con il sig. T. H. Numan?&lt;br /&gt;Riconosce la mia voce, o ha idea di chi io sia?&lt;br /&gt;Molto bene, allora mi ascolti molto attentamente; cercherò di essere il più chiaro possibile, mi sta ascoltando?&lt;br /&gt;Io so chi è lei, so tutto di lei: so che lavoro fa e so quanto lo destesti. So che è stanco di alzarsi tutte le mattine per raggiungere quel buco di ufficio e conosco la sensazione di dolore che prova alla bocca della stomaco appena prima di varcarne la soglia. So cosa pensa di sua moglie, Becky...ormai non la sopporta più! Ogni giorno accampa una scusa sempre nuova e sempre più ricdicola per non doverla vedere all'ora di pranzo: "Amore, oggi non possiamo vederci perchè hanno bisgono di me!", "ho avuto una discussione col capo!", "la riuione è stata spostata e sfortunatamente neache oggi potrò ripugnarmi nel vederti masticare un cavolo di Big Mac, fino a sentirmi il vomito in bocca!"...Diciamocelo, lei ormai odia sua moglie, non la sopporta...&lt;br /&gt;...non sopporta più la sua presenza in casa e nel suo letto più o meno da dopo il primo mese di matromonio.&lt;br /&gt;E Ted?&lt;br /&gt;Anche lui le ha rovinato la vita, no? Il classico caso del migliore amico fin troppo migliore di te e che ti fa pesare ogni cm cubico di aria che sei costretto a respirare in sua presenza! Ted, l'amico che si scopa tua moglie!&lt;br /&gt;...la pura verità, e lei lo sa. Gli ha anche sorpresi, si ricorda?&lt;br /&gt;Però lei ha mandato giù tutto, come un poppante che viene imboccato dalla madre mentre è bloccato sul seggiolone. Ha preferito credere che a tutti succedono queste cose, che in fondo ogni matrimonio ha i suoi problemi, che la vita perfetta non la vive nessuno!&lt;br /&gt;Non è stanco di tutto questo?&lt;br /&gt;Apra gli occhi Newman: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lei è un fallito!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;...Ma come sappiamo a tutto c'è un rimedio.&lt;br /&gt;Non pensa che tutti quelli che hanno reso la sua vita una merda, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;meritino una punizione esemplare?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che meritino di morire?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Oh, andiamo sig. Numan, perchè continua a delurermi, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;a deludere se stesso?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo entrambi cosa è giusto che venga fatto...&lt;br /&gt;Bene...allora credo che sia arrivato il momento di salutarci, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sono sicuro che non ci deluderà!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Molto bene, addio...&lt;br /&gt;Oh, ma lei lo sa chi sono...&lt;br /&gt;Addio!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-6092023451139720769?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/6092023451139720769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/08/numan-uomo-nuovo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/6092023451139720769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/6092023451139720769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/08/numan-uomo-nuovo.html' title='Numan - Uomo Nuovo'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-6643601097305836982</id><published>2009-08-12T11:55:00.001+02:00</published><updated>2009-08-12T11:59:16.273+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cucina'/><title type='text'>Love Cookies (revisited)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ingredienti necessari per il composto da usare come base sessuale:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;n 2 esemplari di maschio&lt;br /&gt;n 2 esemplari di femmina&lt;br /&gt;(In realtà la ricetta convenzionale indica che ne basterebbe solo 1, ma essendo questa una mia personalissima rivisitazione ricettosa, ho optato per 2…così tanto per abbondare un po’ che non fa mai male! XD)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Procedimento per la base:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Prendete i 3 tre ingredienti e posizionateli in una boule in modo che tutti i tre stiano più o meno alla stessa distanza l’uno dall’altra, in questo modo nessuno nei tre si sentirà più avvantaggiato o svantaggiato nell’approccio. A questo punto coprite con un panno umido la boule e mettete a riposare per circa un’oretta a temperatura ambiente (anche qui posso comunque consigliare che migliori risultati li avrete se posizionate la ciotola in un luogo piuttosto caldo, magari nelle prossimità dei fornelli che tra un po’ andremo ad utilizzare; in questo caso il tempo di attesa potrà essere ridotto a mezz’ora, quaranta minuti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ingredienti per il ripieno:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;250 gr di zucchero&lt;br /&gt;150 gr di sale fino da cucina non iodato&lt;br /&gt;150 gr di pepe nero macinato fino&lt;br /&gt;Mezzo litro di latte intero&lt;br /&gt;100 gr di farina 00&lt;br /&gt;100 gr di panna da dolci&lt;br /&gt;4 uova ben lavate&lt;br /&gt;20 dl liquido amoroso (questo ingrediente, lo ammetto è piuttosto difficile da trovare in giro…io per comodità l’ho preso su ebay, che poi arriva comodamente a casa, che non è male! I prezzi sono piuttosto altalenanti e quindi starà alle vostre capacità informatiche riuscire a portavelo a casa con un’asta favorevole!)&lt;br /&gt;40 dl di impegno sciolto&lt;br /&gt;Una scorza di limone&lt;br /&gt;Aroma alla cannella&lt;br /&gt;5 pagine strappate dal vostro libro preferito&lt;br /&gt;Mezzo barattolino di colla vinavil&lt;br /&gt;1 bicchiere di vino bianco (o di birra a seconda di quale preferiate)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Procedimento:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mettete a bollire il latte. Quando inizia a raggiungere il bollore cominciate ad aggiungere al latte la farina, mescolando lentamente a fuoco lento in modo da evitare che si creino grumi. Continuate a mescolare a fuoco lento ed aggiungete l’aroma alla cannella e la buccia di limone grattugiato. Questo deciso contrasto di sapori garantirà alla relazione sempre un’aria di freschezza!&lt;br /&gt;Lasciate sul fuoco…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A parte, in un piatto fondo svuotate la colla e intingeteci un po’ alla volta le pagine strappate del vostro libro. Una volta che il composto vi sembrerà sufficientemente solido, versate i 40 dl di impegno. Così facendo l’impegno si legherà alle pagine scritte permettendo alla coppia di comprendere le difficoltà incontrate nel soddisfare sempre e a fondo i reciproci gusti! Sappiamo tutti quanto non sia facile no?&lt;br /&gt;Ora  versate il composto appena ottenuto nel latte e continuate a mescolare lentamente per 10 minuti circa. Levate dal fuoco lasciate raffreddare.&lt;br /&gt;In un contenitore sbattete le 4 uova insieme a zucchero, pepe e sale con una frusta…se vedete che vi risulta difficile non fatevi scrupoli ad aggiungere un goccio di latte ogni tanto per facilitarvi il lavoro. Il composto dovrebbe diventate piuttosto solido e modellabile a mano. Svuotate su una pirofila e cercate di modellare fino ad ottenere una forma di cuore. Mi raccomando, questo passaggio è piuttosto delicato ma estremamente importante! Una volta raggiunto il risultato che volete infornate per 5 minuti a 180 gradi.&lt;br /&gt;Recuperate la boule in cui sono contenuti i vostri esemplari e scopritela. Osservate attentamente la loro disposizione. Possono essersi verificati i seguenti casi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Orgia di gruppo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Femmine con maschio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Maschi con femmina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- 2 coppie etero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- 2 coppie omo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Sesso a tre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- Orientamento bisex da parte di uno o più esemplari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Badate bene che non vi è un risultato migliore di un altro…qualunque sia la combinazione risultante niente influirà nella buona riuscita della nostra speciale ricetta! Solo nel caso gli esemplari non abbiano raggiunto uno stadio sufficientemente intimo per dar sfogo ai loro istinti allora siete pregati di ascoltare le ragioni del loro comportamento e aiutarli a raggiungere la stato d’animo necessario per poter proseguire. Potrete aiutarli versando nella ciotola un po’ del vino o della birra, a seconda delle vostre preferenze!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto disponete ordinatamente sul tavolo la boule con gli esemplari, il composto di latte e la forma di cuore che dopo essere stato in formo dovrebbe aver raggiunto un stadio solido, quasi croccante. Senza disturbare gli esemplari nei loro atti di copulamento versate nella boule il latte raffreddato fino a coprirli completamente. Mettete in forno e 180 gradi per 20 minuti.&lt;br /&gt;Versate in un bicchiere l’alcolico che preferite!&lt;br /&gt;Togliete dal forno e lasciate raffreddare per un po’ e poi versate in una salsiera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto non vi resta che servire in tavola…Intingete il biscotto a forma di cuore prima nell’alcolico, poi nella salsiera, addentate e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;buona felicità!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-6643601097305836982?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/6643601097305836982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/08/love-cookies-revisited.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/6643601097305836982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/6643601097305836982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/08/love-cookies-revisited.html' title='Love Cookies (revisited)'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-1485818708307314335</id><published>2009-08-12T11:43:00.000+02:00</published><updated>2009-08-12T11:46:07.453+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessione'/><title type='text'>Piero Calamandrei (discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma, 11 febbraio 1950.)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro.&lt;br /&gt;La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi.&lt;br /&gt;Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.&lt;br /&gt;Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-1485818708307314335?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/1485818708307314335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/08/piero-calamandrei-discorso-pronunciato.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1485818708307314335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1485818708307314335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/08/piero-calamandrei-discorso-pronunciato.html' title='Piero Calamandrei (discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma, 11 febbraio 1950.)'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-7608839138761270071</id><published>2009-08-03T14:26:00.002+02:00</published><updated>2009-08-03T17:44:11.963+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Short'/><title type='text'>Storiacchiando</title><content type='html'>La storia insegna.&lt;br /&gt;Pare però che qui siano in troppi ad aver bisogno di ripetizioni...&lt;br /&gt;Perchè la storia va scritta, ma anche riletta...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-7608839138761270071?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/7608839138761270071/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/08/storiacchiando.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7608839138761270071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7608839138761270071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/08/storiacchiando.html' title='Storiacchiando'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-3773171738482265746</id><published>2009-08-01T18:21:00.001+02:00</published><updated>2009-08-01T18:23:05.885+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Short'/><title type='text'>Lo confesso</title><content type='html'>Memorabilmente parlando, si intende!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-3773171738482265746?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/3773171738482265746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/08/lo-confesso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3773171738482265746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3773171738482265746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/08/lo-confesso.html' title='Lo confesso'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-2804720222562335022</id><published>2009-07-31T18:48:00.006+02:00</published><updated>2009-07-31T19:50:35.978+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessione'/><title type='text'>Una difficile compagna</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La violenza, da sempre condiziona la nostra esistenza. Nei secoli abbiamo impartato a riconoscerla e a classificarla sempre in modi diversi a seconda di come ci faceva comodo, eppure non siamo mai riusciti ad esorcizzare l'attrazione che proviamo nei suoi confronti. Ogni nostro approccio ad essa, sia esso di denuncia, morboso, sadico magari, o di controllata indifferenza (anche se mai siamo davvero indifferenti) è il tentativo di comprenderla. Tuttavia essa rimane per noi sempre un mistero, è sempre troppo sfuggevole. Come sabbia cerchiamo di impugnarla, ed ecco che lei ci scivola tra le fessure delle dita e quello che ci resta in mano sono solo pochi granelli e la consapevolezza di averla ancora una volta avvicinata e perduta.&lt;br /&gt;La violenza da sempre influenza il nostro modo di essere e sua diretta conseguenza è stato lo sviluppo di quello che superbamente chiamiamo "Spirito di Sopravvivenza", ma cos'è esso se non un ulteriore tentativo di fuggirla e di piegarla ai nostri scopi? Come siamo ingenui...&lt;br /&gt;Eppure lei ci attrae, ci chiama ogni giorno, ogni ora, ogni minuto ed istante della nostra esistenza.  Ci fa sapere che non ci abbandona un singolo momento. Ci sussurra all'orecchio e ci spinge ad imboccare sentieri ed a varcare soglie che non avremmo al coraggio di affrontare. Ci fa fare pensieri strani, a volte talmente aberranti da spaventarci e che cerchiamo di scacciare con tutta la nostra volontà e che quando pensiamo di esserci riusciti, essi si ripresentano più forti e convincenti di prima perchè dopo la loro prima visita, non ci sembrano più così orribili e nella nostra mente prendono forme che non ci apetteremo.&lt;br /&gt;La violenza è mercenaria: si presenta nelle vesti di migliore amico o di peggior nemico a seconda delle necessità e dell'utilità che possiamo ricavarne.&lt;br /&gt;La violenza è subdola: ci attacca su tutti i piani, soprattutto su quelli in cui da sempre siamo più deboli, perchè se sul fronte fisico del dolore le scienze oggi hanno compiuto passi da gigate, sui piani morale, etico, e psicologico lei non ha rivali alla sua altezza. Colpisce duramente, i suoi affondi non sono schivabili e, nonostante non siano visibili, le ferite che ci infligge ci fanno più male delle altre.&lt;br /&gt;E' proprio la sua forza distruttiva che ci spaventa, ma proprio come Coleridge che si faceva legare all'albero maestro della sua barca per affrontare l'impetuoso mare in tempesta e vivere da vicino quel fenomeno naturale terrificante in cui il celeberrimo poeta romantico inglese viveva quell'istante che definiva Sublime, noi siamo inevitabilmente attirati della violenza.&lt;br /&gt;Se un uomo non ha sofferto nella vita, non è degno di essere chiamato tale, come se la violenza o la sofferenza ad essa legata sia tappa fondamentale del nostro vivere, ed anzi, più volte la incontriamo lungo il nostro cammino meglio è poichè la violenza ci tempra e ci aiuta nelle difficoltà. Anche dei semplici pensieri violenti, spesso sono come panacea per i nostri tormenti interiori e a volte perpetrarla, anche se è molto scomodo ammetterlo, ci fa stare meglio.&lt;br /&gt;Eppure, fortunatamente, noi siamo uomini e non riusciamo ad abbandonarci completamente all'impulso di fare della violenza un'arma di facile utilizzo e, proprio per questa autocastrazione  a cui ci sottoponiamo quotidianemente, necessitiamo di aprire altre valvole di sfogo, spesso riconducibili all'arte e all'immaginario.&lt;br /&gt;E' necessario ai fini della nostra esistenza riuscire a catalizzare i nostri impulsi violenti e le sofferenze, che possono essere conseguenza di torti subiti ma di certo saranno causa di nuovi, e farli convogliare in quelle attività e scelte che andranno a costituire i nostri freni inibitori: l'arte, lo sport, la lettura, il cinema, la musica...&lt;br /&gt;Dobbiamo essere più forti della violenza, coscienti che lei non ci abbanderà mai, anzi, camminerà sempre al nostro fianco pronta a scavalcarci nei momenti di maggiore debolezza.&lt;br /&gt;Questa è la vera lotta a cui nessuno può e deve sottrarsi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se in questo momento vi sentite violenti, eccovi un piccolo calmante. Riflettete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/NfnQVS7EvsI&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/NfnQVS7EvsI&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-2804720222562335022?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/2804720222562335022/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/07/una-difficile-compagna.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/2804720222562335022'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/2804720222562335022'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/07/una-difficile-compagna.html' title='Una difficile compagna'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-9068130490921575353</id><published>2009-07-14T11:49:00.008+02:00</published><updated>2009-07-14T12:19:05.113+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessione'/><title type='text'>Oggi sciopero!</title><content type='html'>Adesione all'appello di &lt;a href="http://dirittoallarete.ning.com/" target="_blank"&gt;Diritto alla Rete&lt;/a&gt; contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/AV15Mgg6t7Q&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/AV15Mgg6t7Q&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-9068130490921575353?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/9068130490921575353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/07/oggi-sciopero.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/9068130490921575353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/9068130490921575353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/07/oggi-sciopero.html' title='Oggi sciopero!'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-826990981617538942</id><published>2009-07-04T18:55:00.012+02:00</published><updated>2009-07-21T12:50:54.766+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Horror'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Thriller'/><title type='text'>FASCICOLO N° AC17/2</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;11 MARZO 1992, ORE: 18.23&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Sì, è vero. Sono stato io, io lo ho ucciso! Non ne potevo più...ogni notte, ogni maledetta notte lui...lo pregavo di smettere ma non mi ascoltava, anzi ci provava sempre più gusto, gli piaceva che qualcuno lo implorasse. Era un sadico, un sadico del cazzo...diceva che lo faceva per il nostro bene, lo capite? Lui lo faceva per noi, tutto noi. Io però non potevo soppertare oltre, vedere quegli occhi, quelle lacrime, sentire quelle maledette urla, quelle terribili parole. Lo faceva apposta quel bastardo, mi costringeva ad assistere ad ogni cosa, e io non riuscivo a reagire...rimanevo paralizzato, me la faceva addosso, mentre l'animale di fronte a me si divertiva! Ci provava un sacco di gusto nel vedermi accasciato al suolo, che mi coprivo gli occhi per non vedere e le orecchie per non sentire. "Dai torna a svolgere il tuo compito, la cerimonia non può proseguire se te ne stai lì...lo facciamo per il loro bene!", quante volte mi sono sentito dire queste parole a cui sempre obbedivo... "Se ti comporti così per così poco, di certo non invidi la mia posizione!" diceva... quanto si sbagliava maledetto, gliela invidio e come: vorrei essere io quello morto, quello che ha finalmente raggiunto la casa del Signore, e invece me ne sto qui, tormentato dai miei incubi, incubi che lui mi ha causato e che non mi abbandoneranno mai più...sono una maledizione: ogni notte mi fanno rivivere quelle mostruosità, ogni notte le facce di tutte quelle persone agonizzanti mi tornano alla mente...ogni notte..."&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;12 MARZO 1992, ORE: 22.33&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Perchè mi ha fatto questo, eh? Lo volete sapere? Io lo so, lui si divertiva più a ridere di me, che non a torturare quelle ragazze, si è così, ero io la vera vittima...in fondo loro sapevano a cosa andavano in contro quando accettavano di entrare nel suo progetto di rinascita...ma io no, io non c'entravo un cazzo con il progetto...io mi limitavo a confessare, si le confessavo, durante il trattamento e mai, dico mai, le mie orecchie hanno sentito parole più sincere di quelle che uscivano dalla bocca di quelle peccatrici...ma bisognava farlo, qualcuno doveva redimere quelle anime affinchè potessero aspirare alla gioia eterna, e io mi offrii...non pensavo che liberando quelle persone dai loro peccati terribili...che ne sapevo che avrei condannato per sempre me stesso all'inferno?!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ma il Signore lo sa e mi aspetta...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;- CONFESSIONE DI Ismael Azur, CRIMINALE PLURIOMICIDA SOPRANNOMINATO "Il Confessore" REGISTRATA GRAZIE ALLE VIDEOCAMERE A CIRCUITO CHIUSO NELLA SUA CELLA DI ISOLAMENTO NEL CARCERE DI SING SING, OSSINING, NEW YORK.&lt;br /&gt;LE INDAGINI NON HANNO ANCORA PERMESSO DI RISALIRE ALL'IDENTITA' DEL SUO PRESUNTO COMPLICE, ANCHE SE NULLA LASCIA INTENDERE CHE CE NE SIA MAI STATO UNO.&lt;br /&gt;ALLO STATO ATTUALE DELLE INDAGINI AL "Confessore" E' IMPUTATO L'OMICIDIO DI 14 PERSONE, CHE NON PRESENTANO APPARENTEMENTE NESSUN LEGAME TRA LORO, AD ECCEZIONE DEL SESSO FEMMINILE DELLE VITTIME E L'ADESIONE AL PROGETTO "La Rinascita". SI SOSPETTA INOLTRE CHE IL NUMERO DELLE VITTIME SIA SUPERIORE.&lt;br /&gt;"Il Confessore" E' STATO TROVATO MORTO NELLA SUA CELLA IL 12 MARZO 1992.&lt;br /&gt;NON SONO ANCORA CHIARE LE DINAMICHE DEL SUICIDIO.&lt;br /&gt;ESTRATTO DAL FASCICOLO N° AC17/2.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;New York, 13 Dicembre 2008&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-826990981617538942?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/826990981617538942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/07/si-e-vero.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/826990981617538942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/826990981617538942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/07/si-e-vero.html' title='FASCICOLO N° AC17/2'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-1883205979365752221</id><published>2009-07-04T18:52:00.001+02:00</published><updated>2009-07-04T18:53:32.127+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Horror'/><title type='text'>David</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;- Mamma, mamma! Aiutami! Eddy, Eddy!&lt;br /&gt;Il piccolo era terrorizzato, non riuscivamo a calmarlo. “Eddy, Eddy”. Continuava a ripetere quel maledetto nome. Cosa voleva ancora da lui Eddy?&lt;br /&gt;- Calmati amore, dicci cosa è successo! Dov’è Eddy? Cosa vuole?&lt;br /&gt;Lo abbraccio, lo tengo stretto al mio petto. Trema tutto come una foglia. Sembra impazzito.&lt;br /&gt;Erano mesi ormai che non aveva una delle sue crisi e questo ci aveva fatto sperare per il meglio: il dottor Hughes disse che si trattava di una cosa passeggera, che la mente gli giocava dei brutti scherzi, ma che il piccolo avrebbe superato tutto senza problemi, dovevamo solo aspettare che vincesse la sua personale guerra. Disse che si trattava di una patologia piuttosto comune nei bambini della sua età, soprattutto se avevano subito qualche trauma, semplicemente David aveva un po’ più di difficoltà. Ci consigliò di affidare David alle cure di un nuovo psicologo che lo avrebbe seguito in una terapia per il superamento della paura (perché di questo si trattava: paura), ma non potevamo permetterci di far fronte alla sua parcella, così stabilimmo insieme al dottore che sarebbe stato meglio se ci fossimo trasferiti. Nel giro di due settimane ci stabilimmo nella casa dei miei nonni qui ad Ashville, un posto tranquillo in cui David poteva sentirsi al sicuro e superare il suo problema. Negli ultimi 5 mesi infatti, le cose sembravano sistemarsi e David diventava a poco a poco di nuovo un bambino come tutti gli altri: la mente aveva smesso di fare la pazza e lui aveva smesso di avere i suoi terribili incubi. Ora questi sembravano averlo raggiunto di nuovo!&lt;br /&gt;- Mamma, mamma! Eddy ha fatto male a Rocky e adesso non si muove più! Eddy dice che lo ha fatto perché era divertente, ma secondo me non lo era, non lo era per niente, e lui ride e continua a ridere, lo sento! Vieni mamma!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente si è addormentato…- dissi veramente sollevato, avvicinandomi a Lycia che se ne stava seduta al tavolo della cucina con le mani che le coprivano il volto. Singhiozzava.&lt;br /&gt;- Mio dio, amore, oggi è stato davvero terribile, non aveva mai avuto una crisi così violenta…cosa possiamo fare con lui? Le medicine non hanno alcun effetto e sono stanca di imbottirlo di psicofarmaci…e poi Rocky, amore, lo ha ucciso! – adesso piangeva.&lt;br /&gt;- E’ stato orribile, orribile…ma non possiamo mollare adesso, abbiamo dato il massimo negli ultimi mesi e i risultati li abbiamo visti, no?&lt;br /&gt;- Cazzo Phillip! David ha ucciso Rocky! Lo capisci? Gli ha legato le zampe allo steccato e lo ha preso a badilate! Ti sembra una cosa normale per un bambino di 11 anni? Eh? Cristo santo!&lt;br /&gt;- Lycia calmati, adesso! So benissimo cosa ha fatto, ho slegato io il cane dalla palizzata, e io l’ho seppellito nell’orto! Ma non è stato lui, è stato Eddy…è lui che…&lt;br /&gt;- Eddy non esiste!&lt;br /&gt;- Sì che esiste, e David ne ha una paura fottuta, come io del resto. E’ da due anni che Eddy è membro indesiderato della nostra famiglia. Ogni giorno a tavola non siamo in tre, c’è anche Eddy, che mangia il nostro cibo attraverso la bocca del piccolo, Eddy è con David nel letto quando dorme ed è sempre con lui ovunque vada, perché è nella sua testa!&lt;br /&gt;- Ma perché amore? Perché non lo lascia in pace? Ci sta rovinando la vita: abbiamo dovuto levare David da ogni scuola perché prontamente Eddy gli faceva fare qualcosa di terribile! Come cazzo lo spieghi al preside che non è stato tuo figlio, ma un demonio che si diverte a controllarlo, a graffettare con la cucitrice l’occhio del suo compagno di banco dopo avergli perforato le guance con la matita? O a spiegare che non è stato tuo figlio, ma questo mostro di nome Eddy, a spogliare nuda nel bagno quella povera bambina per poi quasi annegarla nella tazza mentre con la mano…&lt;br /&gt;- Piantala!&lt;br /&gt;- La stava violentando! Quella povera bambina…Come puoi prendere le difese di tuo figlio se lui non fa altro che comportarsi come un pazzo maniaco?&lt;br /&gt;- Amore cerca di calmarti ora…&lt;br /&gt;- Senza contare che nessun dottore capisce un cazzo: per ogni assurdità che David…&lt;br /&gt;- Eddy!&lt;br /&gt;- che David fa, quegli stupidi dottori hanno sempre una scusa pronta per giustificarlo e non si preoccupano nemmeno di capire cosa possa renderlo così… cosa spinga un bambino della sua età a comportarsi così! Ci prendono per il culo con frasi tipo “Non vi preoccupate, è solo mancanza di affetto”, “fa così perché vuole attirare l’attenzione”, “è colpa di tutta la violenza che c’è in televisione.” Sono tutte stronzate, Phil! E intanto si intascano dei bei bigliettoni. Ci hanno rovinato…&lt;br /&gt;- Il dottor Hughes…&lt;br /&gt;- Hughes è un coglione come tutti gli altri!&lt;br /&gt;- E cosa dovremmo fare allora? Vorresti rinchiudere tuo figlio in un maledetto manicomio, metterlo in isolamento con una bella camicia di forza?&lt;br /&gt;- No, noi lasciamo che lui ammazzi il suo cane a badilate…&lt;br /&gt;- Non fare la spiritosa, cazzo.&lt;br /&gt;- …&lt;br /&gt;- …&lt;br /&gt;- Comincio a pensare che ci stia prendendo in giro, che Eddy sia una figura creata ad hoc per essere incolpata quando David da libero sfogo alla sua violenza…&lt;br /&gt;- Che stai dicendo? David è un bambino dolcissimo, e lo sai benissimo anche te…&lt;br /&gt;- Ma allora perché fa così? Da dove nasce tutta quella violenza, cosa spinge il bambino a comportarsi come un pazzo? Perché non può essere un undicenne come tutti gli altri?&lt;br /&gt;- Vieni qui amore…- la stringo a me.&lt;br /&gt;- Mamma…- David è sulla porta, con le lacrime agli occhi. Non sembra aver pianto, piuttosto sono occhi rossi, colmi di rabbia. In mano tiene qualcosa di metallico.&lt;br /&gt;- Mio dio amore cosa ci fai con quelle forbici? Avanti buttale!&lt;br /&gt;- David, lascia andare immediatamente quelle forbici! Non azzardarti a fare niente o questa volta ti becchi un bel castigo!&lt;br /&gt;- Mamma, Eddy non vuole lasciarmi in pace!&lt;br /&gt;- Lo so, amore…ma adesso mollale!&lt;br /&gt;- Dice che si diverte tanto con me, ma io non lo sopporto più! Ho provato a farlo andare via ma lui non vuole perché dice che uno facile da controllare come me non lo aveva mai trovato! Io non voglio che lui mi controlli ancora…&lt;br /&gt;- La sappiamo amore, ma ti prego - piangeva - ti prego di non fare sciocchezze. Posa a terra quelle forbici, amore ti prego, ascolta la tua mamma…&lt;br /&gt;- Oggi Eddy ha ucciso Rocky e mi ha costretto a dargli un mano…&lt;br /&gt;- Sappiamo che non sei stato te amore…- parlavo cercando di avvicinarmi lentamente, dovevo disarmarlo prima che potesse far del male a noi e a se stesso.&lt;br /&gt;- Eddy dice che è dentro di me…ma io voglio farlo uscire…&lt;br /&gt;- Fermati David. NO!&lt;br /&gt;Balzai fulmineo verso mio figlio che alzata la mano che impugnava le forbici, le puntava contro la tempia. Il mio movimento fu troppo lento e le lame gli penetrarono con forza nella testa. Potei sentire il rumore di cartilagine e ossa che venivano perforate. Si pugnalò e si uccise. David doveva aver concluso che quello fosse l’unico modo per liberarsi di Eddy… ci morì tra le braccia, in preda agli spasmi dovuti alla ferita mortale, mentre il sangue che sgorgava inarrestabile dalla tempia colorava di rosso il suo pigiama. Passammo tutta la notte a stringercelo al petto, abbracciati. Eddy non poteva più fargli del male.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-1883205979365752221?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/1883205979365752221/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/07/david.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1883205979365752221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1883205979365752221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/07/david.html' title='David'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-7427673398652123587</id><published>2009-07-03T22:57:00.006+02:00</published><updated>2009-07-03T23:51:25.012+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessione'/><title type='text'>La resistenza attiva</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Un'esistenza che vuole essere vissuta al massimo finisce sempre per farci scontrare con le difficoltà maggiori. Sono i nostri stessi desideri di riscatto, di rivincita nei confronti di una vita che solo ci spinge lontano, nel buio, la fonte delle amarezze maggiori. Siamo scemi, dobbiamo esserlo di certo per non riuscire a capire che se le difficoltà non vengano affrontate non si va da nessuna parte...ma questo purtroppo non riusciamo a capirlo. La nostra risposta è sempre passiva. Ci limitiamo ad osservare dai comodi sedili dalla platea la nostra esistenza, che sempre più banalmente viene portata in scena sul nostro palco, il "nostro" non il "loro". E ci stiamo pure male! Ci offendiamo nel vederci ritrarre e impersonare da quegli attori cani, che della nostra vita non sanno niente e che pretendono pure di insegnarcela. Eppure stiamo lì come dei piccoli borghesucci, ad osservare. Ci accontentiamo di sopravvivere intellettualmente grazie ad una cultura che ci viene propinata dall'alto, quasi centellinata, e noi ce la facciamo bastare, siamo diventati bravi in questo. Ormai non riusciamo a renderci conto che abbiamo perso il contatto. Che quelle che noi consideriamo conquiste ci sono in realtà già state suggerite subdolamente dai grandi sistemi. Che allocchi! Il nostro pensiero critico non è stato distrutto, ma peggio, è stato ristrutturato, da cima a fondo. Abbiamo fatto grosse scorpacciate di indifferenza, di svogliatezza, di fiducia mal riposta e...e ora siamo qui, e siamo pure incazzati. Quello che vediamo di noi stessi non possiamo più sopportarlo e la prima reazione, la più spontanea, è quella del rigetto, del rifiuto. "Se non mi piaccio sarò diverso, cambierò!". Questo diventa il nostro motto, la nostra nuova scommessa di vita, e ancora una volta puntiamo sul cavallo sbagliato. Errare è umano e noi dimostriamo sempre più di esserlo, umani. Dobbiamo invece riappropriarci di noi stessi, del nostro pensiero, e per farlo non possiamo più dare retta a nessuno, perchè nessuno è più dalla nostra parte...non conviene. E' necesserio smettere di investire sugli altri e iniziare finalmente a preoccuparci di noi. Non sarà facile. Smettiamo di criticare il sistema perchè è tale, ma penetriamoci a fondo, completamente, con tutto noi stessi. Comprendiamolo e facciamolo nostro. Questa è la vera lotta. Il nemico va conosciuto prima di essere afforontato, e il nemico in questo momento siamo noi. Noi siamo il risultato della manipolazione e una volta istruiti siamo noi ad autocensurarci; ma, se siamo il cancro, per la prima volta siamo anche la cura. Impariamo a catalizzare la nostra frustrazione, la rabbia, l'odio e rendiamole nostre armi, non per lasciarci andare alle piccole sfuriate facilmente etichettabili come i soliti problemi causati dalle solite persone. Impariamo a controllare il nostro potere e a definire al massimo i nostri obbiettivi, ma per fare questo ci vorrà tempo e la ragione dovrà rimanere sempre desta e in allerta per rispondere ad armi pari ai continui attacchi che subiamo. Non commettiamo l'errore di lasciarci andare, chè in queste situazioni sarebbe la vera sconfitta: non dettata dall'avversario, ma causata dalla perdita dei nostri ideali. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ripprapriamoci del nostro palco, non accontentiamoci di essere gli attori di noi stessi (che già sarebbe un bel passo avanti) ma diventiamo registi e sceneggiatori della nostra vita. Impariamo a fondo il copione e interveniamo con le giuste modifiche su di esso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Smettiamo di accontentarci di una narrazione senza finale, ma cominciamo a idearne milioni!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-7427673398652123587?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/7427673398652123587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/07/la-resistenza-attiva.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7427673398652123587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7427673398652123587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/07/la-resistenza-attiva.html' title='La resistenza attiva'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-7504022937073669180</id><published>2009-06-15T21:41:00.004+02:00</published><updated>2009-06-16T13:07:03.038+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Erotico'/><title type='text'>Pensieri macchinosi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ogni riferimento a persone, cose e soprattutto fatti, presenti o passati, sperimentati o solo immaginati, descritti qui sotto diventa reale in proporzione al desiderio del lettore di renderlo tale. Mattia, la sua fidanzata o Sabrina possono, nell’immaginazione del lettore diventare chiunque egli desideri e in loro è libero di immedesimarsi come pure prendere le dovute distanze. Non è nell’intenzione dell’autore turbare la sensibilità delle persone che decideranno di leggere questo post anzi, esso nasce dalla volontà di strappare qualche risata, qualche sorrisetto malizioso e perché no perfino di eccitare i lettori, ma soprattutto lettrici…fatemi sapere, su!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dedico questo post alla mia meravigliosa fidanzata che con i suoi consigli, il suo fondamentale supporto e il suo “essere”, rappresenta la vera essenza dell’intero racconto. In lei ho trovato un importantissimo modello a cui ispirarmi per un buon 70% dello scritto (l’altro 30% rimane farina del mio pacc…ehm sacco!). Grazie amore! Xxx&lt;br /&gt;Non mi resta quindi che augurarti una lettura che ti trascini violentemente nel mondo dell’eros adolescenziale, un contesto fisico-emotivo di cui, a mio avviso, è davvero troppo far parte…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PENSIERI MACCHINOSI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La masturbazione è bellissima, oltre che utilissima, eh gia! Tutti si masturbano, nonostante molti dicano di non farlo. Questi mentitori perseverano nel dichiarare il falso o perché vittime del terribile proverbio nonnesco “la masturbazione rende ciechi”, o perché plagiati dalla nostra edificante chiesa che ritiene l’atto masturbatorio demoniaco (poveretta, non ha ancora capito che la negazione aumenta i problemi piuttosto che una sana consapevolezza), o più spesso perché considerano la masturbazione come qualcosa che fanno solo gli sfigati che non hanno una che glielo smanetti al posto loro. Insomma il fai da te tanto invocato dall’Ikea non sembra essere poi così conveniente per un povero fanciullo arrapato slash allupato slash bisognoso di attenzioni altre.&lt;br /&gt;Purtroppo per me, io alla masturbazione credo, e concordo con l’aforisma Alleniano “In fondo masturbarsi è fare sesso con una persona che si ama davvero!”. Niente di più giusto.&lt;br /&gt;Fortunatamente non sono un pippaiolo, o almeno non sono un malato (ricordo quella scena di Full Metal Jacket in cui il gruppetto di soldati scherza sulle pratiche autogestite di un tizio a cui, stando alle loro parole, gli bastavano 5 minuti di noia per decidere come occupare il tempo; ecco, io non raggiungo questa soglia di necessità…), ma mi rendo conto che in certi momenti una pippa è utile, soprattutto se accompagnata poi da una cannetta.&lt;br /&gt;Tutto questo preambolare per arrivare a dire che nonostante le mie ferme convinzioni, ultimamente faccio molta fatica a masturbarmi e questo lo devo principalmente alle amorevoli cure della mia fidanzata, che con il suo bellissimo corpo e i suoi gesti e movimenti, mi fa godere un sacco. Non è che mi stia lamentando, badate bene, è solo che un conto è il favoloso sesso fatto con il partner, un’altra cosa è appunto la necessità di sedare quegli istinti primordiali che non permettono ancora all’uomo di dichiararsi fuori dalla catena naturale (guardate il film schifezza “Calvaire” per capire di che cosa sto parlando!). Spesso durante quei particolari, ma sempre più frequenti momenti di intimità, io e la mia fidanzata ci esercitiamo con risultati sempre migliori in attività peccaminose. Posso garantire che non abbiamo nulla da invidiare a quelle coppie di teenagers statunitensi o tedesche soprattutto, che per vantarsi delle loro strabilianti prestazioni caricano tutti quei video sui loro rapporti su quei siti di sesso amatoriale in internet. In certi casi, lo ammetto, non mi sento inferiore nemmeno ai maestri del porno “a la Rocco”. Insomma mi capita di dirmi nella testa: “John Holmes mi fa una sega!”&lt;br /&gt;Di sesso devo dire che non ne facciamo molto in effetti, ma quando ci riusciamo diamo davvero il massimo. La cosa più eccezionale è che non ci lasciamo immediatamente prendere dalla brutalità del sesso, ma cerchiamo comunque prima di creare quel giusto momento in cui iniziare rende le cose più vive. Tutti inizia con un sapiente dispendio di baci: si inizia ovviamente dalla bocca. Le lingue si intrappolano a vicenda e le labbra si aprono e si chiudono a ondate. La saliva diventa indispensabile come acqua. Le mani nel frattempo iniziano a toccare: si spingono nei punti più impensabili (ma anche no). Accarezzandole le gambe, spingendomi sempre più verso l’interno coscia, inizio a sentirla bagnarsi e contribuisco alla sua lubrificazione. La bocca comincia a scendere, percorrendo l’autostrada collinare del suo corpo, fino a raggiungere la galleria (capite di che parlo quando dico “galleria”?) e lì la lingua inizia a farsi spazio tra le labbra inferiori. Sento che lei ama questo mio trattamento. Capisco in quali punti ama la delicatezza e in quali invece preferisce si faccia più forte. Capisco e agisco di conseguenza. Inizio anche ad aiutarla con le dita: entro ed esco dolcemente, mentre la lingua persevera nella sua opera.&lt;br /&gt;Ormai il momento è arrivato: mi distendo sopra di lei e sento le sue mani afferrarmelo per condurlo dentro. Alla prima penetrazione un fremito di piacere, le attraversa tutto il corpo, come una scossa che la obbliga a serrare le gambe, ma io so che non è questo che vuole e gliele tengo bene aperte con le mani. Inizio a penetrarla sempre più energicamente, e sento che più mi spingo, più lei è pronta ad accogliermi, fino a che la sento venire ed io con lei raggiungo sempre un potente orgasmo. Capirete anche voi che il sesso è magico e che a ben vedere è preferibile alla masturbazione, ma capirete bene che è anche molto più difficile trovare lo spazio e il tempo per farne. Non è che se sono sotto la doccia di casa, possa fare tutto sto sesso, no? Stessa cosa vale per il tempo che impiego ad addormentarmi, quando quel tipo di pensieri comincia ad invadermi la mente. Cosa pensate, che mi alzi, apra l’armadio, tiri fuori la mia ragazza e ci faccia sesso? Andiamo, in queste occasioni sono costretto a smanettare da solo.&lt;br /&gt;Nonostante quindi la mia vita sessuale sia così brillante nei momenti di coppia, avrete capito che la masturbazione rimane per me e la mia soddisfazione orgasmica una pratica ancora troppo necessaria necessaria. E qui arriva il problema: a raggiungere l’apice del piacere, insomma a sborrare, non riesco come accadeva prima, se penso alla mia ragazza, ma arrivo ad un piacevolissimo orgasmo pensando e immaginando un'altra, e quel che è peggio è che nella mente mi scopi chessò Keira Knightley o Jessica Alba (quelle sono uscite dalla mia narrativa mentale ancora in terza superiore), no, io penso ad una ragazza a me molto vicina, una che esce insieme alla mia compagnia…io penso a Sabrina, “Sabri” per gli amici, “90 gradi” per tutti gli altri.&lt;br /&gt;Non ne capisco il perché (non parlo del soprannome, quello mi pare piuttosto chiaro, ma del fatto che mi masturbi pensando a lei!), dato che caratterialmente non mi piace ed anzi, spesso mi stupisco della sua stupidità; ma cosa volete che vi dica? Vorrei solo che fosse il mio, il cazzo ad infilarsi tra la sue labbra e a riempirgli la bocca, e non quello di un qualunque cretino che non sa nemmeno come tenerselo in mano.&lt;br /&gt;Molti di voi, sono sicuro staranno già pensando che io sia uno stronzo-maniaco-pervertito-bastardo: in fondo immagino di scopare con un’altra che tra l’altro è pure amica della mia fidanzata, e tutti sappiamo che certi pensieri sono pericolosi, e nascono dall’inconscio desiderio che si realizzino, soprattutto se si tratta di pensieri di natura sessuale. Diciamocelo, è appurato che se tutte le notti sogni di scoparti la tua segretaria, o la tua compagna di banco o chicchessia, lo fai perché &lt;em&gt;Effettivamente&lt;/em&gt; vorresti scoparla (I sogni son desideri, no?). Se poi queste seghe mentali (letteralmente parlando) te le fai &lt;em&gt;Volutamente&lt;/em&gt; pensando ad una che non è quella che già ti scopi abitualmente, solo per venire, la cosa si fa decisamente grave: ci sono un casino di studi psicologici che lo dimostrano, ma basterebbe anche solamente affidarsi al parere popolare, che in questi casi ha pure ricadute più elevate sull’opinione pubblica, rispetto a complicate ricerche psicologiche. Io però non sono Freud e di tutte ste menate popolari non me ne frega niente…se per venire uno deve pensare a sua sorella, o a sua madre, o a sua madre e sua sorella che si leccano, io credo che sia liberissimo di farlo, mica se la scopa sul serio no? E poi ci sono questi “famosi” studi che possono aiutarlo a decidere tra quale delle due scegliere per evitarsi il manicomio! Ok, questa era brutta. Io comunque non penso a mia sorella, non ce l’ho nemmeno una sorella, né tanto meno penso a mia madre, ma credo che se pensare in un certo senso ad un'altra possa essere paragonabile ad un tradimento, la razza umana sarebbe già estinta da quando è stato inventato il matrimonio! Beh, magari estinta no, però sicuramente messa peggio…&lt;br /&gt;Comunque, all’inizio pensavo a Sabrina che veniva scopata e che ci dava dentro con qualcuno di non ben identificato: amico, amica (spesso penso al sesso lesbo lo ammetto), buttafuori, professore, datore di lavoro (che non ha perché non lavora), Tizio, Caio, ecc…; al mio uccello non importava ancora chi fosse il fortunato a sbattersela. Mi facevo dei pensierini immaginandomela spompinare uno conosciuto la sera stessa e che ha avuto solo la brillante idea di portarsela dietro qualche angolo buio. Mi stuzzicava anche immaginare lei che si informava dalla mia ragazza su come mi comportassi io a letto e che, nel sentirsi dire che sono un fenomeno, si bagnava lì sotto e doveva congedarsi poco dopo, chiudersi in un bagno e soddisfare l’eccitamento che il pensarmi le aveva procurato. Ora questo non mi basta più. Devo esserci Io insieme a lei. Devo essere Io a toccare la sua pelle chiara, Io a passarle la mano tra i capelli biondi ed Io a spingere la sua testa contro il mio cazzo fino a farglielo ingoiare completamente.&lt;br /&gt;Stranamente poi, molte di queste fantasie erotiche, avevano luogo nella sua macchina, e ora, da quando sono patentato, nella mia. Non so perché ma immagino la macchina come un luogo molto interessante per del sesso facile. In fondo la macchina può diventare davvero un ottimo posto per scopare: basta parcheggiare che in una zona buia e poco frequentata (cosa che per alcuni non è nemmeno necessaria), ribaltare i sedili e darci dentro. Probabilmente la cosa che influisce di più è lo spazio che l’abitacolo della macchina può offrire: io ho una macchina dalle dimensioni modestissime e solo il volante può rappresentare un ostacolo non certo indifferente. Nelle mie fantasie spesso lei, senza nessun apparente motivo, ovviamente, mi chiede di fermarmi lì o lì e di spegnere la macchina. Io parcheggio e lei alza al sua minigonna mostrandomi che sfortunatamente quella volta le mutandine si è dimenticata di indossarle, poi me lo tira fuori e, con molta grazia, mi monta sopra e lo fa suo. Io spingo il sedile il più indietro possibile, mentre lei comincia lentamente e dondolarsi sopra di me, e poi le sfilo la maglietta di dosso, capendo che quel giorno le dimenticanze sono state più di una. Le spingo il busto contro il volante e affondo la faccia sulle sue tette sode, leccando e succhiando. Cominciamo ad accelerare nei movimenti: il suo andare su e giù si fa sempre più intenso e i suoi gemiti sempre più forti. Le spingo la testa all’indietro e lei sembra apprezzare il fatto di essere manipolata energicamente, così la spingo energicamente su e giù o cerco di aprirle le gambe il più possibile. Finalmente, quando sentiamo che stiamo per venire la spingo con le mani aggrappate alle sue tette contro il volante e il suono continuato del claxon fa da colonna sonora al nostro impetuoso orgasmo. Alla fine lei mi guarda soddisfatta, se lo sfila dalle gambe e ritorna ad occupare il sedile del passeggero, si china e lo tiene un po’ in bocca giocandoci con la lingua, lentamente…poi nella mia immaginazione a me viene duro di nuovo in pochi secondi e la spingo nei sedili posteriori, dove la penetro ancora un po’ davanti e concludo la mia performance penetrandola da dietro. Spesso il contesto scenografico esterno è corredato da passanti che, appunto passano oltre imbarazzati e, a volte da una ragazza (una sola volta mi è capitato di immaginare la mia fidanzata) che attirata dai gemiti di piacere o dall’ondeggiare della macchina, veniva a vedere, apriva la portiera e una che ci aveva sgamati, eccitata mi chiedeva se ci fossero le forze per soddisfare pure lei… Ovviamente c’erano!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, parcheggiato davanti al cancello di casa Sabrina, me ne sto tranquillo a fantasticare su quello che farei se avessi il suo corpicino tra le mani. Sto seduto sul sedile del guidatore e aspetto che esca di casa. Mi aveva mandato un sms poche ore prima, chiedendomi se per favore, per andare alla festa, avessi potuto accompagnarla io, dato che aveva voglia di bere e scatenarsi, e non gli andava di guidare. Voleva far ubriacarsi come una spugna e dato che io non sono uno che ama bere fino al collasso e lei si è garantita il passaggio da uno che andava via tranquillo e che all’occasione si sarebbe pure fermato se avesse dovuto svuotare lo stomaco da tutto l’alcool che c’era dentro. Insomma aspettavo che quel cancello si aprisse e nell’attesa immaginavo di vederla passare di fronte alla finestra della sua camera nuda. Immaginavo anche di scoparmela. La vedevo lì che passava alla finestra intenta a vestirsi per la festa, e un attimo dopo io ero lì dentro che me la scopavo…magari fosse così facile anche nella vita reale.&lt;br /&gt;Finalmente il dolce suono metallico del cancello elettrico mi distoglie dalle mie poco ortodosse fantasie e mi fa voltare verso di lei. Eccola. E’ bella, anche se meno bella nella realtà che non nelle mie fantasie. Apre la portiera e la richiude con dolcezza: la stessa dolcezza che nella mia testa impiegava nel farmi una sega. Monta su salutandomi con una strana innocenza. &lt;em&gt;Ciao Mattia!.&lt;/em&gt; Nel sistemarsi sul sedile, la sua mano sinistra trascina la cintura verso l’attacco, facendola strusciare tra le sue piccole tette sode. Il gesto è palese e immediate è l’associazione di idee sessualmente esplicita che mi rimbalza nella mente: quella cintura avrebbe dovuto essere qualcos’altro, quel qualcosa che nelle mie mutande cominciava a svegliarsi. In quel momento la mente di lei deve aver sviluppato un pensiero simile al mio, perché si è accorta del gesto un po’ imprudente appena compiuto, come pure si è accorta che pure io l’ho notato. E’ a quel punto che lei mi fissa un po’ imbarazzata (o no?) e ripete il gesto in modo più spinto, perché stavolta, fingendo che la cintura non fosse ben sistemata nell’attacco, ripete il tutto gonfiando un po’ il petto, mostrandomi da sotto la magliettina e capezzoli eccitati. &lt;em&gt;Puoi partire…&lt;/em&gt; Io ingrano la marcia, ma il suo sguardo fisso in mezzo al mio pacco, oltre a farmelo venire ancora più duro davanti ai suoi occhi scuri, mi distrae, impedendomi di eseguire una perfetta manovra di inversione. &lt;em&gt;Che fai? Vuoi che ti dia una mano?&lt;/em&gt; Maledetta, sa benissimo che effetto ha su di me, e le piace giocare: è per questo che tende la mano destra, offrendosi di aiutarmi ad inserire meglio la marcia, ma quella invece di appoggiarsi bene sul cambio e spingere dentro bene la retro, prosegue il suo movimento e va a planare sulla protuberanza in mezzo alle mie gambe. &lt;em&gt;Allora?&lt;/em&gt; Con la sua mano che tasta e saggia la forza della mia erezione, mi invita a completare la manovra, ed io eseguo.&lt;br /&gt;Guido con lei girata verso di me con la mano destra che si fa strada prima sotto i pantaloni, e poi sotto alle mutande (la manovra è facile, entrambi i capi sono elasticizzati!), mentre il braccio sinistro le funge da sostegno, appoggiato al mio sedile. Quello che sta facendo è evidente, tanto per me come per chiunque ci guardi, dato che di luce ce n’è ancora abbastanza da permettere a qualunque passante del nostro paese di riconoscerci perfino in faccia e la mia espressione inebetita di certo non può che confermare l’intuizione che quelli hanno nel vedere sta ragazza messa così: è evidente che mi sta facendo una sega; in macchina; mentre guido; senza badare a niente e nessuno. E nemmeno usando la sinistra, cosa che le permetterebbe di mantenere una posizione normale sul sedile, senza destare troppi sospetti no, lei mi sta facendo una magnifica sega usando la destra, e questo la obbliga ad essere voltata con il busto verso di me, dando il profilo agli automobilisti che guidano davanti a me, e la schiena ai pedoni che buttano l’occhio mentre passeggiano tranquilli sul marciapiede.&lt;br /&gt;Lei sue dita afferrano dolcemente il mio cazzo, ormai in piena erezione e completamente scoperto, dato che per facilitarsi il trattamento lei mi ha sapientemente sfilato pantaloncini e mutande fino alle ginocchia. Nei momenti in cui la mia mano destra non è impegnata nel cambio delle marce, le accarezzo dolcemente il viso, infilandole il pollice in bocca, giocherellando con la lingua, giusto per farle capire fino a dove mi piacerebbe che si spingesse…&lt;br /&gt;Dopo un po’ di minuti lei sembra afferrare il messaggio e finalmente decide di scendere anche con la testa; ha decisamente colto nel segno! I suoi capelli mi passano davanti, mentre si piega per infilarselo in bocca. Il tocco delle labbra mi provoca una scarica pazzesca e il contatto con la sua lingua calda mi fa trasalire. Succhia piccola, succhialo per bene…su e giù, su e giù…su e giù…su…e…giù…&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Allora?&lt;br /&gt;Eh? Cosa?&lt;br /&gt;Vuoi partire si o no? Non ho nessuna intenzione di arrivare tardi alla festa!&lt;br /&gt;Si, si, scusa…&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Inizio la mia inversione, veramente stavolta. Nessuna mano sembra intenzionata a muoversi verso il mio pacco e la cintura compie il suo dovere nel modo più comune possibile: si lascia allacciare facilmente, il tutto senza creare chissà quale situazione erotica.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Grazie per il passaggio, sai se guidavo io non potevo ubriacarmi come invece farò! Ah ah!&lt;br /&gt;(Ma vaffanculo, mi devi un pompino!)&lt;br /&gt;Prometto che saprò ricompensarti adeguatamente…sono una che ci sa fare sai!&lt;br /&gt;Lo so, lo so…&lt;br /&gt;?...Comunque, sai che la tua macchina è proprio carina?&lt;br /&gt;Somma…&lt;br /&gt;Ti ci sei mai sbattuto una ragazza in quei sedili?&lt;br /&gt;Eh?&lt;br /&gt;Dicevo: Ti è mai capitato di far stendere una ragazza nei sedili dietro e farla godere tenendola a gambe aperte?&lt;br /&gt;Una volta ho fatto qualcosa di carino con la mia fidanzata…&lt;br /&gt;E ti è piaciuto?&lt;br /&gt;Sì…&lt;br /&gt;E a lei è piaciuto?&lt;br /&gt;Credo di sì…&lt;br /&gt;Scommetto che a scopare in macchina sono molto più brava io…&lt;br /&gt;(Non ho dubbi…) ah Si?&lt;br /&gt;Decisamente…e diciamo che insomma…i tuoi sedili non sono nemmeno così male, sono piuttosto comodi…&lt;br /&gt;Stai cercando di dirmi qualcosa?&lt;br /&gt;Cosa ti sfugge ancora?&lt;br /&gt;Quindi mi stai proponendo di scoparti qui sui sedili posteriori?&lt;br /&gt;Diciamo che non saresti tu a scopare me…&lt;br /&gt;Cazzo, mica lascio la macchina ad uno che ti scopi qui dietro…&lt;br /&gt;Non hai capito: sarei io a scoparmi te!&lt;br /&gt;Ah si?&lt;br /&gt;Sì…ci stai?&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;Non dirmi che sei timido. Ma non devi preoccuparti, io so come far sentire un ragazzo a proprio agio…&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;Allora?&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;Ehi che hai? Ah! Ho capito…vuoi un piccolo antipasto prima di passare al piatto forte? Ok…&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Comincia ad avvicinare la mano.&lt;br /&gt;Mi fermo. Accosto.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dai piccola scendi!&lt;br /&gt;Non mi ero accorta che fossimo arrivati…&lt;br /&gt;Non siamo arrivati…dai scendi…&lt;br /&gt;Ma che dici?&lt;br /&gt;Ti dico di scendere…&lt;br /&gt;Sei proprio uno stronzo!&lt;br /&gt;Lo so…uno stronzo fidanzato…&lt;br /&gt;Sei uno sfigato!&lt;br /&gt;Mi dispiace, ma una come te mi va bene solo in determinati contesti…e poi non sei così lontana, casa di Stefano è a 10 minuti a piedi, ti faranno bene…&lt;br /&gt;Vaffanculo!&lt;br /&gt;Ciao!&lt;br /&gt;E io poi come ci torno a casa?&lt;br /&gt;Sono sicuro che non faticherai poi tanto a trovare uno disposto a montart!&lt;br /&gt;Spiritoso…ma rimani comunque carino. Un giorno forse…&lt;br /&gt;Ciao…&lt;br /&gt;Si ciao!&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(Che situazione del cavolo. Però ci sono andato parecchio vicino. Uff!&lt;br /&gt;Ormai sono quasi arrivato, spero che sia a casa, sennò mi sono fatto un sacco di strada per niente.)&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Parcheggio nel vialetto di casa sua, tiro il freno a mano, abbasso i finestrini e do un colpo di claxon. Aspetto.&lt;br /&gt;Due colpi.&lt;br /&gt;Finalmente vedo le tende della sua finestra diradarsi un attimo, e la sua testa fa capolino. Mi sorride. Adoro quando sorride. Mi fa un cenno con la mano e sparisce di nuovo dietro la tendina. Pochi secondi ed esce di casa. Di certo non si aspettava visite: indossa una semplice magliettina colorata, un po’ scollata e una gonna, dalle tonalità altrettanto luminose, ondeggia ad ogni suo passetto veloce nella mia direzione. È ancora a qualche metro dalla macchina che già mi saluta.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ciao, ma che ci fai qui? Non dovresti essere alla festa di Stefano?&lt;br /&gt;Sai come la penso io sulle feste…&lt;br /&gt;Sì lo so: il casino, la musica, il non poter bere, la gente che ti si avvicina senza conoscerti e che ti si attacca per tutta la sera addosso… non è roba per te…&lt;br /&gt;Mi conosci…&lt;br /&gt;Fin troppo bene, e nonostante tutto mi stupisci sempre come in questo caso…&lt;br /&gt;Senti, quanto ci metteresti a metterti qualcosa e venire a fare un giro con me?&lt;br /&gt;Due secondi! Vieni dentro…&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;La seguo in camera sua.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non vorrai mica stare qua a valutare il tuo campionario di vestiti? Mettiti qualcosa di decente per uscire un po’ e basta, non farti troppi problemi!&lt;br /&gt;Che palle che sei, tanto ho già scelto. Questo ti piace?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Mi piaceva…&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Massì mettiti quello che vuoi!&lt;br /&gt;Sempre d’aiuto come al solito eh? Allora metto questo, tanto per te non cambia giusto?&lt;br /&gt;Giusto!&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Si sfila la maglietta colorata e la gonnellina, e vedermela lì davanti in reggiseno e mutandine mi fa davvero venire voglia di saltarle addosso. Ma alzo dal letto e mi avvicino. Mi posiziono dietro di lei e con le mani le accarezzo prima il seno e poi scendo. Mi infilo per pochi secondi sotto le mutandine. Entro un po’ con il dito medio. Giusto il tempo per sentirla bagnarsi ed esco. Un vero e proprio tocca e fuggi. Lei si volta, mi da un bacio e me lo tira lentamente fuori. E’ già in completa erezione. Mi spinge in po’ per farmi sedere sul bordo del letto e mi si inginocchia davanti. Lo guarda un po’ compiaciuta e alza lo sguardo su me, rivolgendomi un sorriso maliziosetto. Inizia a leccarmelo dolcemente e poi se lo fa sparire in bacca. Me lo succhia quel tanto che basta perché, una volta smesso qualche minuto, mi dispiaccia che non continui, ma in fondo fa lo stesso che ho fatto io con lei poco prima. Amiamo stuzzicarci a vicenda.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dai su, che così non riesco a prepararmi!&lt;br /&gt;Occheiii…&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Il vestitino le sta perfettamente. Ma non glielo dico.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Andiamo?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Si!&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Mentre lei chiude casa io avvio la macchina.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Allora dove mi porta, mio bellissimo autista?&lt;br /&gt;In un posto tranquillo, un po’ appartato, dove io possa approfittare di lei, signorina!&lt;br /&gt;Devo dire che la cosa mi stuzzica un po’! In marcia allora!&lt;br /&gt;Ai suoi ordini!&lt;br /&gt;Sbaglio o le miei orecchie hanno udito pronunciare la frase “Ai suoi ordini”?&lt;br /&gt;Non sbaglia…&lt;br /&gt;Come immaginavo! Allora al mio buon autista non le dispiacerà di guidare mezzo nudo cosicché io possa ammirare le sue qualità anatomiche?&lt;br /&gt;Vuole che mi tolga la maglietta?&lt;br /&gt;Veramente non mi riferivo a quella metà…&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Mi sfilo pantaloncini e mutande. Sono estremamente eccitato, ed è evidente.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La mia signora apprezza?&lt;br /&gt;Molto! Prego, può andare!&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-7504022937073669180?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/7504022937073669180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/06/pensieri-macchinosi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7504022937073669180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7504022937073669180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/06/pensieri-macchinosi.html' title='Pensieri macchinosi'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-3861539291854535139</id><published>2009-05-30T12:56:00.011+02:00</published><updated>2009-06-01T15:08:31.925+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Horror'/><title type='text'>L'Ultimo Sacrificio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Era lì da sempre, e da sempre inquietava chi vi passasse accanto. Mansion Rock non era una casa come le altre e chiunque poteva confermarlo non appena lo sguardo, immancabilmente, finiva su quella maledetta finestrella rettangolare che immetteva dalla soffitta direttamente sulla strada: pareva avere una vita propria e quando il suo sguardo si incontrava con quello del povero curioso sembrava dire &lt;ti&gt;&gt;. Da quell'intimo, ma macabro contatto, nasceva una strana sensazione: qualcosa ti si sprigionava dagli abissi dell'anima, rimestando tra le tue più profonde paure; era a quel punto che il malcapitato chinava il capo e fissava davanti a sè, proseguendo per la sua strada e accelerando il passo, come a fuggire il prima possibile da quello sguardo che ti si incollava addosso e non ti mollava fino a che non svoltavi al primo angolo utile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era quella finestra causa di tutto. Era Lei, la finestra, che con il suo vetro opaco e le sue inferriate arruginite e cigolanti, nascondeva quello che doveva essere un orrore innominabile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mansion Rock, da quella sua posizione leggermente sopraelevata in quella sua collinetta arida, dominava su tutto e tutti e, col suo occhio, scrutava il mondo esterno bramando un giorno, di liberare il suo male, avvolgendoci tutti nelle tenebre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quel giorno è arrivato...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stanotte il Male che per gli ultimi 4 secoli ha aspettato, da quando l'ultimo abitante della casa è sparito nel nulla lasciandola disabitata dando adito a quelle antiche storie e sperstizioni che volevano Lord Carrington a capo di un'antica setta, scioglierà i propri sigilli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo, e purtroppo molto altro, è scritto nel diario di Lord Ismael Carrington di cui la mia famiglia è entrata in possesso quando, nel 1609, si mise a capo di una spedizione che coinvolse l'intera cittadina di Ashville allo scopo di radere al suolo Mansion Rock. Non crediate che i miei antenati fosssero dei pazzi: la decisione venne presa con estrema difficoltà e solo quando il limite umano di sopportazione raggiunse il limite. Quasi ogni notte, attraverso le pareti della casa, si udivano orribili urla, difficilmente distinguibili, come se non fosse la casa il punto d'origine della loro provenienza, ma bensì venissero da molto più lontano, da altrove. Molti furono coloro che nel vicinato, nel sentire questi lamenti, non riuscivano più a dormire a causa dei terribili incubi che violavano il loro sonno. Molti furono coloro che si trasferirono in altre zone della contea, e non pochi furono i casi di persita del senno, soprattutto tra i più anziani: noto è il caso del Sig. Baston che fu trovato morto nel suo letto dopo che, con delle grosse forbici, si era tagliato via entrambe le orecchie e, forse perché il trattamento non si rivelò sufficiente, si pugnalò più volte alle tempie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questi e numerosi altri fatti spinsero i miei avi a prendere la loro decisione. Quella notte, dell'8 dicembre 1609, si volle porre fine a questi incubi fermando Lord Carrington e bruciando Mansion Rock, in modo che dalle loro ceneri non potessero più nascere orrori simili. Nella fredda notte, le strade di Ashville si alluminarono delle luci delle torce e risuanarono delle urla di odio e del rumore dei passi della disperazione strascicati verso la casa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una volta penetrati nella casa però, tutte le certezze della cittadina crollarono come un castello di carte: quello che si scoprì all'interno rimase per sempre un segreto che i rivoltosi custodirono nelle loro menti, sopportandone il dolore e proteggendo le generazioni future. Oggi si vocifera di mostruosità indicibili: non fu trovato nessun bambino rapito, nonostante si sentissero nella notte pianti ed urla, ma i dipinti, i dipinti erano spaventosi. Nella soffitta, che sembrava allestita come un vero e proprio laboratorio da alchimista, le pareti erano ricoperte di dipinti raffiguranti mostri di ogni forma e dimensione, aborti umani che non possono essere descritti, rappresentazioni di antichi templi splendenti illuminati da soli neri. Numerose iscrizioni rosse in una lingua sconosciuta tappezzavano il soffitto e il pavimento, il quale al centro vedeva installato un monumento circolare dal diametro di 3 metri su cui era scolpito un serpente che si attorcigliava su se stesso mordendosi la coda. Circoli e pentagrammi erano diffusi in tutta la casa, rivelando terribili credenze e aspirazioni, ma di Lord Carrington nemmeno l'ombra, come di qualunque altra forma di vita. Nella parete sud si trovava l'archivio del pazzo e da un tavolo vicino, ancora aperto e di recentissimo utilizzo, il mio antenato raccolse il diario che ora io stringo con difficoltà tra le mani.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Venne appiccato l'incendio: Mansion Rock bruciò incessantemente per 10 lunghi giorni, ma non servì a nulla. La casa rimase lì, perfetta nelle stesse condizioni in cui era e oggi, brama la sua vendetta che, grazie a me, non tarderà a compiersi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Compresi tutto quando l'estate di due anni fa notai il vecchio diario rovistando tra vecchi scatoloni nella soffitta di casa del nonno, mentre mi trovavo in vacanza ad Ashville. Comprenderete così, perchè da quel giorno insistetti tanto con i miei che le vacanze si svolgessero in quell'interessantissima cittadina e i miei desideri, come sempre, vennero esauditi. Passavo interi pomeriggi a leggere il diario e nel tempo libero cercavo di fare amicizia con i vecchi del posto e con i componenti di quelle famiglie che da sempre sono insediate lì, in modo da ottenere il maggior numero di informazioni e notizie su Mansion Rock, Lord Ismael Carim Carrington III (questo ho appreso dal diario essere il suo nome), e sulla notte dell'8 dicembre. Tutti erano reticenti a parlarmene, credo a causa di un timore reverenziale nei confronti di quelle misteriose vicende, ma un po' alla volta le gente si sbottonava ed esorcizzava le sue antiche paure narrandomi quelle terribili storie che ogni buona famiglia non mancava di tramandarsi: chi per elogiare l'eorismo dell'antenato, chi per criticarne l'operato e chi semplicemente lo faceva con l'intenzione di spaventare un nipotino. Per 3 lunghe estati raccolsi informazioni, che si rivelavano molto confuse per quel che rigurdava fatti superficiali, ma estremamante coincidenti per quel che concerneva la notte della spedizione e gli orrori che portò alla luce.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La lettura del diario mi permise di compiere grossi progressi nonostante fosse scritto in diverse lingue che riconobbi nell'inglese, francese medievale e in una sorta di greco ellenistico ebraicizzato. Sfortunatamente le mie competenze si limitavano all'inglese, al francese contemporaneo e a qualche rudimento di greco che mi servì a poco. Tuttavia, fortunatamente, il diario si dimostrava quasi interamente illustrato a mano: numerose erano le trascrizioni di rune ricopiate da stipiti di antichi templi; era illustrato, nelle sue diverse modifiche fino al prodotto finale, il monumento circolare serpentino, che compresi essere l'altare sacrificale che avrebbe dato vita alla forza maligna e, infine, numerose pagine erano dedicate a lei, la finestra della soffitta, che compresi essere una porta sull'Inferno, sulla quale erano incisi in minuscoli caretteri tutto intorno i nomi dei demoni della decadenza alessandrina:&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;HEL - HELOYM - SOTHER - EMMANVEL - SABAOTH - AGLA - TETRAGRAMMATON - AGYROS - OTHEOS - ISCHYROS - ATHANATOS - VA - MESSIAS - IEHOVA - ADONAI - SADAY - HOMOVSION.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mia ricerca mi ha condotto fino a qui, mi ha spinto a scardinare i lucchetti che bloccavano l'accesso a Mansion Rock, mi ha condotto nelle sale che un tempo furono abitate da Lord Carrington, mi ha spinto a salire le scale ancora perfettamente conservate che conduco alla soffitta, e ora sono qui, davanti alla porta. Sento una strana brezza provenire dall'altra parte e dei sussurri che mi invitano ad entrare. La mia presa sul diario diviente sempre più serrata. Faccio un profondo respiro. Entro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eccolo, è Lui, in piedi nella sua vestaglia cerimoniale, che aspetta me.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Finalmente è giunto il momento - Disse Lord Carrington rivolgendo entusiasta lo sguardo al cielo. - SeI PrOnTo?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Sono pronto...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'ultima cosa che vidi, oltre al mio corpo contorto disteso sopra l'altare che veniva sbranato dall'essere a cui offrivo la mia vita, fu la finestra: le incisioni sanguinanti dei nomi di quei demoni a cui ogni vittima sacrificale aveva permesso la fuga, presero fuoco e la "Porta" finalmente cominciò ad aprirsi su un mondo di pura malvagità, di dolore, di orrore. Un mondo sul quale io avrei dovuto vigilare al posto dell'immondo che stavo liberando. Diventavo l'ultimo nuovo sigillo. Dalla finestra avrei continuato ad osservare il dell'al di quà come una sentinella, assistendo alla progressiva vittoria delle Tenebre sulla Luce. Grazie a me il rituale fu, dopo tutti questi secoli, completato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-3861539291854535139?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/3861539291854535139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/05/lultimo-sacrificio.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3861539291854535139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3861539291854535139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/05/lultimo-sacrificio.html' title='L&apos;Ultimo Sacrificio'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-1627069320937629603</id><published>2009-05-10T20:04:00.002+02:00</published><updated>2009-05-10T20:06:35.538+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Short'/><title type='text'>Maternità</title><content type='html'>Ragazzo alzati e lascia il posto alla signora, non vedi che è incinta?&lt;br /&gt;E io che c'entro? Non è mica mio!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-1627069320937629603?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/1627069320937629603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/05/maternita.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1627069320937629603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/1627069320937629603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/05/maternita.html' title='Maternità'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-7225535817256288382</id><published>2009-05-03T11:02:00.007+02:00</published><updated>2009-05-04T14:41:27.975+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Surrealismo'/><title type='text'>L'immaginato che muore</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Lunedì, il giorno che segnò irreversibilmente la mia esistenza, il giorno in cui tutto cambiò. Lunedì, il giorno in cui capii di essere morto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi è bastato un attimo e tutto...tutto era altro, per sempre. Niente più appariva come prima. Da lunedì tutto acquistò finalmente un senso!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se mai me lo avessero chiesto, avrei definito la mia una vita realizzata. Avevo tutto quello che un uomo con un po' di immaginazione può desiderare: Donne, amici, soldi, successo. Vivevo al massimo e non mi accorgevo che le cose stavano cambiando, lentamente...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualcuno di voi può pensare che il mio successo sul lavoro stesse inizianodo ad incrinarsi, o che stavo per innamorarmi di una donna per cui avrei abbondonato tutto, o che mi ero incasinato in chissà quale azione illegale per fare un'enorme cazzata e cose così, ma no; la mia realtà rimaneva sempre lì a svolgere il suo dovere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quello che stava cambiando era qualcosa di invisibile dentro me. Non so nemmeno cosa, ma di certo abbastanza importante da uccidermi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;All'età di 27 anni, le notti diventavano il momento migliore della giornata. Dopo il successo del giorno, la notte mi dava ristoro e riposo,ma non solo. La notte diventavca la mia più intima consigliera e soprattutto mi permetteva di giudicare, previa attenta analisi, lo svolgimeto dalla mia vita vissuta alla luce del sole. Di notte insomma, invece di dormire, rielaboravo il vissuto. Lo so, lo so, è quello che fanno tutti: pensare a come è andata la giornata e complimentarsi con sé stessi per il buon esito o decidere di fare di meglio per l'indomani ecc...magari arrivando persino a darsi un voto: "Oggi è stata una giornata 10", "E' iniziata da 2 ma la sera è stata indimenticabile, quindi mi darei un 8!", e cose così. Io invece no. Io rivivevo completamente il giorno, dal momento in cui aprivo gli occhi fino a...a? fino a sempre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Iniziavo,per così dire, scusate il mio egocentrismo, a porre le basi di una nuova disciplina psicanilitica: invece di leggere e interpretare i sogni, l'inconscio, io rileggevo e interpretavo il conscio!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;All'inizio era una cosa molto tranquilla, diciamo. Ripensavo alla giornata e la esploravo come uno spettatore. Mi immaginavo e mi rividevo reinterpretare la parte già girata del film della mia vita. Ero come un'entità esterna, una telecamera sul mio mondo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni notte rivivevo il giorno, ad occhi aperti. Razionalmente. Man mano che il tempo passava quello che prima era solo un occhio esterno, uno spettatore, cominciava ad ottenere "permessi" sempre nuovi. Iniziavo ad osservare non solo me stesso, ma anche il resto. Mi resi conto ben presto che registravo tutto ciò su cui avevo puntato la mia attenzione, ma anche altro. Certo, stiamo parlando del subconscio, quello che c'è ma che non si vede ecc. Ma non è questo il caso. Io non esploravo il subconscio, io smettevo di ripensare in termini di "io" e cominciavo ad esistere come entità all'interno della mia stessa immaginazione. E' difficile da capire lo so. Facciamo allora questo esempio: Mettiamo che state ricordando il momento del vostro primo bacio. Di sicuro ricordate l'avvenimento in sè: cosa è accaduto, come, perchè, cosa vi siete detti ecc...Se provate allora a pensarci, vi accorgerete voi stessi che il momento risulterà irricostruibile nella sua interezza. Vi ricorderete le parole pronunciate, ma non siete sicuri che siano quelle, vi ricoderete le sensazioni, ma in realtàsaranno modificate da voi stessi, perché ne state comunque immaginando un surrogato! Io invece, oltre a riuscire a ricostriure completamente la scena e a riprovare esattamente ciò che provavo nei momenti oggetto dell'analisi, sono in grado di creare un me stesso che per quella stessa scena riesce a girovagare a percepire cose di cui il mio "io" di allora non si rendeva nemmeno conto. Mi sono spiegato più o meno? Bene...In poche parole diventavo mano a mano il marratore onnisciente di me stesso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il giorno vivevo e la notte rivivevo e vivevo contemporaneamente. Tutto questo succedeva, veniva a sua volta registrato e, man mano, io morivo; fino a quando, lunedì, smisi di esistere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Morivo e non me ne accorgevo perché ero troppo preoccuapato per vivere! Ogni notte sempre meno tempo veniva concesso al sonno in favore del rivivere e, ogni notte, smettevo di essere l'io vissuto per diventare l'io immaginario. Esistevo contemporaneamente 3 volte: L'io che immaginava il me stesso che riviveva l'io gia vissuto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cominciavo ad evere paura e in realtà ciò che più mi terrorizzava era il non sapere quale dei miei "io" temevo veramente. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lunedì finalmente decisi di porre fino a tutto questo!&lt;br /&gt;Stabilii di riflettere, stabilii su cosa e decisi che per porre fine a tutto questo, dovevo obbligarmi a realizzare ciò che non potevo: la mia intera esistenza era immaginaria. Io non esistevo, in quanto vivevo solo nel ricordo di me stesso; ricordo manipolato all'infinito da me! Decisi che per risolvere questa situazione dovevo giungere all'unica conclusione impossibile: Io ero frutto della mia stessa immaginazione!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lunedì, come stabilito, lo realizzai e smisi di esistere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-7225535817256288382?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/7225535817256288382/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/05/limmaginato-che-muore.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7225535817256288382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7225535817256288382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/05/limmaginato-che-muore.html' title='L&apos;immaginato che muore'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-7026102207904974764</id><published>2009-05-02T11:50:00.002+02:00</published><updated>2009-05-02T11:53:21.361+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Short'/><title type='text'>Non basta vivere...</title><content type='html'>Giustiziatelo!&lt;br /&gt;Ma Signore, quest'uomo non ha fatto assolutamente niente!&lt;br /&gt;Per questo è necessario...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-7026102207904974764?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/7026102207904974764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/05/non-basta-vivere.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7026102207904974764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/7026102207904974764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/05/non-basta-vivere.html' title='Non basta vivere...'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-3324567654501843879</id><published>2009-05-01T11:16:00.008+02:00</published><updated>2009-05-01T19:52:20.171+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Thriller'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fantastico'/><title type='text'>"NuovaVita"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;... ... ...&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pronto?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Voce registrata:&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;Salve Gentile Cliente,...&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(No,e adesso che cazzo vogliono questi! Riattacco...)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;...non riattacchi il ricevitore, perchè quello che la nostra azienda le propone potrà cambiarLe la vita.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(La vita? Ma che c...!)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;La vita! Sì, ha capito bene! Se Lei vive nel nostro stesso mondo, sicuramente percepisce che non è quello che fa per Lei, che non è così che le cose dovrebbero andare. Si sente come un pesce costretto a nuotare in acque troppo inquinate!&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(Ma senti cosa mi tocca stare a sentire...però l'esempio calza...)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;E' proprio questo desiderio di offrire quel qualcosa in più, che ha spinto il nostro fondatore a istituire la "NuovaVita"! "NuovaVita" è un progetto. "NuovaVita" è quell'opportunità che tutti aspettano ma che non arriva mai. "NuovaVita" è il sogno che si realizza.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(...?)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Questo progetto nasce per offrire alla propria clientela la possibilità di vivere un'esperienza straordinaria che cambierà per sempre la sua esistenza. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(Ah-Ahn? E come farebbe, sentiamo.)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Tutto questo realizzabile attraverso un straordinario viaggio,...&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(Un viaggio? La solita offerta turistica dal prezzo esorbitante...)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;...completamente a nostre spese, avente come destinazione un nuovo mondo; un mondo in cui Chiunque avrà la possibilità di ricostruire il proprio essere, di modo che, una volta tornato, se mai vorrà farlo, osserverà con nuovi occhi tutto tutto ciò che lo circonda!&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(Un nuovo modo di vedere le cose? E poi percepirei questo mondo di merda come un paradiso?)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Esatto!&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(???)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Quello che Le basterà fare per accedere alla nostra proposta, Gentile Cliente, Lei lo ha già fatto!&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che cazzo dici? Non ho fatto niente! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Semplicemente decidendo di ascoltare interamente questo breve messaggio, Lei ha permesso ai nostri server di registrare la Sua accettazione al programma. Complimeti per la Sua scelta! Esaminando il tono della Sua voce, i nostri dispositivi hanno rilevato e rielaborato il Suo stato d'animo, riscontrando un attaggiamento positivo nei confornti della nostra incredibile offerta. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma che stai blaterando?! Questa è una truffa! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Congratulazioni Signore, tra pochi istanti il Suo fortunato viaggio avrà inizio...&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;NO NO! E' impossibile! Io vi denuncio!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;"NuovaVita" Le augura un buon viaggio e La ringrazia per la Sua adesione! ... ... ...&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma che è 'sta storia?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Calmati...Non possono farti niente! Hanno solo registrato la tua voce, non hanno un cavolo! Non possono farti niente! Ma perchè cavolo parlo alla secondapersona singolare?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Devo chiamare la polizia, devo dirgli che sti stronzi volgiono rapirmi per partecipare ad un fottutissimo programma...Adesso che ci penso tutto però tutto ciò non ha senso! Massì, deve essere stato per forza uno di quegli scherzi telefonici! Devo dire riuscito! Mi hanno proprio fatto cag...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cosa succede?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cos'è questa sensazione?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi sento interbidire, non mi reggo in piedi...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cazzo!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non vedo più niente! Sono cieco! SONO CIECO! Cazzo! Che cosa sta succedendo? Cosa mi state facendo maledetti?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non sento più niente...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Niente...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' tutto buio...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non respiro! Soffoco! AIUTO! Sto morendo...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Voce registrata:&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;"NuovaVita" Le dà il benvenuto nel Suo nuovo mondo!&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Weeeeee! Weeeee!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eccolo...complimenti signora, è un bellissimo maschietto...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Me lo faccia vedere, la prego...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prego, stia attenta...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ciao! Ciao amore mio, sono la tua mamma! Sono contenta che tu abbia voluto arrivare qui da noi! Benvenuto al mondo!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-3324567654501843879?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/3324567654501843879/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/05/nuovavita.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3324567654501843879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3324567654501843879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/05/nuovavita.html' title='&quot;NuovaVita&quot;'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-159643746061254016</id><published>2009-05-01T11:10:00.003+02:00</published><updated>2009-08-01T22:04:41.662+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Short'/><title type='text'>Metamorfosi</title><content type='html'>Il verbo si è fatto carne...&lt;br /&gt;Che schifo! E che verbo era?&lt;br /&gt;Brulicare...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-159643746061254016?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/159643746061254016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/05/metamorfosi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/159643746061254016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/159643746061254016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/05/metamorfosi.html' title='Metamorfosi'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-6802185835747738243</id><published>2009-04-30T19:02:00.006+02:00</published><updated>2009-05-01T19:51:58.035+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Thriller'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comico'/><title type='text'>Caccia</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Allora?&lt;br /&gt;Allora? Vuoi che ti speghi in che cavolo di casino siamo?&lt;br /&gt;Non dicevo questo, capisco benissimo. Intendevo adesso che facciamo?&lt;br /&gt;Non avere fretta...&lt;br /&gt;Non ho nessuna fottutissima fretta!&lt;br /&gt;E stai calmo!&lt;br /&gt;Sono calmo....sono calmo...&lt;br /&gt;Cerca di sembrare naturale.&lt;br /&gt;Ok! Beh... "Bella giornata non trovi?"&lt;br /&gt;E' questo il meglio che sai fare? "Sì bella, piuttosto soleggiata, no?"&lt;br /&gt;Vaffanculo... "E-e in famiglia come va?"&lt;br /&gt;(...) "Bene, bene. A proposito, Clara ti saluta!"&lt;br /&gt;"Grazie, ricambia. Marco aspetta ancora la sua ricetta segreta del polpettone."&lt;br /&gt;"Lo sai quanto Clara sia gelosa dei suoi segreti!"&lt;br /&gt;"Beh, mettici una buona parola!"&lt;br /&gt;"Ok!" (Idiota...) "E il lavoro?"&lt;br /&gt;"Faticoso come al solito, sono stressato e da domani mi prendo una bella vacanza!"&lt;br /&gt;Eccolo, guarda!&lt;br /&gt;Lo vedo!&lt;br /&gt;Non perderlo di vista!&lt;br /&gt;Attenzione, si sta spostando...&lt;br /&gt;Parla piano, Cristo Santo o manderai tutto a puttane! Non muovere un muscolo e continua a fare finta di niente.&lt;br /&gt;E se lo perdiamo?&lt;br /&gt;Stai calmo, non ci scappa, questa volta lo becchiamo!&lt;br /&gt;Avviciniamolo evitando movimenti azzardati...&lt;br /&gt;CAZZO!&lt;br /&gt;Che c'é?&lt;br /&gt;Si avvicina a quei bambini...&lt;br /&gt;Merda...&lt;br /&gt;Vi prego piccoli bastardini non fate stronzate...si, continuate a giocare senza accorgervi di un cavolo...state lì...bravi...?&lt;br /&gt;Dobbiamo avvicinarci un po'.&lt;br /&gt;Ma...?&lt;br /&gt;Qui rischiamo che venga fuori un casino!&lt;br /&gt;Ok, ma non diamo troppo nell'occhio, se ci vede adesso non sappiamo come reagirebbe, soprattutto considerati i marmocchi...&lt;br /&gt;Guarda!&lt;br /&gt;Fiuuu, si sta allontanando dai piccoli...Forse non è in vena!&lt;br /&gt;Ti prego, non scherzare su ste cose. Ricorda cosa è successo l'ultima volta.&lt;br /&gt;Hai ragione, chiedo scusa...&lt;br /&gt;Si dirige verso quell'albero.&lt;br /&gt;Avanti, avviciniamolo.&lt;br /&gt;Ok!&lt;br /&gt;Si è fermato! Cosa facciamo?&lt;br /&gt;Ormai siamo a pochi metri, niente cazzate!&lt;br /&gt;Giriamogli attorno, e chiudiamolo ai lati!&lt;br /&gt;Io a destra e tu a sinistra!&lt;br /&gt;Stavolta è fottuto!&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;AH! Beccato!&lt;br /&gt;Bravo! Finalmente! Fermo, piccolo bastardo!&lt;br /&gt;Questa è l'ultima volta che scappi, piccolo demonio!&lt;br /&gt;BAU! BAU!&lt;br /&gt;...Andiamo a casa, che sono già in ritardo per il lavoro...&lt;br /&gt;Non dovevi prenderti una vacanza?&lt;br /&gt;Grazie, Clara. Davvero molto divertente! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-6802185835747738243?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/6802185835747738243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/04/caccia.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/6802185835747738243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/6802185835747738243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/04/caccia.html' title='Caccia'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-3300454358909341728</id><published>2009-04-27T16:34:00.007+02:00</published><updated>2009-05-01T10:54:33.171+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Horror'/><title type='text'>Preferire l'inferno</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Faceva molto caldo. Ero sudata fradicia. Lungo la frangia dei capelli, che mi si era incollata alla fronte, scivolavano lente gocce di sudore. Una mi raggiunse le labbra. La assaggiai. Riconoscevo il sapore di sale ma, mischiato a quello, ne distinguevo un altro: ferro. Spaventata, mi passai una mano sui capelli, poco sopra la fronte e, al contatto con quei lunghi fili mori, la sentii come impiastricciarsi. Salii un po' con la mano e sfiorai una protuberanza, un grosso bernoccolo. Faceva malissimo. Tolsi subito la mano e la osservai: era inzuppata di rosso.&lt;br /&gt;Ero paralizzata.&lt;br /&gt;Avevo una paura fottuta, e la vista della mano sporca di sangue mi fece esplodere un urlo del petto, che però si soffocò lì, perchè la mia bocca non emise un singlo rumore. Mi guardai intorno restando immobile. La stanza mi era familiare. Le pareti erano spoglie e il letto di fronte a me era...era..."abitato"...C'era &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;qualcosa&lt;/span&gt; nel letto, immobile. &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Qualcosa&lt;/span&gt; che mi guardava. Due piccole luci, sul cuscino, se stavano sospese nell'ombra e mi fissavano.&lt;br /&gt;Quella &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;cosa&lt;/span&gt; era distesa, ben nascosta sotto le coperte. E mi fissava.&lt;br /&gt;"Chi sei?"&lt;br /&gt;Silenzio. Volevo girarmi e scappare. Uscire da quella stanza infernale e allontanarmi da quell'&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;essere&lt;/span&gt; che continuava a fissarmi in silenzio, luccicando.&lt;br /&gt;"Chi cazzo sei, eh? Rispondi brutta stronza! E smettila di fissarmi cazzo!"&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Si &lt;/span&gt;mosse. Le coperte si scostarono. I &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;suoi&lt;/span&gt; piedi tremavano.&lt;br /&gt;Percepii un urlo tuonare nella mia mente, un urlo di dolore. Implorava pietà, diceva di smetterla, "BASTA, BASTA" urlava "Ti PrEgO..."&lt;br /&gt;La &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;cosa&lt;/span&gt; nel letto ora tremava tutta, spasmodicamente, ma mi fissava...il lucchichio era più intenso, quegli occhi luccicanti non si chiudevano mai, continuavano a fissarmi, immobili. Rimanevo bloccata con quel mostro davanti che sembrava vibrare sotto le coperte e quell'urlo straziante che continuva a riecheggiare nella mente.&lt;br /&gt;Cominciai a sentire delle fitte. Degli aghi mi attreversavano le spalle e le braccia. Delle stilettate mi procuravano doliri terribili. Una prima, una seconda, una terza... Mi accasciai al suolo con quegli aghi che continuavano a pugnalarmi il petto. Guardai in giù: ero ricoperta di sangue, del mio sangue. Dove sentivo le pugnalate mi si aprivano delle ferite che cominciavano a sanguinare, inzuppandomi tutta. Ciminciai pure io, come quella voce ad urlare e mi riconobbi nelle sua terribile voce: "BASTA, VI PREGO, SMETTETELA, BASTA!"&lt;br /&gt;Alzai un po' lo sguardo e la &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;cosa&lt;/span&gt;, che prima mi fissava dal letto, ora stava in piedi di fronte a me.&lt;br /&gt;Dai suoi piedi usciva sangue che, allargandosi sul pavimento, disegnava una macchia circolare quasi nera. Continuavo ad alzare lo sguardo e intanto urlavo di dolore, implorandone la fine. La &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;cosa&lt;/span&gt; assumeva man mano le sembianze di una donna...&lt;br /&gt;Non mi lasciò il tempo di alzare la testa che il suo volto si proiettò a pochi centimetri dal mio. Quegli occhi terribili.&lt;br /&gt;Fisasvo i miei stessi occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'esplosione nel petto...&lt;br /&gt;Un'altra...&lt;br /&gt;Un'altra!&lt;br /&gt;"Signora mi sente? Signora riesce a sentirmi?"&lt;br /&gt;(si...)&lt;br /&gt;"Presto portiamola via!"&lt;br /&gt;(si portatemi via...si...lontana da quest'incubo...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Tosta la tipa!"&lt;br /&gt;"Ci credi che quella troietta è sopravvissuta a quei macellai? Porca troia se è tosta! Dopo dieci accoltellate deve aver trovato proprio un bel cazzo di posto dall'altra parte, se ha preferito tornare in questo inferno!"&lt;br /&gt;"E i bastardi che hanno firmato questo capolavoro?"&lt;br /&gt;"Li prenderemo cazzo! Puoi starne certo, mi ci gioco il distintivo!" &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-3300454358909341728?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/3300454358909341728/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/04/preferire-linferno.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3300454358909341728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3300454358909341728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/04/preferire-linferno.html' title='Preferire l&apos;inferno'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-2523703257775221350</id><published>2009-04-27T10:52:00.005+02:00</published><updated>2009-05-01T10:55:28.936+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esoterismo'/><title type='text'>L'Ultima Bevuta</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Chi sei?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Io sono Io.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Chi non sei?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Non sono Te.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;E chi sono IO?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;TU sei Dio!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Perché hai cercato di diventare chi non sei?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Volevo cambiare le cose...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Perché?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Perché TU sei sopra tutto e tutti...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Se non lo fossi, fallirei...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Ma TU hai già fallito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;IO non posso fallire!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Allora non staremmo qui a discuterne non trovi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;A cosa pensi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Alla ragione: IO nasco per dare un equilibrio, ed esisto per mantenerlo. IO sono il termine di paragone che vi rende umani e che vi distingue dal Divino. Senza di ME voi non esistereste nemmeno. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Eppure ora io sto qui seduto con TE a bere per dimostrare la tua fallibilità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;E come farai sentiamo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;E' semplice. Io riscriverò la storia!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;La storia, eh? E come pensi di fare?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Creando un nuovo modo di Essere Umani!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Un surrogato di Fede?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;No, un sostituto...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Sei un bastardo!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Nel momento stesso in cui verrà accettato un nuovo modo di intendere Dio, TU smetterai di esistere e un nuovo Dio nascerà. Un Dio veramente infallibile, perchè la sua esistenza sarà giustificata nel mondo, dalla Sua stessa assenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Ma sarà una bugia!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Non lo sarà. Sai benissimo pure TE che un Dogma è una verità assoluta. Io offrirò un nuovo Dogma in cui credere! Qualcosa di innegabile! Un artificio definibile tale solo fino al momento della sua realizzazione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Ma così non crei un Dio, crei un fantoccio!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Sì, ma in questo modo l'uomo, un giorno, riuscirà a renedersene conto. Ci saranno guerre in nome di questo Dio, persecuzioni, ogni genere di male. Ma ho già pianificato tutto! Alla fine verrà la Libertà!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Sei in gamba, ragazzo! L'ho sempre saputo...Ti lascerò fare. IO ho sempre voluto il Bene e se non lo sono stato, vuol dire che ho fallito e, se ho fallito, non ho motivo di Essere ancora. Non si sfugge alla logica...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;No.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Eehh...e così stai per riscrivere la Storia, figliolo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Sarà una bella storia...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Te lo auguro...Sono contento di aver bevuto quest'ultima birra con te.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Anche io.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Solo un'ultima cosa: come annullerai questa esistenza?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Ho diverse idee...Pensavo ad una specie di immensa esplosione. Qualcosa di mai visto. Un avvenimento giudicabile come irripetibile. Un "Big Bang".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Un gran bel botto!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Già.&lt;/span&gt;..&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Addio ragazzo...e smettila si piangere...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Addio, e grazie...&lt;/span&gt;(si asciugò le lacrime e vuotò il bicchiere).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-2523703257775221350?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/2523703257775221350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/04/lultima-bevuta.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/2523703257775221350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/2523703257775221350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/04/lultima-bevuta.html' title='L&apos;Ultima Bevuta'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-4234366317209248633</id><published>2009-04-26T16:57:00.014+02:00</published><updated>2009-05-01T10:55:48.451+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Erotico'/><title type='text'>Questione di sguardi.</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Si gira, chiude la portiera della macchina con un leggero “clack”, guarda verso l’abitacolo e saluta con la sue lunghe dita smaltate di rosso l’autista dell’auto che parte subito.&lt;br /&gt;E' di una bellezza sconvolgente. I lunghi capelli biondi le ondeggiano sulle spalle, splendenti per la luce solare che li colpisce e attraversa.&lt;br /&gt;Il mio sguardo, dapprima attratto dalla luce che i suoi capelli irradiano, non può fare altro che scendere, bloccandosi sulle carnose labbra socchiuse che, silenziosamente, urlano “baciami” e che, con un guizzo della lingua che le liscia prima sopra e poi sotto, si bagnano di quella che deve essere la saliva più dolce del mondo. Anzi, so che lo è!&lt;br /&gt;Passa l’intero fine settimana senza che Lei si faccia viva. Rimane sempre chiusa in casa. L’unico contatto che ho di lei, è quello visivo: la sua camera da letto sta di fronte alla mia e capita che, ogni tanto, affacciandomi alla finestra, La scorga nei momenti in cui si spoglia per cambiarsi o per infilarsi sotto le coperte.&lt;br /&gt;E' sempre uno spettacolo mozzafiato: il suo corpo nudo, il modo in cui pettina i capelli soffici e il dolce accarezzarsi dalle gambe lunghe e perfette per infilare/sfilare la calze quasi trasparenti; i gesti morbidi, eseguiti nel togliersi il top, per scoprire un seno lievemente abbronzato. Non è grandissimo: una seconda abbondante, forse una terza, ma comunque dalle dimensioni sufficienti per sobbalzare un po’ ad ogni movimento del corpo.&lt;br /&gt;Mi sento un guardone, un voyeur arrapato.&lt;br /&gt;Io la desidero da impazzire…Passo le giornate davanti la finestra sperando di vederla.&lt;br /&gt;La possiedo nella mia immaginazione...&lt;br /&gt;Ora La osservo attraverso la finestra. Lei è distesa sul letto intenta a leggere qualcosa, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;so benissimo cosa, ma non lo capisco&lt;/span&gt;. Sospiro ad ogni movimento delle sue gambe nude alla ricerca di una posizione più comoda, o delle mani, per voltare pagina.&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt; Capitolo X: Questione di sguardi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Un lieve frenare e il rumore di una portiera che si apre e si chiude, attirarono la mia attenzione, che torna repentinamente su di Lei. Non sembra essersi accorta di niente e rimane immersa nella sua lettura...E' Lei la mia lettura preferita.&lt;br /&gt;La porta della sua camera si spalanca e "quello" entra nella stanza, Lei sobbalza dallo spavento, lui l’afferra per le spalle e la spinge contro la parete, facendole sbattere la schiena. Comincia a baciarla sul collo e sulla bocca in modo frenetico mentre lei si dimena. Lui seda ogni tentativo di Lei (lei è mia!) di divincolarsi, spingendola ancora una volta, e poi un terza, contro la parete. Le afferra con entrambe le mani i bordi inferiori della magliettina e gliela sfila di dosso, continuando a tenerla bloccata. Le scopre il seno (il mio seno!). Comincia a baciarlo. Poi usa la lingua. I capezzoli sono ormai duri, eccitati. Comincia a slacciarsi i pantaloni e se li lasci cadere ai piedi. Costringe Lei a mettersi in ginocchio, si afferra l’uccello, non ancora nel pieno dell'erezione e glielo spinge in bocca. Si fa largo tra le sue cavità orali (le mie cavità orali!). Il trattamento dura in tutto qualche minuto. Decide che ora possibile, finalmente, passare ad altro, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;lo decido anche io&lt;/span&gt;: La facciamo alzare, voltare contro il muro e, guidando con la mano il pene duro come il marmo, glielo infiliamo energicamente in mezzo alle gambe. Cominciamo a penetrarla, a farci largo a ondate tra le sue labbra. Acceleriamo. Il bacino e la schiena di Lei si inarcano e raddrizzano spasmodicamente, mentre tenie nascosto il volto tra le braccia.&lt;br /&gt;Perchè ti nascondi amore? Perchè nascondi il tuo viso perfetto, i tuoi occhi, la tua bocca?&lt;br /&gt;In quell’istante che lei si volta verso di me, alza lo sguardo sopra le spalle e lo punta dritto nei miei occhi. Mi fissa, e mentre mi guarda, mi sorride!&lt;br /&gt;A quel punto ero lì, dietro di lei, dentro di lei...solo!&lt;br /&gt;"Ce ne hai messo di tempo, eh?"&lt;br /&gt;"Sì, ma ora sono qui e non ti lascerò più andare via!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcosa improvvisamente cambia..."Perchè?"&lt;br /&gt;Lei si allontana da me, progressivamente, ma rimane ferma, qui davanti...quel suo sguardo! &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Odio questo rumore!&lt;/span&gt; Mi guarda ancora! Anche le pareti si allontanano, si assottigliano. Il suo sguardo è proprio qui davanti, è impresso nella mia retina, galleggia...Tutto diventa via via più chiaro, sfocato, solo il suo sguardo è immobile, ma ormai c'è solo quello. Il resto si confonde...io mi confondo...&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;il rumore aumenta&lt;/span&gt;...lo sguardo persiste...&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;E' assordante&lt;/span&gt;...&lt;br /&gt;"Sei arrivato tardi, dolcezza..."&lt;br /&gt;"No! Aspetta, dove vai? Che succede?" &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Sto realizzando&lt;/span&gt; "No, non dirmelo ti prego. Fa che non sia quello che penso, cazzo no! NO!"&lt;br /&gt;...quello sguardo...ti amo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi giro. Che fastidio. Mi pulsano le tempie. Ronzio. Il braccio mi si è addormentato, schiacciato sotto il petto per una notte intera. Lo alzo a fatica. Formicola. Lo sbatto sopra la fottuta sveglia. La giro. 7.15. Lunedì...Cazzo! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-4234366317209248633?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/4234366317209248633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/04/questione-di-sguardi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/4234366317209248633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/4234366317209248633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/04/questione-di-sguardi.html' title='Questione di sguardi.'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-3498324969184966197</id><published>2009-04-26T11:43:00.006+02:00</published><updated>2009-04-27T19:04:31.742+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessione'/><title type='text'>Stimoli senza un senso...</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;E' strano! A sole due pubblicazioni, già ho ricevuto simpatie e frasi di sostegno per il blog, per altro da parte di due belle ragazze, che dovrei ringraziare. O forse no? In fondo, a causa loro ora mi trovo costretto, in un certo senso, a dare appunto un senso a questo blog, poichè gli incoraggiamenti sono arrivati, è vero, ma sono stati accompagnati da espressioni del tipo "però non ha senso quel che dici, va bene divagare, ma devi dare un motivo al lettore per seguirti, per leggerti...". Hanno ragione, ma più di ammettere di scrivere solo per le molteplici sensazioni che lo scrivere mi regala, non so proprio che fare, e poi una divagazione che contenga un senso non sarebbe degna di chiamarsi tale per il semplice motivo che non sarebbe una divagazione: sarebbe qualcosa con un senso! Una sensogazione!&lt;br /&gt;La piega che questo post ha preso mi impone allora di riflettere e di definire questo termine tanto ridondante nello scritto: Senso.&lt;br /&gt;Cos'è un senso? Un senso, per chiunque abbia la patante, è appunto una direzione. Una linea tracciata da seguire. Un modo, una caratteristica che permette di ricomporre i pezzi di un puzzle. Una facoltà che permette di percepire, recepire, elaborare e se necessario rielaborare degli stimoli.&lt;br /&gt;Insomma qualcosa di fico, no?&lt;br /&gt;E' davvero un peccato che proprio qualcosa di così affascinante e fico, come un senso, non si possa trovare in queste mie pagine. La cosa mi potrebbe pure fare arrabbiare.&lt;br /&gt;Diventa pertanto necessario strabilire che tipo di senso debba permeare il mio modo di scrivere e di divagare. Consideriamo che il senso "vista" (non so in che posizione si collochi nella classifica dei 5 più famosi), al momento della lettura &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;debba esserci&lt;/span&gt; per forza.&lt;br /&gt;Magari i miei post necessitano di un senso "orario", prendendo una particalare direzione, oppure di uno "antiorario", !artla'nu enodnednerP&lt;br /&gt;Magari quello che manca è un senso "logico" secondo cui ad ogni affermazione corrisponde un pesce che cammina su un filo. A me sembra ci sia tutto, come pure c'è tutto quello "linguistico": rispetto tutti i diversi piani linguistici di cui il linguaggio umano si compone: fonetico, morfologico, sintattico e semantico. Ma un attimo, fermi tutti! "Semantico"? Qui c'è un problema evidente, in quanto, se rispetto le regole semantiche e quindi quelle del significato, secondo un senso logico, questo post&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt; deve&lt;/span&gt;, per forza di cose, avere un &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;senso&lt;/span&gt;! Procedendo poi in questo senso, allora mi viene da domandarmi: Perché la gente mi accusa di non dare un senso a ciò che scrivo?&lt;br /&gt;La divagazione &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;deve&lt;/span&gt; avere quindi un senso, un senso che è suo e suo soltanto. Perché se un vagabondo nel suo vagabondare, segue determinate vie compie determinate scelte; scelte che non lo condurranno in nessun luogo, ma che di certo lo accompagnano nel viaggo. Viaggio che, in mancanza di una destinazione, non ha fine... &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-3498324969184966197?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/3498324969184966197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/04/stimoli-senza-un-senso.html#comment-form' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3498324969184966197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3498324969184966197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/04/stimoli-senza-un-senso.html' title='Stimoli senza un senso...'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-3977880332299132169</id><published>2009-04-22T19:12:00.004+02:00</published><updated>2009-04-27T19:04:59.914+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessione'/><title type='text'>Ed ora a noi!</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Sudore, sali, sete, affaticamento, stanchezza, riposo, rilassamento...un piccolo brain storming di quello che provo pensando a questo post. (Bicchiere di acqua fresca in mano). Dissetato.&lt;br /&gt;Breve riflessione: Cos'è che si scrive solitamentei n un blog? Dovrei saperlo di certo, dato che sono redattore anche in un altro blog, PseudoLab, in cui, però, si recensiscono cose. Quel blog, quindi, ha una ragione di estistere, ma questo?&lt;br /&gt;Questo, raccoglie semplici vaneggiamenti, che non hanno nessuna pretesa se non quella di rispettare la loro natura. Ora la difficoltà nasce nel decidere di che genere di vaneggiamenti (leggesi seghe mentali n.d.r.) questo blog debba essere vittima. Potrei recensire anche qui, ma perchè fare due volte lo stesso lavoro, se poi consideriamo che già l'altro sito è ben avviato?&lt;br /&gt;Forse potrei raccontare di me, della mia vita e dei miei pensieri, ma essendo uno sincero non sarei in grado di &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;inventare&lt;/span&gt; nulla di interessante. Perché non improvvisarmi allora scrutatore della realtà e infangare questa società che non lascia spazio ad un povero ventenne di esprirmersi? Niente, vedete? Non sarei in grado di farlo senza risultare banale o smentibile su qualsiasi fronte e considerando che c'è gente più coscienziosa di me, lascio a loro l'arduo compito di fare da vate alla nostra contradditoria generazione. Potrei forse inventare ricette come fa il mio amore sul suo bel blog, ma, a me, sinceramente, cucinare fa un po' schifo.&lt;br /&gt;E allora che si fa? Niente! Siamo solo noi due: io scrittore e te lettore, e te viene dato il gravoso compito di giudicare, anche se per una volta forse ti ho anticipato, facendo di me ciò che vuoi. Io esisto in questo spazio sotto forma di parola e non ho nessun potere se non quello di attirarti. Tu invece no, tu sei più forte, e stai in cima alla catena alimentare. Ti chiedo solo di risparmiarmi! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-3977880332299132169?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/3977880332299132169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/04/ed-ora-noi.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3977880332299132169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/3977880332299132169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/04/ed-ora-noi.html' title='Ed ora a noi!'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3114826114829833080.post-6494177376614259375</id><published>2009-04-21T18:33:00.005+02:00</published><updated>2009-04-27T19:05:17.828+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Presentazione'/><title type='text'>Una scelta come un'altra...</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;"Quel che manca è la voglia di fare!" E' in queste frequenti occasioni che faccio qualcosa, quel "qualcosa" che tutti, nel momento in cui lo facciamo, riconosciamo come inutile, superfluo e pure dannoso, poiché ruba il tempo a quello che dovremmo effettivamente fare...&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;eppure lo facciamo!&lt;/span&gt; Perché? E' l'insoddisfazione, quella che è solita muovere le gesta dell'uomo nelle sue imprese più ardue, a spingermi a premere sui tasti della mia nera tastiera, creando una sequela ordinata nello spazio di cyberparole che, bene o male, vanno a comporre questo post di presentazione.&lt;br /&gt;Sono insoddisfatto e, banalmente, cerco di sedare questo mio senso di frustrazione facendo quello che fa una persona se lasciata sola con i suoi pensieri da riordinare: mi capita di scrivere...Scrivo.&lt;br /&gt;Direte voi che potrei (e forse sarebbe più auspicabile) prendere un pezzo di carta, impugnare una penna e crogiolarmi nelle mie riflessioni nel chiuso di una stanza, al buio, con la schiena curva su su uno sgabello scomodo e rischiando di perdermi; il tutto, senza far del male a nessuno&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt; imbrattando&lt;/span&gt; il web di cavolate. Dovete sapere però che sono una persona fondamentalmente egoista...Mi dispiace, sinceramente! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3114826114829833080-6494177376614259375?l=puntoediseguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/feeds/6494177376614259375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/04/una-sceltra-come-unaltra.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/6494177376614259375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3114826114829833080/posts/default/6494177376614259375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://puntoediseguito.blogspot.com/2009/04/una-sceltra-come-unaltra.html' title='Una scelta come un&apos;altra...'/><author><name>Mattia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02785423564091719360</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_WLnSxaXn_34/TN6lTWDcV2I/AAAAAAAAAI0/ffWbesfgn6I/S220/maschera%2Bio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
